Con la stampa si guadagna di più

Massimo Russo ha fatto le pulci a Il Post di Luca Sofri dopo i primi mesi di vita e pare che le cose non vadano bene. Eppure si diceva che i giornali di carta erano morti, che ci sarà la rivoluzione dei formati, l’iPad, le cavallette!

Ancora no. Sembra che agli editori non conviene far pagare l’online. Perchè?

Secondo uno studio della Enders Analysis, il ricavo medio per un abbonato all’ edizione online del Times.co.uk o del WSJ.com è esattamente un quarto di quello degli abbonamenti alle loro edizioni a stampa.
la chiusura delle rotative, dopo l’ ipotetico raggiungimento della soglia di passaggio stampa-digitale, potrebbe salvare solo il 25% dei costi totali – ma non sarebbe abbastanza per colmare il gap con il minore introito dell’ online.

Eppure in questo autunno è prevista una ondata online di nuovi siti di news. C’è spazio veramente per tutti in Italia?

Via [Lsdi]

La vita reale dei social network

John Battelle scrive un bel post riflettendo sull’impatto futuro dei social media sulla cultura e sul business mostrato nelle slide di Paul Adams. E’ fondamentale comprendere il passaggio dai link statici del Web ad uno costruito attorno alle persone, che cambia in funzione di dove ci troviamo, quale sito visitiamo, che cosa mangiamo.

Chi saprà gestire e far funzionare il social web (nel quale le persone sono al centro) nel modo migliore avrà vinto la sfida nel design dei servizi del futuro. Avrà risolto questo grafico.

Il Guardian si apre ai blogger e lancia un plugin per WordPress

Il Guardian, attraverso la propria Open Platform, ha lanciato The Guardian News Feed, un plugin per WordPress con il quale i blogger possono cercare ed integrare gli articoli del giornale sui propri blog.

In pratica senza conoscere le API i blogger potranno facilmente integrare gli articoli del Guardian sui propri blog inglobando anche la pubblicità correlata agli articoli e (pare) condividendone le revenue share. Se le notizie a pagamento e i moderni sistemi di business per i giornali online non funzionano più di tanto così come mendicare lettori, il Guardian sta provando sistemi alternativi al pagami il blog per risolvere la lotta nel mercato delle news tra grandi e piccoli editori.

Si ritorna alla fatidica domanda: se tutti i newsmagazine realizzassero plugin del genere (magari multi piattaforma) di cosa parleranno i blog domani?

Via [Journalism]

Misurare la reputazione delle aziende online senza spiare

Quanto è veramente importante e produttivo tenere sotto controllo la reputazione della tua azienda? Quali strumenti utilizzi?
Mentre Gigi riflette sulla reputazione delle persone segnalo due casi interessanti: il primo è quella della BP, l’azienda petrolifera che ha causato il disastro nel golfo del Messico sta acquistando parole chiave su Google come “oil spill” per dare maggiori informazioni su ciò che è successo.
I più maligni dicono che sia una campagna voluta per monitorare la situazione riguardo la propria reputazione e far sparire commenti negativi e le terribili immagini della catastrofe ambientale.

Il secondo riguarda British Telecom che pare utilizzi software come Debatescape per sondare e spiare ciò che gli utenti dicono sull’azienda nei social network come Facebook e Twitter. Insomma se non puoi evitare che i clienti parlino male di te cerca di capire chi sono.

A tal proposito secondo me l’idea di Buzztrainers che accompagna giornalmente le aziende è vincente perchè dietro non c’è soltanto un software ma un controllo umano.

Quanto tempo spendi su Internet?

Lo so che la domanda è banale e che già ci chiedemmo quanto tempo spendi per fare il blogger ma secondo un recente sondaggio i britannici strascorrono online un tempo di 22 ore e 15 minuti in un mese.

D’altronde in UK stanno pensando ad un ministro per la banda larga mentre qui non riusciamo a sbloccare 800 milioni o giù di lì. Questo blog è letto da poche persone però magari se pubblichi sul tuo blog questa domanda raggiungiamo un numero soddisfacente.

Quanto tempo spendi su Internet?
tempo: 6 ore al giorno – professione: studente/lavoratore del web

Il giornale rosso

repubblica vodafone

Mentre da oggi è online IlPost, il nuovo giornale diretto da Luca Sofri, Repubblica.it pubblica una nuova homepage.

Il layout è senz’altro più pulito rispetto a quello precedente, sembra quasi un tema di WordPress (ok, non bestemmio). Peccato però per quella terribile pubblicità di Vodafone in background con una risoluzione pazzesca e soprattutto per lo slide rosso che gira di continuo quasi a ricordarci che per certi versi siamo ancora fermi al 1999. Insomma un esempio in cui la pubblicità peggiora il contesto dei contenuti.

slide vodafone

Come ricavano soldi i musicisti online?

Mentre Biagio Antonacci spara dichiarazioni ridicole e non capisco perchè si preoccupi più di tanto visto che Maroni lo ha già preceduto, segnalo questa grafica su come fanno i soldi i musicisti online e che porta a ragionamenti meno semplicistici.

Nei numeri sono escluse le royalty per i diritti dei brani trasmessi in pubblico. Recentemente una copiosa associazione di cantautori si è lamentata delle poche revenue sviluppate da Spotify nella musica trasmessa via streaming: ad esempio in più di 5 mesi con circa 1 milione di ascolti, Poker Face di Lady Gaga ha ricavato all’artista soltanto 167$.

selling musicisti fanno soldi