Socl: il social network di Microsoft

Basta un po’ di social networking e il business va su. E’ quanto sostiene Microsoft che da tempo ha costituito un gruppo di lavoro nei suoi laboratori di ricerca per realizzare un nuovo social network dal nome evocativo: Socl (spero che non si legga nel bolognese Socc’mel).
Su The Verge c’è una anteprima di quello che nella scorsa estate fu svelato per errore da Microsoft come progetto Tulalip e che dovrebbe essere il suo social network.

Fare una rete sociale che funzioni e sia usata dalle persone non è facile e soprattutto non è per tutti: ci ha provato Apple e anche Goolge con Plus per ora fallendo. Twitter ha intrapreso una strada diversa da quella di un vero e proprio social network e per questo forse si è salvato.

A che serve Google+ ?

Quasi a niente: insieme al bottone +1 serve soltanto a siti web e blog come parziale fonte di traffico. I numeri di Google+ finora non sono eccezionali:

– Google Plus ha debuttato a luglio: nella prima settimana i visitatori sono stati circa 200.000 e sono raddoppiati nella settimana successiva.
– A metà luglio i visitatori su base settimanale erano 1.8 milioni.
– La seconda settimana di agosto ha fatto registrare 1.19 milioni di visitatori saliti poi a 1,23 milioni il 23 agosto e crollati nell’ultima settimana di agosto a 1,16 milioni.

Attualmente gli utenti iscritti sono poco più di 35 milioni ma solo una piccola parte di questi sono attivi. A cosa serve allora Google+?
Google+ serve a Google per usare i dati personali degli utenti nei suoi servizi, non è un social network ma una piattaforma sulla quale si poggeranno i progetti futuri di Mountain View come ad esempio Google Offers o il suo servizio di e-wallet per offrire pagamenti via mobile.

E allora cadono tutti i motivi per scegliere Google+ invece di Facebook: se non altro la rete di Zuckerberg mette in contatto persone, gusti, opinioni, eventi e tanti contenuti.

La vita reale dei social network

John Battelle scrive un bel post riflettendo sull’impatto futuro dei social media sulla cultura e sul business mostrato nelle slide di Paul Adams. E’ fondamentale comprendere il passaggio dai link statici del Web ad uno costruito attorno alle persone, che cambia in funzione di dove ci troviamo, quale sito visitiamo, che cosa mangiamo.

Chi saprà gestire e far funzionare il social web (nel quale le persone sono al centro) nel modo migliore avrà vinto la sfida nel design dei servizi del futuro. Avrà risolto questo grafico.

Differenze tra social network (Facebook e Friendfeed, Badoo e Netlog)

reggiseno

comeeravamo

Se su Facebook le donne dichiarano laconicamente e spontaneamente il colore del reggiseno che indossano attraverso lo status, su Badoo e Netlog pubblicano direttamente le foto della loro lingerie.
Su Friendfeed invece è scoppiata la mania del come eravamo: tanti postano le foto di quando erano piccoli o più giovani usando il tag #iwasso (una versione storpiata dall’inglese sul tema “com’ero”).

Probabilmente dichiarare il colore del reggiseno più usato su Facebook porterà anche un problema di privacy poichè molte delle informazioni personali sono e saranno sempre pubbliche secondo Zuckerberg. Forse il ragionamento è un po’ banale e desueto però certe differenze tra Facebook (Friendfeed) e Badoo e Netlog non sono solo nei meme che si sviluppano (negli ultimi due non me ne vengono in mente molti) e nella tipologia degli utenti che abitano le reti sociali ma anche nel tipo di contenuti che condividono.