Se potessi avere 1000 euro al mese ma non in Italia

Mentre il mio pensiero va all’iniziativa ferragosto in carcere (facciamo che sia metà agosto tutto l’anno?) ecco un servizio del TG2 che parla di favolosi siti web che insegnano a vivere da ricchi con 1000 euro al mese in alcuni Paesi: dal Kenya al Marocco, a Santo Domingo. Se vivete in uno di questi paesi o volete girare qualche link a guide e risorse usate i commenti.

Voglio lasciarvi con questa illusione di “ricchezza” in terre lontane e con il terribile video dei francescani di Assisi che ballano il Waka Waka (il turismo religioso è in crisi?). Vado in vacanza per qualche giorno, stacco connessione e blog.

Ci sentiamo verso fine Agosto. Buone vacanze, ovunque e con chiunque siate.

Dal Bordello all’Eurolandia con l’iPad

Che amarezza dare ragione a Romani Prodi quando diceva che “ogni nuovo iPod è un deficit commerciale per il futuro”.

Proprio mentre si parlava di sacrifici indispensabili e necessari è uscito l’iPad anche in Italia: file di persone in coda dall’alba per acquistarne uno senza sapere bene cosa se ne faranno. Quelli più prudenti facciano un test per capire se vale la pena comprare un iPad.

C’è chi ha come idolo Piersilvio o i ricconi che costruiscono villette abusive in Sardegna ma deve accontentarsi dell’iPad invece che dello yacht. Insomma c’è sempre chi ce l’ha più lungo del tuo.

Il problema di questo Paese non è che c’è gente invidiosa perchè non può permettersi quei 500-800 euro per l’iPad: magari li avrebbe anche quei soldi o meglio riuscirebbe a conservarli se non dovesse pagare tra i prezzi più alti d’Europa.
Nel mese di Aprile sono aumentati i prezzi dei trasporti: per me è assurdo che in Sicilia una famiglia debba pagare quasi 200 euro in più rispetto ad una dell’Aosta per spostarsi. Oltre alle ormai normali difficoltà delle regioni del Sud c’è una sorta di conclamata emarginazione per i passeggeri che abitano da Roma in giù: se i prezzi dei voli aumentano del 13,4% e dei pedaggi autostradali del 7% chi vive nel mezzogiorno non ha alcuna speranza di futuro, soprattutto se in contemporenea aumentano anche i costi delle assicurazioni, dei servizi postali, dell’acqua, della raccolta dei rifiuti.

Nei prossimi mesi potremmo essere più a rischio della Grecia e questo vale sia a Nord che a Sud. L’Economist nella sua mappa ha delimitato il Sud come un “bordello“: senza essere catastrofisti forse bisognerebbe aggiungere anche un’altra parola, un mix tra “apartheid” e miseria. Perchè secondo me molti cittadini si sentono abbandonati dallo Stato, dagli altri che curano solo il proprio orticello spalando sempre più merda.

Bisogna viverla questa situazione: dall’esterno è facile esortare a lavorare, a non perdere tempo, a essere più produttivi, a non demordere. Quelli che fanno la fila all’Apple Store dovrebbero rischiare a non riuscire a pagare la bolletta dell’acqua, magari si, anche perchè hanno acquistato l’iPad. Sarebbe una scelta.

Il dramma è proprio questo. Qui ormai le persone non hanno più scelta o meglio ne vedono soltanto una: andare via dal bordello.

P.S. Non c’entra molto con il post ma volevo dare la mia solidarietà ai dipendenti del CIRA di Capua: come tanti altri enti il centro di ricerche aereospaziale rischia la chiusura a causa della manovra del Governo. Insomma invece di aprire nuovi centri di ricerca proprio al Sud si chiudono quelli già esistenti.

Come può uno scoglio arginare la crisi

“Come può uno scoglio arginare il mare” cantava la Polverini in piazza.

Il reddito di Silvio Berlusconi cresce di 9 milioni l’euro, insomma è sempre più ricco, il suo continuo voler cavalcare l’ottimismo sembra quindi essere fondato considerando la sua personale situazione economica. Com’è possibile spiegare la crisi al nostro premier se non la vive in prima persona? Come può trovare delle soluzioni adatte e reali che siano vicine al bene comune di tutti quelli che sono in difficoltà, che siano imprenditori e lavoratori dipendenti?