L’ispettore si ingarbuglia sempre di più

Non voglio creare supereroi ma oggi viene indagato il capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani che arrestò tra gli altri gli esecutori dell’omicidio di Silvia Rutolo.
E’ lo stesso Pisani che accusò Roberto Saviano nel 2009 e che spinse Giuseppe D’Avanzo in un editoriale a scrivere (con lungimiranza?): “quell’investigatore non può restare al suo posto“.

Il Saviano tour

Sto seguendo da lontano le tappe del tour di Roberto Saviano nelle librerie Feltrinelli d’Italia dove presenta l’ultimo libro “Vieni via con me“. Due considerazioni: la prima che parte anche dalla mia esperienza personale è l’evidente superiore professionalità di Feltrinelli rispetto a Mondadori nel lavorare online. Può sembrare facile lavorare con e per Saviano – un personaggio così noto e popolare – ma non è così.

La seconda riguarda il pubblico di persone che ogni sera va in libreria ad ascoltare Saviano sfidando la sera tarda, la pioggia e il freddo, la calca della fila per ottenere una stretta di mano ed una firma. Perchè questi italiani hanno tanta voglia di conoscere Saviano, sapere cosa dice? E’ tutto merito del fascino garibaldino e partigiano di Saviano o dietro si nasconde una voglia di cambiamento? Leggere, informarsi, fare introspezione.
Leggeranno veramente “Vieni via con me” partecipando con il loro elenco personale oppure seguiranno il mito come dei fan sordi di uno stonato cantante rock che sono lì solo per subire mezz’ora di concerto? E’ plausibile pensare che Saviano porti un target di popolazione che non entra mai in libreria e che questo faccia bene alla cultura, agli scrittori, alla gente, alla lotta contro l’analfabetismo?

E’ sempre stato di moda accusare o santificare gli scrittori, Saviano non è il primo e non sarà l’ultimo, è facile cadere in questo tranello. Io non credo che gli italiani siano poi così stupidi e boccaloni mentre penso invece che Saviano stia facendo comunque del bene alla scrittura, che stia coltivando nuovi lettori che servono come il pane dopo questi 150 anni di libri italiani.

Siete mai andati ad una riunione di condominio? Pensate alla inutile festa di domani, a quante liti condominiali ci sono ogni giorno e all’indifferenza che circola. Bisognerebbe interessarsi alle persone, ascoltare il loro mondo interno, conversare senza incazzarsi. Ed è per questo che mi piace tanto la radio, Internet ed il teatro, sono dei mezzi esplosivi, democratici e profondi per aggregare e comprendere le persone. Se ti sembra un discorso catto-comunista allora ho centrato il problema.

Se siete dei giornalisti prendete una videocamera e intervistate quelle donne e quegli uomini che sono in fila con un libro in mano, fregatevene della rockstar.

Foto: Carmine Flamminio

Ho lavorato gratis per Roberto Saviano

Sto leggendo le reazioni di queste ore e diversi post riguardo il caso di Paola Caruso e devo essere onesto: inzialmente era apparsa anche a me una brutta storia così come quella dei giornalisti della redazione di Libero.it che sono a rischio per alcune strane dinamiche interne all’azienda che credo siano già note all’Ordine dei Giornalisti e alla FNSI (anche qui mi sono arrivati messaggi che mi chiedevano della veridicità della cosa che arriva da un cdr interno, non da mie fantasie).

Tra parentesi: i blogger che hanno partecipato al concorso Libero Blog Awards e ai quali ho scritto se sono sono altamente fregati, non hanno neanche risposto ai miei messaggi. Il che è tutto dire di come è messa una certa parte della blogosfera.
Non vorrei si capisse che lavorare su Internet non conviene mai, non è così.

C’è una cosa della quale vado fiero e che dal punto di vista del curriculum non mi è servita a nulla perchè non faccio il giornalista ma che umanamente e professionalmente mi ha donato molto: ho collaborato con Roberto Saviano per circa un anno alla gestione del suo sito GRATUITAMENTE finchè ho potuto. Tra l’altro non ero solo e avevo una mole di lavoro non eccessivamente pesante che ci si rimpallava con gli altri dello staff.
Ne vado fiero. Sono stato fesso? Probabilmente si, non lo so. Però non potevo rifiutare l’appello che mi scrisse via email Roberto tempo fa chiedendomi di collaborare. Quando non ce l’ho più fatta me ne sono andato.

Credo che la politica debba aiutare queste persone ad avere un futuro più certo. In questo contesto due attori sono importanti: da una parte la società civile che dovrebbe muoversi con azioni più concrete che garibaldine, dall’altro i lavoratori che dovrebbero esigere i diritti e la meritocrazia ma anche darsi da fare di più, creandosi nuovi lavori o semplicemente facendo bene il proprio mestiere.

A parte sparare post su questo blog, a volte anche volutamente provocatori, nel mio piccolo ho già un mio metodo che uso spesso non per pietà ma per creare opportunità, perchè solo se intorno a te crei e favorisci nuove opportunità il contesto in cui vivi e lavori migliora.
Il metodo che uso è semplice e banale: fate in modo che ognuno di voi diventi una piccola agenzia interinale. Sta a me ed a voi il compito di non confonderlo con la bieca spintarella o l’abituale raccomandazione rivalutando quell’onestà, anche intellettuale, continuamente disgregata da chi ha la puzza sotto il naso in questo Paese.

S di Saviano, S di Superman!

L’homepage di Repubblica.it di oggi è abbastanza curiosa:

Napoli, Il grande bluff sui rifiuti. Manda la tua denuncia a Saviano“.

Per quanto possa volere bene a Roberto Saviano e ne sono affezionato dal punto di vista lavorativo non posso che sorridere anzi fossi in lui bacchetterei Repubblica e questo continuo uso del suo nome come soluzione a tutti i mali. E’ come dire ai lettori “scrivete a Superman che si calerà dall’alto e spazzerà via tutta l’immondizia della Campania con un colpo di penna”.

Il problema è reale, bisogna fare segnalazioni, raccontarlo, questo è vero ma ci vuole più serietà. Perchè Rifiutifull è una lunga telenovela, di quelle senza fine.

Roberto Saviano vs Silvio Berlusconi: quando autore ed editore non condividono nulla

Politica è camorra ed anche mafia e viceversa. C’è sempre qualcuno altrettanto pazzo da dire ciò che non pensa e negare l’evidenza. Indovinate un po’?

Silvio Berlusconi ieri:

“Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia che ci fanno fare una bella figura lo strozzo”. “Le voci sull’ipotesi di un coinvolgimento del premier Silvio Berlusconi nelle stragi di mafia sono accuse infondate ed infamanti”

Roberto Saviano subito dopo:

Raccontare le contraddizioni significa amare il proprio paese e non diffamarlo. Scrivere significa resistere e tentare di dare gli strumenti per cambiare. Dopo questa dichiarazione il mio pensiero va alle famiglie di chi è morto per scrivere di mafia. Immagino oggi il loro dolore. Per quanto mi riguarda continuerò a scrivere di poteri criminali. Continuerò a scrivere senza omertà di mafie. Dimostriamo che noi siamo l’italia di Falcone non della mafia.

Non è la prima volta che Saviano si “scontra” con Berlusconi, il suo editore. Accade anche questo in Italia: in una carta stampata perennemente legata ad interessi privati e di partito l’unica soluzione per sopravvivere nel mare degli scrittori è darsi un pizzicotto e pubblicare i propri testi anche con un editore con il quale non si condivide nulla se non il conto in banca.

E’ per questo che amo Internet, perchè qui c’è il grande vantaggio, nel rispetto della legalità, di poter raccontare tutto ciò che si vuole in grande libertà. E per farlo non c’è niente di più bello che usare il tuo blog, meglio anche del tuo social network.