E’ necessario un ministro di Internet?

Mentre in queste ore Mario Monti scioglie la riserva e presenta la sua lista di ministri, nelle ultime ore si sono fatte avanti diverse proposte riguardo un possibile ministro di Internet anche senza portafogli come scrive Massimo Sideri. C’è stato anche un appello durante l’ultimo Internet Governance Forum di Trento con una lettera indirizzata proprio a Monti e nella quale si chiede maggiore attenzione nei confronti del web, dell’economia digitale e del digital divide.

Credo che il numero dei ministri e dei ministeri debba essere sempre ragionevole e ottimale, che abbia il dovere di rispondere all’economia di un Paese più che alle sue lobby ma d’altronde anche Paola parlò già qualche tempo fa dell’esistenza all’estero in altri Paesi di un dicastero che è vicino a questo settore.
E chissà che non sia il momento giusto: anche il Partito Pirata Italiano “scende in campo” risvegliandosi improvvisamente dal torpore che lo ha tenuto ai margini della politica fin dalla sua nascita.

Ministro per lo Sviluppo Economico ad Eccezione di Internet

O anche ministro della Televisione. Paolo Romani ha un curriculum di tutto rispetto ma forse adatto più a fare altro:

Diploma di maturità classica. Editore, è giornalista pubblicista.
Nel 1990 è editore di Lombardia 7, emittente che cede nel 1995 dopo essere stato eletto Deputato della Repubblica.
Dal 1986 al 1990 è Amministratore Delegato di Telelombardia; nello stesso periodo è anche corrispondente di guerra, in particolare seguendo la rivoluzione rumena del 1989, la guerra dell’ex Jugoslavia ed i conflitti in Iran-Iraq.
Fino al 1990 è editore di riviste del settore elettronico-informatico, tra cui Millecanali.
Nel 1976 fonda Milano TV, specializzata in contenuti cinematografici, poi trasformatasi in Rete A, emittente nazionale, di cui è Direttore Generale fino al 1985 per la Peruzzo Editore S.p.A.
Nel 1974 fonda TVL Radiotelevisione Libera (già Telelivorno), di cui assume la carica di Presidente sino al 1976.

Il 24 settembre 1974, con l’avvio delle trasmissioni di TV Libera, seconda emittente privata italiana, contribuisce alla rottura del monopolio radiotelevisivo italiano gettando le basi del futuro mercato dell’emittenza privata.

E’ triste che per questo ministero non si voglia e non si riesca a trovare una figura di rilievo magari anche un tecnico che non abbia alcun ruolo politico.

P.S. Il titolo del post è preso in prestito da Ezekiel.