Notizie buone o economiche?

Se i mercati sono conversazioni e quest’ultime rientrano sempre più nel mondo dell’informazione allora è più facile comprendere la recente lotta tra giganti: da una parte Murdoch+Microsoft, dall’altra Google e tutti gli altri con la BBC che in risposta alle recenti dichiarazioni di Murdoch dichiara che non farà pagare le news online. Nessuno si chiede come continuare a produrre buone notizie ed approfondimenti.

La sensazione è che mentre i giornali ed i loro editori se le danno a suon di annunci, sconfessioni ed alleanze, la fiducia dei lettori (che non sono tanti, c’è mezza Italia che non legge) e del pubblico cala vistosamente creando quel Press Divide segnalato dal Censis. A quest’ultimi non resta che affidarsi a Google perchè offre ed offrirà comunque una varietà di fonti che per quantità e costo sono impagabili ed irraggiungibili dai singoli editori.

Confalonieri vs Web

Perdono soldi? E’ tutta colpa dei giovani. Lo dice Confalonieri:

Confalonieri ha detto che “internet si avvale di una parola magica che è free. Se i vari Youtube o Google non riconoscono il valore delle proprietà intellettuali, non si può investire. Noi investiamo la metà di quello che ricaviamo in prodotti e contenuti. Se altri approfittano di questi contenuti che vengono mandati in rete da privati, soprattutto giovani, non ci sarà futuro per chi di fa questo mestiere“. “Serve dunque – ha concluso – molta attenzione da parte dei regolatori, del governo. Devono prendere a cuore questo problema”

Il parallellismo con Murdoch è alquanto grottescho: tra i due c’è di mezzo il mare del Web. Ai giovani non resta altro che fare un dispetto a Confalonieri continuando a usare YouTube in maniera intelligente e magari lanciando in orbita un satellite tutto loro.

Ricchi da far Skyfo

Nei prossimi mesi saranno in tanti gli utenti a lamentarsi del passaggio al digitale e delle scellerate scelte della RAI (che si mette addirittura a criptare) di uscire dalla piattaforma di Sky (quando a Mediaset usano tutt’altre tattiche): qualcuno fa i conti in tasca e sembra che solo nel pagamento del decoder vadano via per ogni telespettatore circa 70 euro circa. Un bel business quello del digitale per le aziende che producono i decoder, no?
Ad oggi, qui in Sicilia vicino Enna viaggiano sulle frequenze digitali solo i canali RAI, da RaiSport a RAINews24.