85 anni di Napoli

Sono un gran tifoso del Napoli, davvero sfegatato. La tifoseria è una delle più passionali al mondo e se non fosse per alcuni stupidi (quelli che non sono dei veri tifosi e che popolano ogni stadio e tifoseria) avrebbe una nomea migliore, più civile, senza inutili dieviti che impediscono di godersi il calcio in trasferta. A volte la città è stata tirata e spinta dalla sua squadra di calcio, a volte è successo il contrario mentre i periodi più grigi sono stati caratterizzati da indifferenza più che contestazioni. Perchè il Napoli come entità assoluta nel mondo del calcio non si discute.
La società sportiva è passata attraverso fallimenti, successi, gloriosi e curiosi campioni, Presidenti che vanno in motorino e personaggi istrionici ma quella maglia azzurra che si specchia con il cielo è sempre lì da 85 anni. Tanti auguri Napoli, mille di questi goal.

I dolori del giovane Giovanhardi

A Napoli ci sono i “gay, i trans e i femminielli”: Klaus Davi che parla della “lobby dei femminielli” che non favorirebbe le nascite fa venire i brividi, tira quasi le parole di bocca a Giovanardi. Questo caso di Trashpolitique, facile facile e molto triste, riguarda il giovane Giovanhardi e la sua terribile chiacchierata con Davi che termina con un “sono dei bastardi”.

Preferiamo ricordare Giovanhardi così:

Spero vivamente che Napoli venga governata da femminielli, gay, trans ed etero tutti insieme ma MAI da omofobi.

Da Diego a Edinson

Nessun paragone, per carità non sta in piedi. Però i tre schiaffi serviti ieri alla Rubentus (chissà perchè molti la chiamano così) coccolano una città difficile, complicata. Magari il calcio possa servire a unire, a far ritrovare quel senso civico di riscatto perso nei tanti cassonetti in fiamme. Non basterà ma sarà una fiammella.

Non mi sorprenderebbe che i bambini maschi che nasceranno a Napoli si chiameranno d’ora in poi Edinson e che dalla capigliatura riccioluta e dall’orecchino di Diego si passi alla macchinetta per i denti di Cavani.

Salviamo la Città della Scienza di Napoli?

Non ho tempo per approfondire ma a quanto pare da qualche mese la Città della Scienza di Napoli sta per chiudere, i 200 dipendenti sono a rischio.

Il professore Vittorio Silvestrini con il quale ho avuto il piacere di studiare Fisica all’Università è a capo di questo progetto ed ha prodotto qualche tempo fa una presentazione (file .PDF) che illustra alcuni dati interessanti: oltre 350 mila visitatori annui e l’obiettivo di arrivare a 500 mila con l’apertura del progetto Corporea (museo del corpo umano), diversi riconoscimenti e il premio per il miglior museo scientifico in Europa nel 2005 e altri risultati valorosi ottenuti dai poli operativi collocati in diverse aree di Napoli, dai lavori di ricerca con gli spinoff e quelli di cooperazione per lo sviluppo.

Non so se è una storia che Wired Italia o altri ha raccontato o meno ma tutto questo, nonostante il fatto che il 65% siano soldi che provengano da privati, sta per chiudere.
Per quel che serve online c’è una petizione per salvare la Città della Scienza.
Io non ci sono mai andato (e me ne pento) eppure l’ho firmata. Siamo già un Paese senza scienza, non faccio morire anche i musei.

Quel sogno del giornalismo partecipativo a Scampia

I veri SMS di solidarietà dovrebbero andare a giovani come Francesco Piccini di Agoravox affinchè realizzino i propri sogni e progetti.
Ho conosciuto Francesco a Parigi qualche tempo fa ed ho apprezzato la sua determinazione e voglia di mettersi in gioco, ci siamo ritrovati ad un party di MySpace e abbiamo familiarizzato subito anche perchè siamo entrambi campani. E’ una persona che stimo, un bel simbolo dell’Italia all’estero.

Solo molti mesi dopo quella serata a Place Maillot Francesco mi raccontò della sua idea di portare la redazione di Agoravox a Scampia per fare giornalismo partecipativo. Sul blog di Vittorio Zambardino leggo una amara lettera di Francesco:

Fa rabbia. Tanta. Leggere certe notizie non può lasciare indifferenti. Leggere che il Comune di Napoli dovrà restituire 360 mila euro di fondi europei non utilizzati per la Piazza Telematica di Scampia non lascia indifferenti.

Non lascia indifferenti perché abbiamo presentato, da un anno, un progetto di riqualificazione e sviluppo che prevede il trasferimento della redazione di AgoraVox da Parigi a Scampia. Un progetto che predeva, da qui a cinque anni, di aprire una web tv, una web radio e, con la collaborazione delle università, un laboratorio di sviluppo di tecnologie per il web.

Si invoca tanto l’emigrazione al contrario eppure non viene sostenuta. Parole vuote, che si scontrano con la realtà dei fatti.
Non volevamo impiantare una start-up bensì una realtà europea, la più grande realtà europea di citizen journalism: l’intero network di AgoraVox conta quasi 5 milioni di lettori. Esistiamo da 5 anni. Volevamo impegnarci per cambiare le cose.
A casa nostra.

Spero che Francesco riesca a realizzare il suo sogno e progetto, ne scrivo anche perchè magari c’è qualcuno che può aiutarlo. La vera solidarietà va a persone come lui, agli operai che lottano all’Asinara, a chi cerca nelle istituzioni uno stato democratico di diritto e difesa del cittadino ovvero del lavoratore.
Non sono il Veneto o la Lombardia che devono tirare il Sud ma zone come Scampia. E devono farlo cominciando a coltivare idee e passioni come quelle di Francesco.

Caro Comune di Napoli che usi Twitter per comunicare perchè non ti dai da fare ed utilizzi quei benedetti fondi?

[UPDATE]

– Devo dire che la risposta del Comune di Napoli è arrivata mediante un messaggio su Twitter e per questo li ringrazio. Eccolo:

comune napoli twitter

Storie d’ordinaria disinformazione

Non sarà di certo il primo omicidio di camorra manipolato ma il programma “Terra” del 26/11/2009 sbugiarda ciò che hanno scritto quasi tutti i media riguardo l’indifferenza dell’omicidio di Mariano Bacioterracino fuori ad un bar del rione Sanità di Napoli.

Il filmato è stato ripreso e trasmesso da tutti i media, si può dire che abbia fatto il giro del mondo raccontando una realtà alterata da un montaggio meschino. Tutto ciò deve farci riflettere ancora una volta su quanto sia importante cercare la verità.
Vi prego diffondete questo filmato, magari fa lo stesso giro di quello precedente: