Google Apps per Governo.it

Tempo fa si parlava di un Facebook per la pubblica amministrazione e forse non sarebbe una cattiva idea visto che i siti istituzionali italiani non li visita nessuno.

Invece che applicativi con licenze costose perchè non installare Google Apps sui siti istituzionali invece che promettere servizi che non funzionano mai?
Ricordo ancora l’annuncio e la conferenza stampa su Normattiva che con il taglia leggi prometteva molte norme online in un click.
Su Normattiva le leggi ci sono ma per ora ma non hanno l’ufficialità e quindi nessun avvocato le considererebbe affidabili.

Da allora quindi hanno abattuto il sito Norme in Rete però almeno mi consola il fatto che il sito del ministero della Giustizia giri su server Apache. E per fare la PEC ,che poi non è una vera e propria Posta Certificata e che molte amministrazioni non usano (è un diritto farlo dunque un obbligo per la PA), devi andare alle Poste soltanto di mattina altrimenti non puoi “ritirarla”.

Dunque se lo Stato vuole offrire questi servizi, come la mail o il Calendario, meglio affidarsi su di una società americana come Google: in quel caso me la farei davvero ed anche io la mail dariosalvelli@governoberlusconi.it.

Perchè eliminare le Province? Tagliamo prima i siti internet!

Con mia grande sorpresa la proposta non arriva questa volta da qualche illuminato politico italiano ma dalla Gran Bretagna: il governo inglese vuole tagliare il 75% dei suoi siti internet che il ministro Francis Maude stima attualmente a 820. Negli ultimi due anni i laboristi hanno già tagliato più di mille tra i 1795 siti web.

Gli inglesi spendono 94 milioni di sterline nello sviluppare e tenere su un sito, 32 milioni per pagare gli staff ed i team nel 2009-2010: ogni utente di un sito costa per lo stato inglese 11.78£. Dopo aver organizzato il sito Data.gov.uk sulla trasparenza delle informazioni delle istituzioni, probabilmente è necessaria un po’ di ottimizzazione ma un taglio così netto mi sembra anacronistico.

In UK sia la pentrazione che l’utilizzo della rete sono più ampi che in Italia dunque il ragionamento dei politici inglesi è a maggior ragione sbagliato: il sito dell’NHS (il ministero della Salute) ha una media di più di 6 milioni di utenti al mese.
Non voglio parlare degli scandalosi costi di Italia.it o del portale del turismo della Campania costato 3 milioni di euro ma volete sapere quante visite fa il sito del Governo Italiano?

Ho usato Google Ad Planner per calcolare quante visite sviluppano i siti dello stato italiano (solo utenti italiani).

Per www.governo.it sono 240 mila:

governo dot it

Mentre ad esempio il sito del governo inglese www.direct.gov.uk (dove ci sono tutti i servizi) ha 5,1 milioni di utenti:

direct gov uk

Il sito del ministero della Salute inglese, l’NHS, come già detto fa circa 6 milioni di utenti. E quello Italiano? 180 mila miseri utenti:

salute dot it

Dulcis in fundo. Ci sarà un sito istituzionale e pubblico che arrivi ad almeno 1 milione? Certo che c’è! E’ quello dell’INPS, www.inps.it, non ridete, non scherzo:

inps dot it

Neanche il sito del ministero del Lavoro con i suoi 170 mila utenti unici riesce a strappare il record dell’ente di previdenza. Probabilmente ce ne saranno anche altri più visitati tra i siti delle istituzioni nazionali ma lascio a voi fare confronti e valutazioni.