Telecom Italia filtrerà il peer to peer sulle ADSL

 

Da una parte cercano i nuovi mille per “fare l’Italia” mentre dall’altra pretendono che i content provider paghino perchè usano le loro infrastrutture.

E non solo: Telecom Italia ha preparato un aggiornamento delle Condizioni Generali di Contratto della sua offerta di ADSL a partire dal 1° marzo. Nel comunicato si legge che:

Allo scopo di garantire l’integrità della rete e il diritto da parte della generalità degli utenti di accedere ai servizi di connettività ad internet anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato, Telecom Italia, nel rispetto del principio di parità di trattamento e ove necessario, si riserva la facoltà di introdurre per tutte le offerte e/o i profili commerciali che prevedono traffico dati su tecnologia ADSL, meccanismi temporanei e non discriminatori di limitazione all’uso delle risorse di rete disponibili.

A tal fine Telecom Italia potrà limitare la velocità di connessione ad Internet, intervenendo sulle applicazioni che determinano un maggior consumo di banda (peer to peer, file sharing ecc.), limitando la banda destinata a tali applicazioni ad un valore massimo proporzionale alla banda complessiva disponibile sul singolo DSLAM.

Per ora nelle offerte ADSL di Telecom non si fa alcun riferimento a questi cambiamenti, basta leggere le caratteristiche di Alice 20MB:

 

Aspettiamo maggiori spiegazioni da Mantellini su Eraclito ed i soliti ragionamenti competenti di Stefano.

Tra l’NGN “de noartri”, la bufala sul wi-fi libero e infine il taglio sui fondi FAS per il digital divide non si capisce più nulla ed è ormai chiaro a tutti che il Governo attuale non ha nessuna strategia sull’innovazione e sulle TLC, brancola nel buio di accordi e decreti legge inutili.

A proposito: in tutto questo marasma dove sono e cosa fanno quelli di Agenda Digitale?

 

[AGGIORNAMENTO 22 Febbraio]

Arriva una risposta pressocchè ufficiale da parte di Salvo Mizzi nei commenti di Eraclito che chiarisce alcune cose anche se restano ovviamente dei dubbi. La copioincollo qui di seguito:

Quando con Massimo abbiamo immaginato di creare questo blog, è sempre stato chiaro che la nostra collaborazione sarebbe stata improntata a un semplice principio: libertà espressiva e autonomia completa nella scelta degli argomenti e dei commenti. Il fatto che Eraclito svolga una funzione “terza” su un hub che raccoglie la conversazione “social” in corso su Telecom Italia e sui suoi diversi brand, ne rafforza il ruolo consapevole di libero editorialista. Sugli interventi di Massimo non esiste alcuna “suggestione interessata”. Molti amano criticare Telecom Italia, spesso in maniera pregiudiziale; mi sarebbe piaciuto notare da parte della critica più attenta anche il riconoscimento che una scelta del genere rappresenti una novità assoluta per quanto riguarda blog o property più o meno corporate. E vale sempre comunque il detto “Peggio per chi pensa male”.

Sul tema invece sollevato qui e in diversi blog e commenti sui social networks, non esiste allo stato alcuna limitazione di traffico, ma la possibilità di intervenire in situazione critiche di congestione del traffico stesso per consentire a tutti l’accesso alla rete. Su questo, l’articolo di Alessandro Longo su Repubblica è molto chiaro: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/02/20/news/telecom_peer-12683117/?ref=HREC2-9

In sintesi, e questo è il nostro modesto punto di vista:

1) Telecom Italia non è il primo operatore a compiere questo passo in Italia;
2) Il motivo è garantire l’integrità della rete e il diritto da parte della generalità degli utenti di accedere ai servizi di connettività a internet anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato;
3) Limitare applicazioni come il peer to peer servirà a “garantire anche nelle ore di punta una sufficiente disponibilità di banda per il funzionamento soddisfacente delle altre applicazioni “realtime”;
4) Il video streaming, pur consumando molta banda, non sarà in alcun modo limitato;
5) Queste limitazioni riguarderanno eventualmente solo le centrali congestionate dal traffico, quindi in località e in orari precisi (servono quindi a fronteggiare casi straordinari di traffico congestionato);
6) Tempi e modalità non sono ancora noti, lo saranno in seguito e avremo cura di comunicarlo tempestivamente.

 

[AGGIORNAMENTO 21 Febbraio, 11:04]

Arrivano le prime discussioni su FriendFeed mentre solo ieri Repubblica con Alessandro Longo ne ha parlato (non mi si cita mai ma ormai non me ne preoccupo più). Massimo Mantellini invece scrive un post (con un titolo ironico ma fuorviante) sul blog Eraclito con un buon intervento di Stefano Quintarelli ma nulla chiarisce sulle intenzioni di Telecom Italia: scrivi per Telecom e non conosci le strategie della telco per la quale in qualche modo lavori o non fai intervenire qualcuno dell’azienda? Harakiri digitale.

Probabilmente Telecom nei prossimi giorni chiarirà con altri comunicati ma resta una domanda: dal 1 Marzo gli utenti che apriranno Skype (che usa tecnologie p2p) avranno le chiamate filtrate da Telecom Italia?

La morte del BitTorrent

bittorrent-for-dummies

C’è un test che ti consente di scoprire se il tuo provider blocca il BitTorrent. Tra un po’ non servirà più a nulla: dopo il parziale ridimensionamento di Piratebay anche Mininova si ferma ed i suoi file torrent vengono completamente rimossi dagli amministratori. D’altronde a nessuno piace finire in galera con i files degli altri.

Il motivo è sempre legato al copyright e ad una causa in corso. Mininova era probabilmente il sito di torrent con la più grande community di utenti al mondo; non resta che usare dei servizi alternativi a Mininova la cui lista con il passare dei mesi diventa sempre più sottile. Quale userai ora?

Utilizzare motori come Torrentfly diventa obsoleto se non ci sono file .torrent da indicizzare ovvero scaffali dai quali prendere film, musica, videogiochi, programmi.
Siamo davvero di fronte alla morte del peer to peer e nello specifico del protocollo BitTorrent? Il futuro del peer to peer sarà quello attraverso i cellulari?

[UPDATE]

– Ecco un’altra lista di alternative a Mininova e Piratebay.

– Se il Torrent è a rischio secondo alcuni il peer to peer non tenderà a scomparire ma a presentarsi sotto altra forma.