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Da Tina Anselmi a Mara Carfagna

Torno a parlare di ministri. Nel 1976, ormai circa 35 anni fa, Tina Anselmi diventava il primo ministro donna nella storia della nostra Repubblica con il dicastero sul Lavoro. Il premier era Giulio Andreotti già al suo terzo Governo.

Il raffronto con molti degli attuali ed ultimi ministri donne (ma anche uomini, sia chiaro) è davvero impietoso, segno che abbiamo percorso la strada sbagliata. L’Italia rispetto ad altre nazioni ha una lunga storia ma questa tradizione sta diventando una croce più che una delizia perchè, voltando le spalle e allungando lo sguardo, sembra che non abbiamo imparato veramente nulla dal nostro passato.

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Il giornale rosso

repubblica vodafone

Mentre da oggi è online IlPost, il nuovo giornale diretto da Luca Sofri, Repubblica.it pubblica una nuova homepage.

Il layout è senz’altro più pulito rispetto a quello precedente, sembra quasi un tema di WordPress (ok, non bestemmio). Peccato però per quella terribile pubblicità di Vodafone in background con una risoluzione pazzesca e soprattutto per lo slide rosso che gira di continuo quasi a ricordarci che per certi versi siamo ancora fermi al 1999. Insomma un esempio in cui la pubblicità peggiora il contesto dei contenuti.

slide vodafone

Repubblica vs Berlusconi

Vi scrivo dalla Sicilia con pochissima connessione: il software della internet key di TIM fa pena soprattutto su Vista, la copertura invece è abbastanza buona (confrontata con quella di Vodafone vince a due mani) anche in questo posto dimenticato dal freddo.
L’informazione passa quindi più per la carta stampata, la tv ed il passaparola offline, chè per Internet. Da qui quindi giungono informazioni che a me sembrano precarie, lontane dalla realtà: a forza di leggere i tanti e diversificati commenti ed articoli che girano sulla Rete, sono così assuefatto al bombardamento continuo che ne sento la mancanza.

Il continuo aggredire mediatico di Berlusconi mi appare quindi risolvibile soltanto con la libertà che Internet ci dà di scegliere e partecipare, passando dalla fase passiva a quella attiva: negli attacchi a Repubblica ed al TG3 si dimostra sempre un Berlusconi nervoso come dice Stefano Folli su Il Sole 24 ore (file .PDF), quasi vicino a riesumare antipaticissimi ed inutili editti bulgari, accecato dall’intenzione di voler pompare ottimismo a tutti i costi nonostante la realtà sia diversa.
La realtà che un Presidente del Consiglio dovrebbe osserva e è quella che si snoda sul territorio: mentre si progetta di fare un assurdo ponte sullo stretto, raggiungere l’entroterra siciliano diventa quasi un viaggio della speranza. E non parlo solo della Salerno-Reggio Calabria, con cantieri aperti (di notte ho visto lavorare persone su gru altissime con scarsa luce) in tratti di 30km abbastanza ostici da affrontare che rallentano la corsa: il sistema di trasporti siciliano è abbastanza degradato e malandato, da quello in ferro con poche linee e treni lenti ed antiquati, a quello autostradale con una pessima manutenzione del manto stradale, bretelle incomplete, deviazioni. Lo slogan “un Presidente operaio” è ormai completamente disatteso.