8 miti sulla RAI, il servizio pubblico dei VERO/FALSO

In seguito all’annuncio di Michele Santoro di “Comizi d’Amore“, alle voci su “Parla con me” e la Dandini che mettono in subbiglio le associazioni dei consumatori e il carrozzone RaiNews 24, ho chiesto ad una persona affidabile che lavora in RAI di svelarmi i miti del servizio pubblico televisivo italiano. Quello che gli italiani pagano con il canone. Per motivi di riservatezza non sarà pubblicato il suo nome. Continue reading “8 miti sulla RAI, il servizio pubblico dei VERO/FALSO”

Frase del giorno

Minzolinate sarà una prossima rubrica del blog. La frase del giorno è dell’ultima schifosa indagine tra Minzolini, Berlusconi ed Innocenzi:

L’Agcom è un’autorità indipendente e autonoma che non ha mai esercitato censura preventiva. Noi parliamo attraverso i propri atti e questi atti dimostrano inequivocabilmente la sua indipendenza e autonomia di giudizio”.

Corrado Calabrò

La RAI si dimentica dei bambini

Rispetto chiunque lavora per il servizio pubblico televisivo, ci mancherebbe. Ci saranno sicuramente professionalità eccelse e da difendere.
Non capisco invece alcune scelte della RAI come l’eliminazione da Ottobre di alcuni programmi televisivi per bambini quali la melevisione, trebisonda, il tg dei ragazzi (quest’ultima l’ho sempre trovata un’idea molto intelligente). Insomma Dodò aveva una pessima voce ma non era così male l’Albero Azzurro.

E’ come se ci fossero bambini di serie A, quelli che possono permettersi il satellite con un’ampia varietà di scelta, ed altri di serie B, quelli che a malapena riescono ad accontentarsi del digitale con mille repliche dei soliti cartoon.
Non è solo un problema economico e di opportunità ma culturale: l’impressione che la tv italiana sia peggiorata negli anni coincide proprio con l’eliminazione di alcune categorie d’interesse trainanti, i libri, il teatro, la musica classica, la pubblicità intelligente, il dibattito costruttivo.
Ci si è voluti complicare inutilmente le cose con reality e format inutilmente innovativi spesso soltanto trash quando bastava continuare a coccolare ed alimentare le passioni di un pubblico variegato.

E la disattenzione nei confronti dei giovani e dei bambini è sintomo di una insensibilità che porta ad un palinsesto incosciente e non eterogeneo: se da una parte infatti allontanerà i più piccoli dalla tv, dall’altra li spingerà verso altri strumenti. Internet, i computer, i media center, le console per videogame, gli smartphone.
Perchè i contenuti ovvero la creatività e le idee dei bambini saranno sempre centrali e vinceranno anche sui bilanci: sarà importante per gli autori adattarsi a device diversi da una passiva e noiosa scatola chiusa.

Rieditto bulgaro

videocracy

Berlusconi non si è dimesso e mai lo farà anzi è ancora lì a sparare su giornali, trasmissioni televisive, film. Come un piragna aggancia la preda fino a che non la stordisce definitivamente.
Si prospetta un inverno molto freddo e triste specialmente all’ombra del cavalluccio di via Teulada: il controllo della RAI sta diventando esasperato e Berlusconi cavalca ogni minima possibilità di chiudere bocche troppo aperte. E così viene tolta la tutela legale alla trasmissione Report di Milena Gabanelli, messa a rischio la presenza di Marco Travaglio ad Annozero con un valzer di poltrone comode al presidente del Consiglio.

Continue reading “Rieditto bulgaro”

Ricchi da far Skyfo

Nei prossimi mesi saranno in tanti gli utenti a lamentarsi del passaggio al digitale e delle scellerate scelte della RAI (che si mette addirittura a criptare) di uscire dalla piattaforma di Sky (quando a Mediaset usano tutt’altre tattiche): qualcuno fa i conti in tasca e sembra che solo nel pagamento del decoder vadano via per ogni telespettatore circa 70 euro circa. Un bel business quello del digitale per le aziende che producono i decoder, no?
Ad oggi, qui in Sicilia vicino Enna viaggiano sulle frequenze digitali solo i canali RAI, da RaiSport a RAINews24.