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Brunetta scappa dai precari e li definisce “l’Italia peggiore”

In queste ore sta circolando questo video dove Brunetta scappa a gambe levate in seguito alle pacifiche domande dei precari della pubblica amministrazione e li definisce “siete la peggiore Italia“. Non so se questo filmato sia passato sui TG ma su Facebook sta circolando un evento in cui si chiedono le dimissioni di Brunetta: se la Rete contasse qualcosa questa “ipotesi di scintilla” come la chiama Enrico Sola dovrebbe trasformarsi in un incendio che coinvolgerebbe il ministro e quindi di conseguenza anche il Governo.

[UPDATE, 16 Giugno, 11:00]

- Ed ecco infatti subito pronta la marcia indietro. Ora ho dubbi su chi sia il miglior paraculo degli ultimi 150 anni.

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Paola Caruso: una precaria come voi

Ne ho già accennato alla fine dell’ultimo post e senza scoprire l’acqua calda l’avevo detto che molti posti di lavoro nell’editoria in Italia sono a rischio. La Finanziaria ha aumentato i soldi destinati all’editoria ma non basta, non serve.

Paola Caruso è una giornalista de Il Corriere della Sera: stanca di 7 anni di precariato e di aver visto passare avanti insieme ad altri un giornalista non professionista ha deciso di cominciare da 24 ore lo sciopero della fame e della sete (che ha interrotto ieri sera grazie all’appello di alcuni utenti su Friendfeed). In questo post spiega i suoi motivi.

Molti blog hanno già espresso solidarietà a Paola che ha pubblicato una foto del suo peso: Macchianera ad esempio ha sostituito la sua prima pagina con il post di Paola Caruso mentre Alessandro Gilioli ne ha scritto sul blog e Nicola Mattina ha scritto una lettera aperta a De Bortoli e tanti altri che solo a citarli per fortuna l’elenco è lungo quindi continua a far girare il caso di Paola e usa gli hashtag #paolacars, #paolaprecaria e #stopcorsesa4paola.

Secondo me ci vorrebbe lo stesso casino per ogni precario indipendentemente da lobby, aziende, quasi un sindacato di blogger che uniti insieme siano in grado di creare un nuovo media che parli del singolo caso e lo esponga. A quel punto sono sicuro che non se ne potrebbe non parlare, che si smuoverebbe anche la televisione e forse saremmo un Paese migliore.

Non ci resta che leggere il suo Twitter e il suo blog per attendere le novità che ci saranno. Tanti auguri Paola.

Un Paese allo s-bando

Ho diversi amici, più o meno giovani, che non trovano posto di lavoro come insegnante, psicologo. Non solo precari quindi ma disoccupati ai quali a volte ripeto, anche a torto, che il lavoro “bisogna crearselo da soli”, ormai. Non si possono aspettare 7 anni.

Tocca guardare Di Pietro che fa opposizione dura, se volete sempre populista, ma per lo meno riesce a rappresentare una parte di popolazione che non ha più una voce schietta. Non solo scuola ma anche università, anni accademici che partono in ritardo, aumenti di tasse universitarie, ricercatori sempre più precari, strutture fatiscenti, musei scientifici che chiudono.

Mi ero promesso di citare i casi positivi di questa Italia, un po’ come fa costantemente Wired però non riesco a non raccontare la realtà. Un Paese che non riesce a trovare 800 milioni per la banda larga perchè c’è la crisi, non è un Paese allo sbando?

Se faccio bene il mio lavoro (l’Italia migliora)

Sto scrivendo un monologo teatrale: si chiama “Santa Precaria“. E’ la storia di una donna che fatica a trovare lavoro, una storia come tante.

Gli italiani lavorino di più contro la crisi diceva Berlusconi. La riflessione agostana non troppo pesante altrimenti si rischia di soffocare dal caldo e dall’acidità di stomaco è: se fai bene il tuo lavoro e ti impegni nel migliorarti sempre fai un favore ed aiuti anche chi un lavoro non ce l’ha come raccontano quelli di Cogito Ergo Sud in questo video.

Più facile a farsi che a dirsi: ma più che un decreto salvaprecari serve che ognuno di noi faccia bene ma proprio bene il proprio mestiere. Solo così si aprono nuove possibilità anche per chi non ha lavoro…

Avanti son precari

Ero un po’ indietro con le cose da guardare e leggere e nel weekend ho recuperato qualcosina.

Tra tutto mi ha colpito la puntata di Annozero su “Le verità nascoste” (solo alcune delle tante di questo Paese) che ha creato nel mio profondo un senso di schifo nei confronti della politica e di questo Stato. Seguendo un ragionamento storico fatto da un mix di fatti e sensazioni, è che le stragi di mafia siano finite in seguito a chissà quale accordo misterioso con lo Stato o, meglio ancora, con la politica. E che finchè ci sarà Berlusconi in politica ed al Governo nulla di ciò che è successo prima del 1993 si ripeterà.

A ciò si è aggiunto poi un sorriso amaro in seguito alla notizia del commissariamento del ministro della scuola Gelmini. Ovviamente la magistratura è tutta di sinistra e non può essere altrimenti perchè sarebbe difficile applicare “la legge è uguale per tutti” senza essere almeno comunisti, no?
La stampa estera non ha neanche bisogno di sputtanare l’Italia, ce la facciamo benissimo noi con le nostre mani.