Dall’obbligo di rettifica al sequestro preventivo di un post sul blog

Con questo provvedimento della Corte di Cassazione si è andati oltre l’obbligo di rettifica per il quale la Rete si era mobilitata circa 2 anni fa con No Bavaglio. Si può quindi rimuovere completamente un articolo e sequestrare il post di un blog.

Non voglio entrare nel caso specifico, lo faranno i giuristi valutando l’articolo incriminato che si trova ancora online su questo blog ad esempio (già questo fa riflettere sul sequestro preventivo e sul mezzo) e che è stato considerato diffamatorio.
In generale mi sembra preoccupante che si possa tagliare “a priori” un articolo su Internet (vecchio di 2 anni) o un post su di un blog senza accertare prima e definitivamente l’eventuale e presunta natura diffamatoria e dunque a valore penale di ciò che si è scritto. I giudici della Corte precisano comunque che:

Nessun ostacolo può, quindi, sussistere nel ritenere la diffusione di un articolo giornalistico a mezzo internet quale concreta manifestazione del proprio pensiero, che non può, quindi, trovare limitazioni se non nella corrispondente tutela di diritti di pari dignità costituzionale. Il sequestro preventivo, a sua volta, allorchè casa su di un qualsiasi supporto destinato a comunicare fatti di cronaca ovvero espressioni di critica o ancora denunce su aspetti della vita civile di pubblico interesse non incide solamente sul diritto di proprietà del supporto o del mezzo di comunicazione ma su di un diritto di libertà che ha dignità pari a quello della libertà individuale.

Occorre quindi che la sua imposizione sia giustificata da effettiva necessità e da adeguate ragioni il che si traduce in concreto in una valutazione della possibile riconducibilità del fatto all’area del penalmente rilevante e delle esigenze impeditive tanto serie quanto è vasta l’area della tolleranza costituzionalmente imposta per la libertà di parola.

[AGGIORNAMENTO, 11:48]

– Proprio oggi Guido Scorza ne scrive su Wired:

Disporre il sequestro preventivo di un post non produce e non produrrà mai, proprio per questo, le stesse conseguenze proprie di ogni altro genere di sequestro preventivo.
L’informazione che, attraverso il sequestro preventivo del post in questione si sarebbe voluta condannare all’oblio è, oggi, disponibile in Rete in quantità e qualità certamente superiore rispetto a quella nella quale sarebbe stata reperibile se nessuno ne avesse richiesto la rimozione dal blog che originariamente la ospitava.

E’ anche questo che un Paese moderno dovrebbe, senza preconcetti di sorta, chiedersi: è davvero sempre auspicabile applicare al nuovo le regole del vecchio?

Foto: http://assaultedpeanut.tumblr.com/

Senza Bavaglio

Qualcuno mi ha detto di avere avuto per ora più disguidi oggi con lo sciopero dei treni che con le conseguenze della legge Bavaglio. Purtroppo facciamo acqua da tutte le parti, cerchiamo però almeno di evitare che il Titanic vada a fondo, schivando un iceberg per volta.

Dunque visto che oggi non sciopero (a proposito su Agoravox ci sono tanti bei contributi e il sito di Wired raccoglie molte storie in merito) pubblico i pensieri di alcuni amici ai quali ho chiesto di scrivere due righe sulla legge Bavaglio e che hanno accettato volentieri.

Se vuoi aggiungerti ci sono come al solito i commenti o la mail (blog chiocciola dariosalvelli.com).

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Contro l’obbligo di rettifica dei siti web: hai firmato su No Bavaglio?

La petizione contro la legge Alfano della quale ho parlato l’altro ieri sta andando a gonfie vele non solo su Facebook ma anche su No Bavaglio.

L’appello per il web libero continua e invito tutti a firmare, commentare, mettere “like-mi piace” sui social network per diffondere il più possibile la petizione e la legge: non ho visto ancora un post o una parola spesa a favore di questa iniziativa dai cosiddetti top blogger italiani. Dormite?

Vi spiego perchè bisogna firmare. E’ necessario scongiurare il famoso obbligo di rettifica dei siti web che portò il 14 Luglio 2009 ad una protesta che potrebbe ripetersi inevitabilmente. Il punto della discordia per quanto riguarda Internet è l’articolo 28 della legge che recita:

28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:

«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;

d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma»;

e) dopo il quinto comma è inserito il seguente:

«Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».

Se ci fosse veramente una volontà politica basterebbe approvare l’emendamento 1.290 di VITA, VIMERCATI, CASSON a questa legge sulle intercettazioni trasformando il comma “incriminato” che riguarda la Rete in questo modo:

Al comma 28, lettera a), capoverso, secondo periodo, sostituire le parole da: «siti informatici» fino a: «accesso al sito» con le seguenti: «giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche».

Conseguentemente, al medesimo comma:
nella lettera d): sostituire le parole: «siti informatici, e sesto comma» con le seguenti: «giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, di cui al secondo periodo del medesimo quarto comma, e sesto comma»; e le parole: «siti informatici, quinto e sesto comma» con le seguenti: giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, di cui al secondo periodo del medesimo quarto comma, quinto e sesto comma»;
nella lettera e), capoverso, sostituire le parole: «delle trasmissioni informatiche o telematiche» con le seguenti: «dei giornali quotidiani o periodici di cui al quarto comma».

Infine fatemi dire che sono contento ed orgoglioso che il sito No Bavaglio.it sia stato messo su da Fausto Napolitano di ADDs+ con il quale collaboro ormai in maniera continuativa.