La pubblicità online? E’ solo questione di budget: viva AdWords!

Leggevo il post Is Google Search Really Only 18.5% Organic Results dove l’autore riprende una considerazione di Jitbit riguardo i risultati di ricerca di Google: se provi a fare una ricerca con Google, escludendo la pubblicità, sul tuo schermo solo il 18,5% sono risultati organici.

Premettendo che un motore di ricerca commerciale vive sulla pubblicità come scrivevano Brin e Page nel loro pamphlet, uno dei motivi per i quali personalmente non amo molto AdWords è perchè non risponde alla domanda: come fai (e come fa Google) a correlare l’acquisto di AdWords con la qualità dei contenuti? Non è forse più utile, se proprio vuoi fare advertising così, usare al meglio il loro Display Network?

Non ho mai usato l’AdWords editor offline o gestito campagne con milioni di euro attraverso migliaia di keyword e relative corrispondenze negative ma da utente mi interessa tutt’altro.
Provando a cambiare device con uno screen più piccolo infatti la situazione sembra peggiorare. Ultimamente sono andato ad un colloquio dove il CEO mi ha detto: “Da piccolo credevo che la pubblicità fosse questione di creatività poi ho capito invece che si tratta soltanto di budget“.

Il punto è che se molti utenti non ritengono utile ciò che Google propone come risultati di ricerca allora nessuno vorrà più acquistare AdWords. Eppure uno studio recente di Google dice che Content is King, the screen is Queen (and context is God).

Vale davvero la pena usare a manetta campagne di AdWords spendendo grossa parte del vostro budget o concentrare gli sforzi nel Content Marketing producendo contenuti (ed ovviamente un prodotto o servizio) di qualità?

E’ morto il Flash: Adobe si tuffa nell’online advertising

Oggi è morto il Flash: dopo tante lotte anche con Apple (Steve Jobs aveva ragione?), Adobe non svilupperà più il plugin Flash Mobile per Android e BlackBerry Playbook (ammesso qualcuno abbia mai comprato questo tablet).

E si appresta a licenziare 750 dipendenti tra Nord America ed Europa con un cambio di rotta nel suo business: si tuffa nell’advertising online con il progetto Project Adthenticate, una piattaforma per distribuire e testare annunci pubblicitari sul Web con alcune funzioni simili a quelle di Google AdWords, AdSense e Analytics, rinuite in un solo strumento.

D’altronde di recente Adobe ha acquistato Auditude specializzata in tecnologie per la realizzazione, distribuzione e monetizzazione dei video digitali che riguardano la pubblicità sviluppata da editori e società di media.

Il Flash per dispotivi mobili sta per scomparire: il futuro parla sempre più HTML5 e CSS 3?

La pubblicità online diventa un bookmark da salvare

Oggi tutti, o almeno quelli che conoscono cos’è un browser, vogliono navigare in incognito: a Google l’hanno capito prima di tutti e per questo usano il browser Chrome per fare pubblicità.

Nel futuro leggere potrebbe diventare una professione, forse lo è già. Guardare la pubblicità online altrettanto. Questi cambiamenti di scenario secondo alcuni non freneranno l’online advertising che non è mai domo, sempre pronto a vendere di tutto anche il logo di Google.

AdKeeper è una specie di Instapaper/Delicious per la pubblicità, sotto ogni annuncio pubblicitario c’è un bottone che ti permette di salvarlo per guardarlo dopo, quando si ha tempo. Senza usare alcuna estensione sarebbe una selezione naturale delle informazioni che all’utente interessa ricevere, un vantaggio per chi fa la pubblicità e per chi naviga: siti ripuliti dai messaggi pubblicitari troppe volte invasivi e indesiderati. L’era del bookmark advertising.

Quando una legge sul Profiling e la profilazione in Italia?

La profilazione dei dati degli utenti è un tema abbastanza importante, se ne parla poco ma coinvolge tutti noi. Per questo ho cercato diverse volte di segnalare come salvaguardare la privacy e perchè decidere di usare i DNS di Google.

Il tema è importante e lo sarà sempre più in quanto ormai si gioca una lotta tra la pubblicità di Facebook e quella di Google. FoolDNS ha avuto il merito di portare all’attenzione dell’opinione pubblica la profilazione, operazione svolta da tutte le media e internet company e della quale ne beneficia sia il singolo che la collettività.

A tutelare gli utenti ci deve essere una legge precisa che disciplini limiti e abusi, cosa che in Italia mi pare non ci sia (vi invito a fare segnalazioni in tal senso). Di recente il Comitato dei ministri ha invitato gli stati membri del consiglio d’Europa ad adoperare una legislazione sulla profilazione mediante una raccomandazione che contiene alcune norme minime da legiferare.

Ricopio qui di seguiti i principi generali e le definizioni che l’Europa invita ad adottare affinchè non si abusi del profiling:

a. “Personal data” means any information relating to an identified or identifiable individual (“data subject”). An individual is not considered “identifiable” if identification requires unreasonable time or effort.

b. “Sensitive data” means personal data revealing the racial origin, political opinions or religious or other beliefs, as well as personal data on health, sex life or criminal convictions, as well as other data defined as sensitive by domestic law.

c. “Processing” means any operation or set of operations carried out partly or completely with the help of automated processes and applied to personal data, such as storage, conservation, adaptation or alteration, extraction, consultation, utilisation, communication, matching or interconnection, as well as erasure or destruction.

d. “Profile” refers to a set of data characterising a category of individuals that is intended to be applied to an individual.

e. “Profiling” means an automatic data processing technique that consists of applying a “profile” to an individual, particularly in order to take decisions concerning her or him or for analysing or predicting her or his personal preferences, behaviours and attitudes.

f. “Information society service” refers to any service, normally provided for remuneration, at a distance, by electronic means.

g. “Controller” means the natural or legal person, public authority, agency or any other body which alone, or in collaboration with others, determines the purposes of and means used in the collection and processing of personal data.

h. “Processor” means the natural or legal person, public authority, agency or any other body which processes personal data on behalf of the controller.

2.1. The respect for fundamental rights and freedoms, notably the right to privacy and the principle of non-discrimination, shall be guaranteed during the collection and processing of personal data subject to this recommendation.

2.2. Member states should encourage the design and implementation of procedures and systems in accordance with privacy and data protection, already at their planning stage, notably through the use of privacy-enhancing technologies. They should also take appropriate measures against the development and use of technologies which are aimed, wholly or partly, at the illicit circumvention of technological measures protecting privacy.

Proprio qualche giorno fa il Wall Street Journal ha scritto un lungo articolo sul profiling e la deep packet inspection.