In Cile la Net Neutrality diventa legge

Il Cile è il primo paese al mondo che garantisce per legge il principio di neutralità della rete:

El diario oficial de la República de Chile publico ayer la Ley que garantiza que cualquier usuario de Internet podrá utilizar, enviar, recibir u ofrecer cualquier contenido, aplicaciones o servicio legal a través de Internet, sin bloqueos arbitrarios o discriminación. El principio de neutralidad de la red, cuyo debate se inició en Estados Unidos, está en plena discusión en Europa a raíz de la fuerza que han alcanzando buscadores de Internet como Google y la necesidad de la operadoras de telecomunicaciones de competir en este mercado.
La regulación que se ha realizado en Chile parte del consumidor como centro del debate para que pueda elegir el mejor servicio y navegar libremente por Internet sin bloqueos ni restricciones abusivas.

La Ley afirma que ni los operadores de telecomunicaciones ni los que presten servicios comerciales de conexión a Internet podrán arbitrariamente “bloquear, interferir, discriminar, entorpecer ni restringir el derecho de cualquier usuario de Internet para utilizar, enviar, recibir u ofrecer cualquier contenido, aplicación o servicio legal a través de Internet, así como cualquier otro tipo de actividad o uso legal realizado a través de la red

Obama tradisce Internet

Non lo so se stiamo andando verso il Web 3.0: se proprio vogliamo dare i numeretti a dei fenomeni più complessi allora bisogna parlare di fasi. Secondo Justin Kistner ad esempio siamo nella terza fase del web quella dei social media: nel 2012 ci sarà il picco mentre nel 2015 ci sarà un nuovo cambiamento.

Senza farsi troppo menate sul termine “social media” che andrebbe abolito, la spiegazione di questi cambiamenti secondo me è abbastanza semplice e riguarda l’adozione di Internet: più diventa uno strumento di massa maggiori sono le possibilità che si possa evolvere o in alcuni casi regredire.

Ad esempio il senatore Joe Lieberman ha presentato al senato americano la proposta di legge “Protecting Cyberspace as a National Asset Act” che obbliga ogni azienda di Internet e provider a dover disporre eventuali misure d’emergenza emanate dal National Centre for Cybersecurity and Communications che fa capo ovviamente al Presidente degli Stati Uniti.
Questo dipartimento potrebbe ad esempio chiedere la chiusura immediata di un sito o di un servizio web. Molte delle attuali infrastrutture di Internet sono in Usa quindi il pericolo è che gli americani decidano le sorti della Rete per conto di tutti gli altri paesi.

D’altra parte sempre in america la FCC ha intenzione di regolamentare il broadband nazionale. Barack Obama ha svolto una perfetta campagna utilizzando proprio Internet: perchè ora intende “tradire” i suoi elettori e passare per un Presidente meno moderno di quanto si sia dimostrato in campagna elettorale?