Quanto vale il Web in Italia?

Una risposta a questa domanda è contenuta nella ricerca (file .PDF) dal titolo “Fattore Internet” commissionata da Google e del Boston Consulting Group: da sola, cioè senza considerare l’indotto ed altre voci, l’Internet in Italia è valsa 31,6 miliardi di euro nel 2010 ossia circa il 2% del PIL mentre le stime dicono che nel 2015 potrà essere il 4,4% del PIL, circa 59 miliardi di euro con una crescita annua del 18%.

Perchè dunque essere sempre pessimisti e non provare ad avere ottimismo e contagiare le aziende, gli imprenditori ed anche la politica più che con iniziative di facciata con casi studio, seminando formazione e incontri pubblici sul territorio?
Se il 55% delle PMI italiane intende entro quest’anno fare investimenti nei progetti di information technology allora bisogna probabilmente stare al loro fianco, invogliarle, aiutarle a fare ricerca e innovazione in un processo virtuoso che coinvolga anche le università, che ascolti e risolvi i problemi del giovane welfare, che favorisca finalmente gli investimenti delle grandi imprese.

Le aziende che usano Internet crescono in maniera più veloce e considerando che tempo vuol dire denaro questo è un vantaggio non da poco. Il timore però è che gli italiani siano sempre soli, un grande popolo che riesce a fare tutto ed il contrario di tutto senza esser guidato da uno statista. Per questo insisto che siamo noi tutti singolarmente responsabili se le cose vanno male oppure bene, che ci vogliano continuamente esempi positivi affinchè quella ricchezza che è di pochi diventi – necessariamente e meglio – distribuita.

Via [Daniele Lepido]

I buoni e cattivi di Google

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Dopo la sciocca decisione di rimuovere i video di Hitler su YouTube richiesta della casa di produzione del film dal quale era preso il frame, Google decide di pubblicare una mappa mondiale con il numero di richieste di rimozione dei contenuti dai risultati di ricerca o da YouTube e le richieste di informazioni sugli account degli utenti di Google ed altri prodotti durante tutto il 2009: per intenderci nella mappa i primi sono i “removal requests” mentre i secondi i “data requests”.

Google afferma che le statistiche non sono accurate al 100%. In entrambi i casi comunque l’Italia è messa “bene” in classifica e rientra tra i paesi con più richieste a Google. Certo che devono lavorare molto in censura e controllo quelli di Google Italia…

P.S. Dimenticavo proprio ieri il monito dei Garanti a Google per rispettare la privacy.

Il turismo dell’ICT

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Il Global Information Technology Report 2009-2010 (documento completo), lo studio annuale che analizza lo stato dell’ICT nei diversi paesi, mostra l’Italia al 48 esimo posto dietro Giordania, Porto Rico, Ungheria e Thailandia. Abbiamo perso altre posizioni: altro che turismo sessuale, ci si sposta tutti in Thailandia da Giorgio Taverniti.

Via [Tom’s Hardware]