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L’Italia delle televendite abusive

Non sono gli Usa ma l’Italia:

In Italia sono state costituite banche dati per le televendite ricavate da elenchi pubblici di abbonati senza che gli interessati abbiano acconsentito esplicitamente all ‘uso di queste informazioni. L’uso di queste banche dati era autorizzato fino al 31 dicembre 2009 dalla legge italiana n.14 del 27 febbraio 2009 ed è stato prorogato di ulteriori sei mesi. Stando alle informazioni in possesso della Commissione, gli interessati non sono stati informati né del trasferimento dei loro dati da elenchi telefonici a banche dati costituite a fini commerciali, né hanno acconsentito all’inserimento dei loro dati personali in tali database. La Commissione si interroga inoltre sull’effettiva e corretta applicazione delle nuove disposizioni italiane che permettono agli abbonati di non acconsentire all’uso dei dati che li riguardano.

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Facebook è il paradiso degli spammer

Facebook come ritrovo di tutti quelli che fanno spam ed inviano messaggi indesiderati, magari neanche pubblicitari. Dopo le nuove impostazioni della privacy con le quali è facilissimo fare casino rendendo, ad esempio, disponibile a tutti le nostre liste di amici, alcune cose sono peggiorate.

Uno dei sistemi più in voga sui social network per “acchiappare” gli amici è quello di usare il loro indirizzo di posta elettronica: inserendo questa email su Facebook è possibile ottenere una serie di dati come nome, età, etnia, orientamento sessuale, che definire “sensibili” è forse poco. Prendi i tuoi contatti, esportali in formato CSV ed importali poi su Facebook: noterai delle informazioni interessanti che emergono fuori da molti dei tuoi amici che evidentemente non si preoccupano della privacy.

Basta usare la ricerca per email sostituendo “name@domain.com” con l’indirizzo di posta dei nostri amici:

http://www.facebook.com/search/?ref=ffs&q=name@domain.com&o=2048&init=ffs

Facebook cambia la privacy e lo status diventa pubblico (o quasi)

Facebook ha aggiunto nuove impostazioni per la privacy con le quali un utente può decidere cosa condividere pubblicamente con tutti (gli status, cioè i messsaggi di stato) e che tipo di contenuti invece mostrare alla propria rete di amici (foto, video). Gli strumenti per farlo sono diversi anche se l’impostazione che viene suggerita è quella della massima apertura possibile: chi in passato aveva delle impostazioni sulla privacy restrittive se le ritroverà tali e quali, dovrà solo confermare le “old settings”.

Il lucchetto posto di fianco a “Share” è uno di questi:

facebook privacy share update

L’approccio di Facebook è interessante perchè da un lato cerca di rendere gli utenti che hanno un profilo più consapevoli riguardo le loro scelte e ciò che pubblicano e condividono con gli altri. Dall’altro potrebbe essere deleterio perchè molti utenti potrebbero, come hanno fatto finora, non preoccuparsi della privacy e continuare ad alimentare una statusfera (l’insieme degli status) pubblica e raggiungibile anche da Google.

La soluzione migliore è quella di creare delle liste su Facebook e decidere con chi e cosa condividere. Secondo Techrunch queste nuove impostazioni (aperte già da qualche mese ad alcuni utenti) saranno un fiasco, perchè altre applicazioni, esterne a Facebook potranno usare mediante le API il tuo messaggio di stato ad esempio e conservarlo, anche dopo averlo cancellato da Facebook. Che ne pensi?

Le 10 aziende più affidabili in Usa: Facebook campione di privacy?

Per le aziende avere un gran numero di clienti è fondamentale tanto che ci sono strumenti per le PMI per profilare in maniera spinta tutti i contatti usando Internet. Per i consumatori invece diventa più importante potersi fidare prestando maggiore attenzione ai contratti ed alle condizioni che accettano.

Ponemon Institute e TRUSTe hanno condotto una ricerca tra 6.486 consumatori adulti americani allo scopo di premiare le dieci compagnie più affidabili in materia di riservatezza dei dati personali. Sono stati usati criteri quali: la chiarezza delle informazioni sui servizi, la leggibilità dei disclaimer, le procedure di accesso agli account on-line, la gestione dei cookies e la condivisione delle informazioni personali sia all’interno che all’esterno della rete.

Di seguito la classifica che mette in ordine le società prese in esame, dalla più affidabile alla meno affidabile in materia di privacy:

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Alcune di queste aziende sono presenti solo negli Usa ma la maggior parte sono multinazionali. Trovare Facebook al decimo posto è stata una “sorpresa”.

TOSBack: come tenere d’occhio i Termini di Servizio di Facebook, Blogger, eBay, YouTube, WordPress

facebook-privacy-policy-tosback

Ogni giorno usiamo tantissimi servizi “cloud” che gestiscono i nostri dati prettamente online: di tutti questi abbiamo accettato i ToS, condizioni che regolano i comportamenti e l’accesso a questi siti web. Quando cambiano bisogna stare attenti alle modifiche, sia per la Privacy che per salvaguardare le nostre tasche e le informazioni che abbiamo concesso. Per questo finalmente qualcuno ha realizzato un tracker che traccia gli eventuali cambiamenti dei termini di servizio di molti di questi servizi.

TOSBack crea una timeline che indica la data delle modifiche e fa un confronto dei ToS del tipo before-after.
Dopo il casino che si ebbe con i termini di utilizzo di Facebook questo potrebbe essere un buon strumento per tenerli d’occhio.