Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria

Da “i segreti della Casta di Montecitorio” ai privilegi e agevolazioni del Vaticano. La pagina Facebook Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria ha raggiungo un discreto successo in poche ore: l’iniziativa ha anche un sito Vaticano Paga tu e tra i promotori dovrebbe esserci anche Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani. Al tempo stesso anche IlFuturista con i finiani hanno lanciato la campagna “Facciamo pagare l’ICI alla Chiesa“.

L’iniziativa di Facebook mira a ripristinare le tasse anche sugli immobili della Chiesa che attualmente non paga Ici, Irpef, Ires e Imi e che con l’8×1000 sottrae circa 1 miliardo di euro l’anno. Non so cosa ne pensi ma credo che la Chiesa così come tutte le altre parti sociali in Italia non possa sottrarsi dal contribuire al pagamento delle imposte. Anche io non so da quale pulpito arrivi il predicozzo degli ecclesiastici italiani sull’evasione fiscale.

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L’origine del debito pubblico italiano

3nding scrive: “a metà degli anni ‘80 il governo Craxi aveva tre consulenti economici di alto livello che aprirono la voragine del debito pubblico italiano passato dal 73% del Pil nel 1984 al 96% del 1988. I loro nomi? Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, e soprattutto Giulio Tremonti.”

Il fatto che siano tutti e tre nell’attuale Governo in una crisi del genere è spaventoso. Questa infografica chiarisce poi meglio chi ha creato, attenuato ed aperto il debito pubblico italiano negli anni:

E di chi è il debito pubblico italiano, 1577 miliardi di euro? Il 15% delle banche italiane, il 14,6% dei gruppi assicurativi esteri e fondi comuni europei, il 14% di investimenti privati, il 12,3% di banche estere, l’11,4% di compagnie assicurative italiane, l’11,1% di altri investitori internazionali.

Eppure secondo l’Economist rispetto agli altri debiti pubblici non siamo messi poi così male.