C’era una volta la videochiamata

Qualche tempo fa il Time ha scritto un articolo sull’insuccesso della videochiamata su Skype: solo il 34% delle telefonate usano il video. Ho chiesto ad Emanuele Colli, Online BG Lead di Microsoft, alcuni dati su Windows Live Messenger, che sempre più spesso i media considerano come il principe delle videocall.
In Italia la media giornaliera di chi usa le videochiamate su Windows Live Messenger è del 6% degli utenti (a Gennaio 2010 circa il 6.3%) mentre le chiamate vocali (solo audio) corrispondono al 2.3% degli utenti italiani.

E’ anche vero che il business dei device che promettevano videochiamate ad alta definizione non è mai maturato ed esploso perchè pensiamo a questa tecnologia al massimo ci viene in mente un fei belliffima. Non è detta però l’ultima parola.

Uno dei motivi per i quali Skype ha spinto verso Skyecandy, una sorta di social network che invoglia proprio ad utilizzare la videochiamata come strumento di socializzazione tra persone che non si conoscono ed hanno a malapena un profilo, è proprio quello di rilanciare la videochiamata. E’ proprio quest’ultimo aspetto sta stimolando un processo di vomito delle relazioni sociali, sempre più numerose ed invasive, alla ricerca di identità che non sono collegate in alcun modo con la nostra.
D’altronde il successo mondiale di Chatroulette, un servizio minimale realizzato da un diciassettenne per utenti di ogni età, ha evidenziato una tendenza opposta a quella delle reti sociali piene di profili e preferenze che descrivono anche chi siamo, chi vorremmo essere.

Quando la chat di Facebook aggiungerà la funzione di videochiamata (magari inizialmente o con un certo limite in versione premium) oppure Google Voice e Gizmo saranno uno strumento solo, avremo una svolta in questo mercato?