Con la scusa di combattare la pedopornografia

Christian Engström, membro del Partito dei pirati svedese nel Parlamento europeo, scrive sulle pagine del suo blog che le organizzazioni di antipirateria e le lobby dell’industria discografica e cinematografica con la scusa di combattere la pedopornografia filtrino e facciano chiudere e bloccare molti servizi di file sharing. Anzi siano addirittura contenti ed entusiasti della presenza del child porn sulle reti peer to peer.

Engström segnala poi una pericolosa direttiva presentata di recente da Cecilia Malmström (altra svedese) che fa parte della commissione Barroso: il principio resta quello di filtrare e censurare pesantemente ed incondizionatamente Internet in Europa.

The Pirate bay: chi pedina un pirato è!

Spiato chi scarica gratis. Il Garante: privacy violata

Centinaia di migliaia di italiani sono stati “pedinati” mentre praticavano uno degli sport nazionali preferiti: downloadare da Internet (ovviamente gratis) i migliori film, le canzoni del momento, i software più costosi.
E’ la Federazione che combatte la pirateria audiovisiva. Proprio Fapav ha incaricato una società francese (la CoPeerRight) di tenere d’occhio 11 siti che regalano film e canzoni. Nel mirino dei controllori sono finiti soprattutto i navigatori che hanno visitato questi siti. La Fapav – dal 2008 ad oggi – ha accertato 2 milioni 200 mila casi di scarico illegale. E subito ne ha chiesto conto a Telecom. Chi scaricava era un abbonato di Telecom “tra il 57 e il 65% dei casi”.

Nel suo atto di citazione, rivolto proprio contro Telecom, la Fapav chiede al colosso telefonico di comunicare alle “autorità di pubblica sicurezza tutti i dati idonei alla repressione dei reati“.

Una azione semplicemente ridicola anche se sul suo sito la FAPAV prende le distanze affermando di non raccogliere alcun dato sugli IP perchè solo gli ISP possono farlo ma ammette di aver assoldato una società per raccogliere statistiche su chi scarica.
Mentre nessuno tranne Punto Informatico e Webnews, parla del fatto che The Pirate Bay non è ormai più raggiungibile dall’Italia, questo scontro tra Telecom Italia e FAPAV sarà solo uno dei tanti che dobbiamo aspettarci nei prossimi anni.

Affidarsi a probabili comitati antipirateria come quelli attuali sarebbe insufficiente e deleterio perchè niente hanno concluso. Finora il Garante italiano si è sempre schierato con i provider che pur volendo collaborare non possono fornire dati degli utenti, nel caso di Telecom Italia rischierebbero una vera e propria rivolta. Colpirne uno per educarne cento, filosofia di chi difende il copyright a spadatratta, non funziona più, non ha mai funzionato.

Un, due, tre…Hadopi!

Mentre l’homepage di Facebook viene leggermente cambiata, è stata approvata la Hadopi, la legge francese per la lotta alla pirateria.
Si tratta in alcuni casi di una sorta di Daspo con il quale si viene “allontanati” da Internet: dopo 3 volte che si è stati beccati a scaricare file pirati la connessione viene staccata. Un’assurdità:

Da una parte v’è la disconnessione per un anno dal Web, valida a partire dal terzo avviso; dall’altra v’è la possibilità di una penale massima fino a 300 mila euro di sanzione pecuniaria e fino a 2 anni di carcere. L’Hadopi prevede inoltre la possibilità di una denuncia anche nel caso in cui la violazione avvenga da persone terze che approfittano della connessione senza autorizzazione (dunque il fatto di non rendere sicura la propria rete casalinga è di per sé già una forma di pericolo, con rischio di 4 mesi di disconnessione, 1500 euro di sanzione e 1 mese di detenzione)