Diaspora: il Facebook di tutti?

Oggi è il giorno in cui verrà rilasciato a tutti gli sviluppatori il codice di Diaspora, social network simile a Facebook ma completamente aperto perchè promette agli utenti un controllo totale sulla privacy e su ciò che condividono.

Su Github ci sono già le linee di codice. Probabilmente non gareggerà con Facebook però potranno nascere reti sociali nuove e migliori, ognuno potrà costruirsi il proprio Diaspora, un Facebook personalizzato nel quale deciderà lui quali amici avere, cosa e con chi condividere.

Le statistiche dei social network nell’ultimo anno

Facebook ha raggiunto 500 milioni di utenti: la BBC ha pubblicato alcune statistiche sui social network più popolari riguardanti l’ultimo anno secondo alcuni dati di Nielsen. Nella lista sono inseriti anche Flickr e Twitter che da Nielsen non vengono considerati delle reti sociali.

Twitter cresce più di altri (LinkedIN e Orkut) ma non può competere con Facebook. MySpace, Bebo ed a sorpresa anche Flickr stanno rallentando ma MySpace lentamente muore.
In Italia i social network più usati sono Facebook, MySpace e Flickr mentre gli italiani presenti su Twitter sono circa 900 mila.

Che fine fanno i morti su Facebook?

Il tema della vita online sui media sociali dopo la morte è purtroppo sempre attuale. Visto che si parla di eredità digitale e di seppellire i morti anche sui social network volevo segnalare che ad esempio su Facebook è già possibile, nel caso che una persona iscritta scompaia, segnalare il suo profilo come deceduto e quindi realizzarne uno commemorativo.

Basta usare questa pagina di Facebook per segnalare una persona deceduta in modo che il profilo diventi commemorativo. E per il proprio blog o Twitter, Tumblr, Google, MySpace, YouTube ed altri social network?

Non c’è ancora una soluzione definitiva che soddisfi le esigenze di tutti, del defunto e delle persone care. Probabilmente bisognerebbe pensare, oltre a quello biologico, ad un testamento digitale.

Google Me: il Facebook di Google?

Kevin Rose, l’autore di Digg, ha carpito una autorevole voce secondo la quale pare che Google stia preparando un concorrente di Facebook: Google Me.
Google Buzz resterebbe su di un piedistallo a fare da contraltare a Twitter (riuscendoci non tanto bene per la verità) mentre Google Me sarebbe una diretta evoluzione di Google Profiles che avrebbe così nuove funzioni e caratteristiche.

Non ci resta che aspettare la prossima mossa di Google.

[UPDATE]

– A proposito: Google Me è anche un documentario.

La storia dei social network in Italia

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Vincenzo Cosenza fa una interessante analisi cronologica dei social network in Italia dividendola in 3 fasi: il periodo d’innamoramento per l’ormai quasi defunto MySpace nel 2007, l’interesse per le community più frivole come Netlog e Badoo (metà 2008) e l’amore passionale per Facebook (in crescita da settembre 2008).

Da notare che Twitter è ancora marginale nell’uso degli italiani rispetto agli altri Paesi e che sarebbe interessante inserire e fare una indagine anche sui social network verticali e tematici più piccoli.

Dal Follow Friday allo Smut Sunday: il porno sbarca sui social network

I contenuti sulla maggior parte delle reti sociali vengono monitorati di continuo e quindi (paradossalmente?) la libertà di comunicare ciò che si vuole è fortunatamente alquanto limitata. Se Internet is for porn finora possiamo dire il contrario per i social network seppure i contenuti generati dagli utenti vengano spesso vomitati.

L’indigestione del porno ha causato un allontanamento dei contenuti per adulti dalla rete di amici ma cosa succederebbe se i social network venissero utilizzati per condividere immagini e filmati porno magari fatti in casa? Viva l’amateur, direste?

Nonostante non sia un vero e proprio social network questa eventualità è avvenuta proprio ieri su Twitter: da alcuni account si è diffuso l’hashtag #smutsunday e mediante Twitvid sono girati molti video con scene di sesso tra ragazzi e ragazze di colore twittati da diversi account. Alcuni contenuti sono stati rimossi mentre altri come questo (filmato vietato ai minori) sono ancora presenti.

Insomma a breve si passerà dal Follow Friday allo Smut Sunday? Non ne ho idea però è un fenomeno da monitorare attentamente perchè se Facebook è ultra controllato Twitter potrebbe essere il social network delle libertà e dell’amore.

Facebook sta morendo: è pronto Diaspora, l’anti Facebook

E se Facebook facesse la fine di MySpace o ancora peggio AOL? Baekdal scrive in un post che Facebook sta morendo spiegandone alcuni motivi tra i quali l’alto numero di utenti, il tipo di caratteristiche e la rigidità delle cose che puoi fare, la privacy che metterà sempre più a dura prova la fiducia in Facebook.

E dalle pagine di ReadWriteWeb spunta Diaspora, un social network open source al quale stanno lavorando quattro giovani ragazzi che si propone come un’alternativa aperta e libera rispetto a Facebook.

Dalle pettinature sembra che già qualcuno di loro giochi a fare il Jack Dorsey del futuro ma chissà che tra qualche anno non ci si sposterà tutti su Diaspora. Forse è questo il destino dei social network: nascere e poi un po’ morire lentamente non appena c’è una nuova stalla. Gli utenti sono una mandria di pecoroni? Quanto, come e se questa transumanza avverrà sarà autonomamente?

[UPDATE]

– Anche il New York Times parla di Diaspora.