La norma ammazza-blog non è stata approvata

Scrive l’onorevole Roberto Cassinelli che con un emendamento hanno cancellato il famoso comma 29 e spazzato via la legge ammazza blog. Tra un po’ ne scrive Andrea Sarubbi sul suo blog mentre Giorgia Meloni ha parlato di buon senso. Stai a vedere che ora bisogna pure ringraziarli per aver “salvato” i blog.

A quanto pare si è fatto distinguo tra blog e testate giornalistiche: “L’obbligo di rettifica entro 48 ore rimane quindi solo per i siti di informazione registrati ai sensi della legge sulla stampa. Niente obbligo per i blog. Il testo Cassinelli è identico anche a una dell’Udc a firma Rao e uno del Pd a firma Zaccaria. La modifica arriverà nell’aula della Camera come testo della Commissione.”

E’ servita la protesta di Wikipedia per sbavagliare la Rete? E’ soltanto una mossa politica e di convenienza? Ci saranno sicuramente dettagli nelle prossime ore intanto gli amici di Wikipedia possono riaprire l’enciclopedìa: invece di focalizzarci sulle intercettazioni dovremmo pensare ai problemi reali dell’Italia.

Più blogger che giornalisti alla Camera ed in Senato

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Fatti:

1) Nicola Schiavone, il figlio del più noto boss “Sandokan” è stato arrestato grazie alle intercettazioni.

2) Lo sapevi che con la nuova legge sulle intercettazioni non puoi riprendere in video qualcuno mentre sta commettendo un reato? Finiresti subito in carcere.

Quest’ultima è solo una delle tante porcherie del decreto legge Alfano, la legge bavaglio. Massimo Donadi segnala sul suo blog l’elenco dei giornalisti che hanno votato a favore di questa legge in Senato.
Non voglio fare l’elogio del geek ma ho l’impressione che se alla Camera ed al Senato avessimo più blogger che giornalisti e politici spaesati probabilmente saremmo un’Italia migliore.

Sì Bavaglio

Niente, per ora non ce l’abbiamo fatta a fargli cambiare il testo del ddl Alfano: dopo 6 ore di altissime discussioni e patti del crodino è stato approvato al Senato. Ora passa tutto alla Camera poi bisogna sperare che Napolitano non firmi (ahaha!).

Non capisco perchè – soprattutto per la parte che riguarda la Rete – molti blogger italiani siano stati finora assenti e se ne siano infischiati di questa legge quando sono contro il sindacato dei giornalisti, la trasmissione Report, Roberto Saviano.

Forse le firme ed i sit-in di protesta quando non c’è una forte volontà politica non servono a molto e sono d’accordo con voi ma sono comunque un segnale che le persone sono vive e lottano. Tutti gli altri invece sono già morti.

Ci avete rotto i coglioni (dedicato ai politici italiani)

Questo è il modo con il quale si discute del DDL ALfano che sta provocando un chiaro NO al Bavaglio da parte di molti cittadini.
E va bene la repubblica delle banane ma tutto ciò ha del ridicolo (la parte finale su Gasparri che interviene da paciere non l’avrebbe pensata neanche Molière):

Il clima in commissione Giustizia del Senato che sta esaminando il ddl intercettazioni è stato abbastanza sereno fino a quando non si è arrivati ad affrontare le norme sulla libertà di stampa. Sul comma 26 dell’articolo 1, infatti, la discussione si è fatta accesa e sono volate anche parole grosse. Al senatore Vincenzo Vita (Pd) che stava parlando di articolo 21 della Costituzione e di necessità di garantire libero accesso all’informazione, ha replicato duramente il collega del Pdl Mariano Delogu dicendo ad alta voce: «ci stanno rompendo i coglioni!». La reazione dell’esponente della maggioranza ha scatenato critiche anche tra i senatori del Pdl. E immediata è stata la replica di Vita: «Io non sono abituato a questi toni, avete perso il senso della misura». «Da questo momento in poi – incalza il vicepresidente del gruppo del Pd Felice Casson – faremo vero ostruzionismo, senza concedere tregua. Non ci sono, infatti, margini per tentare di raggiungere un’intesa nè sui tempi, nè sui modi, nè sui contenuti. Da ora si interverrà a oltranza». Per tentare di placare gli animi è arrivato in commissione Giustizia anche il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri. Il capogruppo del Pdl sta ora tentando di arrivare ad una mediazione almeno per quanto riguarda i tempi del dibattito che, al momento si annunciano ancora molto lunghi.

Via [Gli italiani]

Contro l’obbligo di rettifica dei siti web: hai firmato su No Bavaglio?

La petizione contro la legge Alfano della quale ho parlato l’altro ieri sta andando a gonfie vele non solo su Facebook ma anche su No Bavaglio.

L’appello per il web libero continua e invito tutti a firmare, commentare, mettere “like-mi piace” sui social network per diffondere il più possibile la petizione e la legge: non ho visto ancora un post o una parola spesa a favore di questa iniziativa dai cosiddetti top blogger italiani. Dormite?

Vi spiego perchè bisogna firmare. E’ necessario scongiurare il famoso obbligo di rettifica dei siti web che portò il 14 Luglio 2009 ad una protesta che potrebbe ripetersi inevitabilmente. Il punto della discordia per quanto riguarda Internet è l’articolo 28 della legge che recita:

28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:

«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;

d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma»;

e) dopo il quinto comma è inserito il seguente:

«Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».

Se ci fosse veramente una volontà politica basterebbe approvare l’emendamento 1.290 di VITA, VIMERCATI, CASSON a questa legge sulle intercettazioni trasformando il comma “incriminato” che riguarda la Rete in questo modo:

Al comma 28, lettera a), capoverso, secondo periodo, sostituire le parole da: «siti informatici» fino a: «accesso al sito» con le seguenti: «giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche».

Conseguentemente, al medesimo comma:
nella lettera d): sostituire le parole: «siti informatici, e sesto comma» con le seguenti: «giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, di cui al secondo periodo del medesimo quarto comma, e sesto comma»; e le parole: «siti informatici, quinto e sesto comma» con le seguenti: giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, di cui al secondo periodo del medesimo quarto comma, quinto e sesto comma»;
nella lettera e), capoverso, sostituire le parole: «delle trasmissioni informatiche o telematiche» con le seguenti: «dei giornali quotidiani o periodici di cui al quarto comma».

Infine fatemi dire che sono contento ed orgoglioso che il sito No Bavaglio.it sia stato messo su da Fausto Napolitano di ADDs+ con il quale collaboro ormai in maniera continuativa.

Angelino is watching you

angelino alfano legge

Nei giorni scorsi ne hanno parlato in molti tra cui Guido Scorza e Stefano Rodotà su Repubblica. Su No Bavaglio ho firmato anche io l’inutile e pericolosa legge Alfano sulle intercettazioni telefoniche che coinvolge anche l’informazione online ed i blog.

Se sei d’accordo firma e fai girare. Speriamo che lo sciopero dei blogger dello scorso 14 Luglio non sia stato vano e che dopo 1 anno sia cambiato qualcosa.