“Vivifacile”: la piattaforma integrata della pubblica amministrazione

Vivifacile è la piattaforma integrata della nostra pubblica amministrazione che doveva essere lanciata il 22 Marzo, ieri.
Avevo già in canne un post per commentare i servizi dei diversi enti disponibili con una unica password disponibli su www.vivifacile.gov.it che erano stati presentati e promessi da Brunetta il 9 Marzo ma fino a ieri non c’era alcuna traccia del sito.

vivifacile

Vivifacile è andato online il 23 Marzo: in homepage c’è uno spot di presentazione del servizio che riguarda inizialmente le scuole e la possibilità di ricevere le pagelle, le assenze o altri documenti in formato PDF, rinnovare la patente di guida, controllare i contributi pensionistici ed altro. Il sito è sostanzialmente semplice e scarno, non è immediato capire dove registrarsi ed a quale servizio si può accedere seppure per ora è chiaro che è disponibile solo quello dedicato alle scuole per altro raggiungibile da un indirizzo esterno.

Il dubbio è che questo sito sia soltanto un pannello di controllo che aggrega tutti gli indirizzi dei servizi disponibili online ai cittadini ed alle aziende: meglio di niente però ci si aspetta qualcosa di più.
Mi sono registrato ma sulla via email non è arrivato ancora nulla, neanche la password per accedere ai futuri servizi. Per ora mi sembra un flop: il BarCamp sulla Pubblica Amministrazione che si terrà a Roma in Maggio sarà un occasione per parlare anche di questo progetto.

Il Facebook della pubblica amministrazione

Una pagina per ogni cittadino che li identifica permettendo loro di avere un profilo con il quale pagare le tasse, registrare un auto, prendere un nuovo passaporto, scegliere il medico di famiglia, insomma quei servizi essenziali di pubblico utilizzo. Un mega Facebook nel quale ogni applicazione ha un suo utilizzo ed è rivolta a farti risparmiare tempo e denaro, ad ottimizzare i costi della pubblica amministrazione (una transazione telefonica fa risparmiare 3,30 sterline mentre una via email 12 sterline) il che vuol dire anche tagliare del personale.

E’ il piano che intende portare avanti il governo inglese di Gordon Brown nei prossimi 4 anni per risparmiare miliardi di sterline. Se da una parte c’è il problema della privacy e dei dati di tutti i cittadini disponibili in un enorme database connesso online (non è un gran problema visto che lo Stato conosce già tutto di te e le persone online tendono a condividere sempre più informazioni personali), dall’altro c’è quello dei licenziamenti del personale nel settore pubblico, una perdita lavoro che aumenta la disoccupazione e che fa perdere ai cittadini quel rapporto fisico con lo Stato che a volte è determinante, non solo in senso negativo.

Probabilmente la scelta migliore sta nel mezzo: diminuire la burocrazia e snellire la PA fornendo servizi di più di facile accesso senza tagliare drasticamente ed in un solo colpo la forza lavoro. Proprio domani Brunetta lancerà un’iniziativa in tal senso, nelle prossime ore vedremo di cosa si tratta.