Knowledge Graph: persone, posti e cose rivoluzionano la ricerca di Google

Proprio mentre ieri parlavo di trovare le informazioni online nel modo giusto e con saggezza Google introduce il Knowledge Graph, un nuovo modo di pensare alla ricerca collegando e mettendo in relazione persone, luoghi e cose proprio quando un termine e una parola hanno più significati.

Una risposta all’Open Graph di Facebook.

Volunia

Non ho provato Volunia ma la presentazione è stata sicuramente un flop non soltanto per i problemi tecnici (per far funzionare un proiettore ed un ppt non ci vuole un ingegnere): Massimo Marchiori fa una presentazione da seduto ed in italiano, ci mette quasi 1 ora per spiegare un motore di ricerca che doveva essere semplice e intuitivo. Qui pubblicheranno il video.

Marchiori se ne è uscito fuori con alcune chicche che ho raccolto su Twitter dove in pratica dice che Volunia non è nulla di che, non è il motore semantico che tutti si aspettavano. Un seppuku digitale

Volunia consente di fare una anteprima dei risultati di ricerca con una mappa dei siti trovati e inserisce una innovativa toolbar da usare per esercitare il lato “seek and meet”: io non so quanti di voi visitano il sito della NASA e mentre lo fanno non vedono l’ora di chiacchierare con altri visitatori di shuttle e moduli aereospaziali ma se Volunia consente di fare questo allora lasciamo perdere le definizioni “anti Google”.

I click del +1 di Google in vendita

Per chi fa SEO e ha a che fare con l’ottimizzazione dei motori di ricerca gli algoritmi cambiano in continuazione per adeguarsi e plasmarsi sui social network: ad esempio Google sfrutterà i click sui pulsanti +1 per valutare il gradimento di un sito e il suo posizionamento nei risultati di ricerca di Google.
Tagliaerbe non ci vede nulla di male sul fatto che la ricerca sia influenzata dai click del bottone +1 di Google.

Nell’era in cui il PageRank di Google e il suo brevetto un po’ muoiono, in assoluto costruire il rank di un sito web diventa più complesso e in certi casi anche inutile se consideriamo che la ricerca dei motori diventa sempre più personalizzata sulle nostre esigenze.

C’è sempre però l’annoso problema dell’alterazione dei risultati delle SERP: dalla vendita dei fan di Facebook alla vendita dei voti di Google+ il passo è stato breve: non so se sia peggio illudersi di comprare le persone o acquistare i click a pacchetti come faceva Google quando ingaggiava personale per alcuni lavori.

Google Panda arriva in Italia: come fare contenuti di qualità?

Mentre ero via BigG ha pensato bene di aggiornare il suo algoritmo di ricerca proprio a ferragosto per diversi Paesi impostando Google Panda anche in Italia.
Gli aggregatori, i siti di content farm e gli ecommerce che hanno pessimi contenuti e una struttura di link inadeguata e sporca dovrebbero notare un calo di traffico: qualcuno di voi lo ha già avvertito? Continue reading “Google Panda arriva in Italia: come fare contenuti di qualità?”

Greplin: il motore di ricerca della nostra vita sociale

Greplin Demo from greplin on Vimeo.

Greplin è un semplice motore di ricerca che analizza la nostra vita “social” online: si tratta di una semplice barra di ricerca che ci consente di trovare informazioni in servizi come Facebook, Twitter, LinkedIn, Gmail, Google Apps, DropBox e tanti altri. Continue reading “Greplin: il motore di ricerca della nostra vita sociale”

Google permette agli utenti di bloccare e nascondere i siti web nei risultati di ricerca

Google ha aggiunto la possibilità di bloccare e nascondere siti web nei risultati di ricerca: il link nuovo del tipo “Block all example.com results” è visibile sotto ad ogni risultato a tutti ma si può rimuovere definitivamente solo se si è connessi con l’account di Google. Secondo me la SEO in fin dei conti ne uscirà messa meglio perchè mi sembra un buon modo per combattere lo SPAM.

Immagino che molti utenti comuni non vedranno l’ora di bloccare alcuni tra i siti più odiosi che magari trovano sotto gli occhi pur non volendolo.

Google Search fa schifo?

Google ha introdotto un aggiornamento alla sua Social Search (leggi anche Google Italia): in sostanza ora vedremo nei risultati di ricerca anche notizie provenienti dai nostri amici di Google soprattutto se hanno associato il Google Account ovvero il profilo di Google a servizi come Twitter, Flickr, Blogger, eccecc. In sostanza Google si avvicina a Bing anche se non possiede i dati e le informazioni di Facebook, chissà se ieri a cena da Obama, Eric Schmidt e Zuckerberg ne hanno minimamente parlato…

Secondo Michael Arrington la ricerca di Google fa schifo ormai in quanto piena di spam e di risultati inutili che spesso ingannano soltanto il motore di ricerca. A me Google appare ancora un buon motore nonostante ogni giorno migliaia di persone (SEO e non solo) si sforzino continuamente nel “fregarlo”.

D’altronde lo stesso Google censura alcune parole e l’algoritmo non è poi così affidabile come ha dimostrato la recente truffa di JC Penney. Sarà per questo motivo Google sta cominciando a integrare su Chrome dei filtri per migliorare l’esperienza di ricerca: tra tutti l’estensione Personal Blocklist con la quale l’utente può creare una lista di siti web indesiderati e comunicarla direttamente a Google.

Dove voglio andare a parare? Come dice Tagliaerbe forse abbiamo bisogno di un nuovo Google ma vale lo stesso per Facebook e tanti altri servizi, la “concorrenza” non può che fare bene e Google in questi anni non ne ha avuta molta.