Ciao, sindaco pescatore

Uscivo di mattina presto con mio fratello e un altro marinaio. Alle volte dopo aver pescato mi fermavo e sventolavo due, forse tre nuvole sperando che quel grigio che il vento mi soffiava in faccia ogni giorno diventasse l’azzurro del mare.

E’ la parte di un testo teatrale che cominciai a scrivere tanto tempo fa. Dopo 2 anni mi piace ricordare così Angelo Vassallo: come non l’ho mai visto e vissuto.

E – a margine del titolo del convegno che faranno oggi ad Acciaroli – mi viene una amara domanda che può sembrare banale: è veramente ‘bella’ solo quella politica che mette in pericolo la vita di chi la fa?

Libere Conversazioni a Teatro

Scrivo meno perchè sono preso dal tanto lavoro e dall’organizzazione di Libere Conversazioni a Teatro: sabato 14 Gennaio alle ore 18 al Teatro Civico 14 di Caserta ci sarà la I Conversazione con il tema “Politica e camorra” e neanche a farlo apposta si parlerà di Nicola Cosentino con la presentazione del libro Il Casalese, Ascesa e tramonto di un leader politico di terra di lavoro.

Inoltre ci sarà Marco D’amore che leggerà in scena, il collettivo Latrones con le loro opere di impegno sociale sempre creative, dissacranti e minimali ed i prodotti di Facciamo un pacco alla camorra provenienti dai beni confiscati.
Tutto il programma è sul sito www.conversazioni.dariosalvelli.com. C’è un evento Facebook e l’ingresso ovviamente è libero, se sei in zona sei invitato ci sono anche amici come Francesco Piccinini e Ciro Pellegrino.

Quello di “Libere Conversazioni a Teatro” è un tentativo di creare nella mia città attraverso il teatro, la lettura, il cinema, la musica e soprattutto l’arte della semplicità e dell’ironia, una serie di dibattiti pubblici d’impegno civile e sociale che verranno registrati e pubblicati gratuitamente online. Vorrei stimolare il confronto e il rispetto delle opinioni altrui e delle proprie come raramente capita ad esempio in media quali la televisione: un altro obiettivo è far sì che la conversazione continui senza limiti di tempo e spazio producendo dalla Rete contenuti interessanti e sempre attuali.

Che ne dici, vieni a conversare?

10 consigli per salvare la reputazione di un politico online gratis

Misurare la reputazione delle aziende e quella di un politico (specie se c’è qualcuno che cerca di rovinarla) ha senso se non si supera il limite della decenza, della dignità e del raziocinìo o se si prova a manometterla. Come accade per le aziende valori come Fiducia e Onestà vengono subito dopo le idee e le competenze nei metri di giudizio e preferenza dei cittadini.

Leggo da Gilioli una delle cose assolutamente da evitare nella comunicazione politica: ripulire la reputazione di un politico facendo pura disinformazione, una strategia che entra di diritto nella mia rubrica Trashpolitique.


Ripulisco la reputazione dei politici su internet, cioè faccio sparire dai motori di ricerca le notizie negative sul loro conto. Ci sono politici disposti a pagare sino a 10 mila euro per questo.

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La parola fine sul Bunga Bunga e altri scandali dei politici

Per il Basta Bunga Bunga è necessario rispettare l’ultimo comma dell’articolo 54 della Costituzione:
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge“.

Disciplina e onore. La classe politica del dopo Berlusconi dovrà avere questi valori.

Internet e il vento del cambiamento

Tratto da Il Vernacoliere

Il mancato suicidio di Mastella, i comunisti ad Arcore dietrocasa, Bossi che non ce l’ha più duro, nessun ipotesi di brogli, Berlusconi e direttori dei TG Rai indagati per abuso d’ufficio, Pavia e Mantova al PD, Trieste rossa. Non so se questa è davvero la Italian Revolution che alcuni ragazzi da giorni stanno cercando di fare e metter in atto ma si tratta di segnali di un vento del malcontento per alcuni, di Primavera per altri, di normali corsi e ricorsi per i pessimisti. La rivoluzione non è partita da un tweet della Moratti (se non irriverenti battute, meme e parodie) o da un messaggio su Facebook di Pisapia o De Magistris.

Attendo di guardare le Mappe Elettorali definitive per le amministrative 2011: forse ci accorgeremo che Internet e i social network questa volta non c’entrano, che ai quartieri spagnoli di Napoli il De Magistris ha quasi doppiato Lettieri e magari, senza inseguire facili stereotipi, in quella case la Rete non viene usata in maniera frequente o per informarsi. Sarebbe bello che qualcuno mi smentisse ma forse è ancora presto ed ingiusto dare ad Internet più che al popolo il ruolo di paladino della democrazia e della libertà oltre che quello di sentinella sociale.

Chi ha vinto ha il dovere di ben governare ma non sarà facile: le pretese sono alte perchè tutti si aspettano un cambiamento che sarà lungo e progressivo. L’Italia non è cambiata oggi, ci vorranno tanti altri giorni come questo. E’ necessaria una sterzata che non sia solo politica ma di contenuti e buona politica del territorio. E la parte sana non deve illudersi ma partecipare più di prima cominciando dal prossimo referendum.

Ci avete rotto i coglioni (dedicato ai politici italiani)

Questo è il modo con il quale si discute del DDL ALfano che sta provocando un chiaro NO al Bavaglio da parte di molti cittadini.
E va bene la repubblica delle banane ma tutto ciò ha del ridicolo (la parte finale su Gasparri che interviene da paciere non l’avrebbe pensata neanche Molière):

Il clima in commissione Giustizia del Senato che sta esaminando il ddl intercettazioni è stato abbastanza sereno fino a quando non si è arrivati ad affrontare le norme sulla libertà di stampa. Sul comma 26 dell’articolo 1, infatti, la discussione si è fatta accesa e sono volate anche parole grosse. Al senatore Vincenzo Vita (Pd) che stava parlando di articolo 21 della Costituzione e di necessità di garantire libero accesso all’informazione, ha replicato duramente il collega del Pdl Mariano Delogu dicendo ad alta voce: «ci stanno rompendo i coglioni!». La reazione dell’esponente della maggioranza ha scatenato critiche anche tra i senatori del Pdl. E immediata è stata la replica di Vita: «Io non sono abituato a questi toni, avete perso il senso della misura». «Da questo momento in poi – incalza il vicepresidente del gruppo del Pd Felice Casson – faremo vero ostruzionismo, senza concedere tregua. Non ci sono, infatti, margini per tentare di raggiungere un’intesa nè sui tempi, nè sui modi, nè sui contenuti. Da ora si interverrà a oltranza». Per tentare di placare gli animi è arrivato in commissione Giustizia anche il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri. Il capogruppo del Pdl sta ora tentando di arrivare ad una mediazione almeno per quanto riguarda i tempi del dibattito che, al momento si annunciano ancora molto lunghi.

Via [Gli italiani]