Fiorivi, sfiorivano le viole

Qualche anno fa ero così in simbiosi con Rino Gaetano che alcuni cari amici durante una partita a bowling fecero scrivere sul tabellone al posto del mio nome “AGAPITO”, da quel Malteni ferroviere che il cantautore romano dipinse in una Italia ancora attuale. Raramente ho incontrato nella mia vita persone in grado di capire come sono, quel modo di esser romanticamente sociale, civilmente impegnato, un sognatore fannullone.
D’estate è tutto un rincorrere le tribute band che suonano (e a volte li distruggono) i suoi pezzi ma non è la stessa cosa: ciao Rino, ne ho 28 e sono 30 anni che mi manchi. Magari ti incontrerò ancora sul 60 notturno.