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Schiavi della mela e del lavoro

Questa cosa che Apple ha ammesso di usare bambini per fabbricare i propri prodotti molti dei quali in Cina sinceramente fa abbastanza schifo. Non faccio falsi moralismi, probabilmente anche il notebook dal quale scrivo o la birra di ieri sera sono il frutto di lavoro nero, mal pagato, sfruttato, illegale.

Il Think Different va a farsi benedire e muore davanti al profitto capace di affamare anche una delle aziende più innovative: Apple non è la prima e non sarà certamente l’ultima azienda ad usare manodopera a basso costo. Apple non ha scusanti, nemmeno quella che le fabbriche fossero fornitori esterni e quindi controllate da altre società.
Forse i fondamentalisti della mela non si sarebbero mai aspettati di avere tra le mani un iPhone costruito da un bambino orientale oppure pur sapendolo hanno sempre preferito chiudere gli occhi davanti all’ultima applicazione figa lanciata sul mercato. Ciò vale per Apple come per qualsiasi altra azienda tra quelle 102 che non fanno controlli adeguati.

E’ un problema serio che viene trattato meno che del green computing con il quale è strettamente collegato: mentre ci chiediamo cosa verrà dopo l’iPad chi realizza iPod o cellulari di ultima generazione non deve essere esposto a pericolose sostanze chimiche soltanto per consentirci di sfogliare voracemente l’ultimo libro di Douglas Coupland. Non voglio cadere nello stereotipo del consumismo sacrificale e del capitalismo subdolo che ci distrae e seduce come una droga fino a stenderci al tappeto.

I fatti nei diversi Paesi del mondo dimostrano che l’equità sociale resta un principio puramente teorico ma che la Rete, quella fatta di persone prima e di tecnologie poi, forse può servire come risorsa per spostare il dibattito sui diritti dell’uomo e del lavoro, dalla denuncia all’indagine collettiva il passo è breve. E se il prossimo passo fosse un peer to peer di sindacalisti anonimi?

Quei traduttori sottopagati di Italia.it

C’è poco da stupirsi che i contenuti del portalone del turismo Italia.it facciano pena leggendo annunci di lavoro (poi rimossi a seguito di una rivolta) del genere:

Gentili Traduttori,

stiamo ricercano nuovi collaboratori da inserire in un progetto di traduzione del ministero del turismo. L’ente ci sta inviando e ci invierà per tutto il 2010 materiale del sito www.italia.it da tradurre in inglese, francese, tedesco e spagnolo. La “cartella” dettata dal ministero è di 2600 caratteri (??) e il prezzo è di 9 euro lordi con pagamento a 90 giorni (sono sempre condizioni del ministero). E’ un prezzo molto basso ma si deve pensare alla quantità e alla continuità del lavoro. Se siete interessati al lavoro potete contattarmi via mail, telefono o skype. Abbiamo già dei file da assegnare da tradurre con una certa urgenza. Grazie della collaborazione. Cordiali saluti.

Dunque secondo i traduttori:

Quella proposta corrisponde, quindi, a una tariffa massima di 54-63 euro lordi al giorno, pari in media a 25-30 euro al netto di contributi previdenziali e imposte. In altre parole, 9 euro lordi a cartella da 2600 caratteri corrispondono, a parità di potere d’acquisto, alla paga giornaliera di un operaio in uno sweatshop indonesiano.

Via [MagicItaly]

Come spendi il tempo per fare il tuo Web Design?

timeline web design

Questa timeline è relativa al 2006, probabilmente da allora non è cambiato molto riguardo il tempo che si spende per valutare le compatibilità di Internet Explorer. A proposito di web design volevo sapere ad oggi come spendi il tuo tempo quando devi realizzare un nuovo layout, un template, devi progettare un sito per un clienti.

Sbatti di più la testa sul CSS, su Javascript, sulle esigenze del cliente, sull’utilizzo degli spazi vuoti?

Quant’è bello il laureato, che si fugge tuttavia

La lettera su Repubblica di Pier Luigi Celli, attuale direttore generale della LUISS di Roma (un’università privata), è senz’altro amara e piena di realismo e cose giuste, per carità. Così come è sacrosanta la preoccupazione di un padre che non vorrebbe mai che il proprio figlio soffrisse.
Sarebbe facile saltare nella lotta tra pubblico e privato ricordando che Celli si occupa di un’università privata, dove la retta annuale costa sui 7 mila euro se non di più. Se c’è una sola cosa che forse l’università statale dovrebbe invidiare a quelle private come la LUISS è la capacità di interfacciarsi con il mondo del lavoro, stringere rapporti solidi e costanti con le aziende, avere dei programmi moderni in infrastrutture non degradate. Se non ci riesce la società italiana almeno l’università statale offre a tutti le stesse opportunità?

C’è una cosa della quale sono veramente stanco ed è la rassegnazione dei cervelli in fuga, di chi smette di lottare perchè non ne può più, di chi non morde e sbaglia nel non chiedere ad alta voce i propri diritti anche in una società dove non c’è giustizia. Perchè ora può sembrare più facile fare armi e bagagli in cerca d’avventura all’estero, in nazioni che ci sembrano così civili ma che non sono poi così diverse dalla nostra.
Se solo volessimo più bene a questa nostra Italia e soprattutto a noi stessi, alla nostra coerenza e dignità, cercheremmo di tirare avanti il più possibile i nostri valori come fanno ogni giorno migliaia di studenti, operai, ingegneri, ricercatori. Non è demagogia, è un’altra parte di realtà alla quale dovremmo guardare più spesso. Senza piagnistei, senza lettere strappalacrime.

Agile: un’azienda fantasma

Lo so che è Sabato dunque un giorno più lieto ma segnalo ugualmente la storia di circa 2100 avoratori di Agile (c’è anche una cronologia ed un dossier) che sono da 3 mesi senza stipendio. Grazie al lavoro di Vittorio Pasteris.

Purtroppo questa è una storia comune anche ad altre aziende. Per questo motivo vorrei realizzare un wiki per le aziende in crisi o in grossa difficoltà. L’iniziativa è sempre valida e chiunque può metterla. Se non altro serve a tenere traccia dello stato delle piccole-medie (e anche grandi) aziende italiane.

I migliori 50 lavori in America

best-jobs-america

CNN Money ha realizzato una lista dei migliori lavori in Usa divisi per salario, possibilità di crescita, qualità della vita e settore.
Anestesisti, ostetrici, ginecologi e psichiatri sono i più pagati mentre Telecommunications Network Engineer, Systems Engineer ed i Personal Financial Advisor sono le mansioni più in ascesa. I professori del college, chi fa corsi di formazione e consulenza ed i fisioterapisti sono quelli che hanno una qualità della vita più alta.

Chissà se in Italia vale lo stesso…