Le password degli utenti di YouPorn finiscono su Internet

Peggio della Sciarelli che legge la cronologia Internet di Parolisi ci sono forse solo le circa 6 mila credenziali degli utenti che accedono al famoso YouPorn pubblicate da Anders Nilsson su Pastebin.

In pratica email e password venivano conservati in chiaro e senza alcuna precauzione dal 2007. E’ sicuramente una figura barbina ritrovare la propria email tra quelle degli altri, un colpo gobbo alla propria reputazione online.

Lo so cosa stai pensando: ho provato anche io ad usarne qualcuna per fingermi un signore orientale di mezza età ma a quanto pare forse sono già state resettate tutte.

1 hacker su 4 è un informatore dell’FBI

Interessante pezzo del Guardian: secondo Eric Corley il 25% degli hacker americani è stato contattato dall’FBI ed ha lavorato per loro. Non è certamente una novità, WIRED aveva già pubblicato documenti sulla modalità di infiltrazione del corpo investigativo americano che usava degli spyware per monitorare alcuni utenti di Internet. Continue reading “1 hacker su 4 è un informatore dell’FBI”

Tutta colpa del cloud computing

Non si parla più di Web 2.0 ma tutti inneggiano al cloud computing mentre pochi si chiedono quanto sono sicuri i dati delle aziende e quanto investano in sicurezza, backup, recovery dei sistemi virtuali.

Secondo il Global Information Security Survey di Ernst & Young del 2010 i servizi di cloud computing vengono adottati sempre più spesso (il 23% degli intervistati li utilizza e un 15% li adotterà nel prossimo anno) ma il 52% delle 1.600 imprese sondaggiate a livello mondiale ritiene che uno dei principali rischi legato alla nuvola sia la perdita di confidenzialità delle informazioni. e la visibilità sui dati aziendali.

E non solo: secondo il Symantec Disaster Recovery Study il 50% delle applicazioni critiche di massa gira sulla nuvola ma per il 66% degli intervistati la sicurezza è la maggiore preoccupazione quando si usa il cloud computing. Inoltre il 55% sostiene che quando si usano i sistemi cloud l’aspetto più difficile è controllare i failover e rendere le risorse disponibili.

Ridurre i costi e diminuire il rischio di disaster recovery con il cloud computing si può ma la domanda dei manager IT è sempre quella: e se poi dalla nuvola grandina?

‘Gna fa o nun ‘gna fa?

riforma brunetta down

Dopo oltre mezza giornata, il sito della Riforma Brunetta è ancora irragiungibile a causa di un attacco hacker, almeno a quanto dicono le fonti ufficiali. Molti nemici, molto onore?
Mah…questi hacker italiani devono essere degli appassionati di politica, stanno sempre in disparte ed escono fuori (ma guarda un po’!?) ogni volta che c’è il lancio di un nuovo sito.

Comunque pare che Riformabrunetta.it giri su Drupal dunque se non si hanno le competenze risparmiare usando un open source non conviene mai. Chè poi probabilmente sarebbe successo con qualsiasi altro CMS. Vediamo quant’altro tempo ci mettono a tirarlo su ed a risolvere il problema.

[UPDATE]

– Gliel’ha fatta! Il sito è online e puoi anche esprimere un giudizio con le famose emoticon tanto care a Brunetta.