Volevo solo spedire una raccomandata

Nell’era in cui i nostri mi piace di Facebook diventano pubblicità (per evitarlo bisogna modifica la privacy) forse le aziende esagerano con l’uso dei social network.

Scrive bene Fabrizio Caccavello su Twitter riguardo il sito di Poste Italiane, www.poste.it. Che tu lo apra con iPad o PC, resta sempre quello: in primo piano ci sono i social network (anzi una landing page che porta a tutti i social di Poste) mentre i servizi offerti sono relegati addirittura con una tag cloud.

Volevo solo spedire una raccomandata, non guardare il Pinterest con i francobolli storici di Poste Italiane.

Postepay Deals e i Gruppi d’Acquisto fai da te

Lo scorso Giugno Poste Italiane ha lanciato i Postepay Deals per chi è possessore di una Postepay. L’elenco delle offerte funziona così:

Dopo aver selezionato l’offerta che ti interessa clicca sul tasto “Prenota” e segui le indicazioni a video. L’importo sarà prenotato al momento dell’adesione e successivamente addebitato sulla tua Postepay alla chiusura dell’offerta.

Una volta scaduto il termine di validità dell’offerta e raggiunto il numero minimo di adesioni potrai considerare acquistato il prodotto, che ti verrà recapitato direttamente all’indirizzo da te indicato nel modulo on line.

Se prima della scadenza viene raggiunto il numero massimo di adesioni, l’offerta si chiude in anticipo.

Potevano sprecarsi nel fare un logo o una sezione migliore, l’impressione è che basti usare il claim dei “deals” per offrire prodotti che si potevano già acquistare scontati per i possessori di Postepay o gli sconti Bancoposta ad esempio. Fu lanciata anche una applicazione di Facebook dalla pagina di Poste ma a quanto pare è scomparsa.
Non ho tempo per valutare tutto il meccanismo e la convenienza delle promozioni di Postepay Deals dunque lascio a voi ulteriori considerazioni.

Sarà stata la crisi ma questo mercato dei deals e dei coupon sta avendo un boom incredibile con modelli più o meno insostenibili come quello di Groupon (ha fatto discutere il pezzo del Corriere e il gruppo su Facebook con le denunce): spesso questo marketing dei coupon non conviene a nessuno.
Un gruppo d’acquisto anche se non è solidale dovrebbe nascere come esigenza di un acquisto critico nell’ottica di un consumo consapevole e conveniente mentre a me sembra che tante di queste realtà abbiano alla base solo aggressive tecniche di persuasive marketing come le chiamerebbero i markettari venditori di fumo.

I panni sporchi di Poste Italiane si lavano su Google

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Prova a cercare “poste italiane” su Google anche nei prossimi giorni

Dopo l’attacco ed il defacement del sito di Poste Italiane di ieri l’immagine dell’azienda ne esce visibilmente colpita. Questa banalità porta ad una serie di considerazioni che non riguardano soltanto la fiducia del cliente verso un servizio, prodotto e relativa psicosi: avrai spulciato subito il tuo Bancoposta così come a me è venuto in mente di controllare la Postepay.
La contrapposizione tra l’attacco cracker e la recente proclamazione di un accordo relativo alla cyber security stilato proprio da Poste Italiane ha il suono di una ironica beffa: evidentemente non è bastato a difendersi dal cyber crimine.

Non era stata approvata una legge durissima contro il cybercrime? Perchè non viene applicata ed, in caso contrario, in quale modo viene fatta rispettare?