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iBand: canzoni di Natale con iPhone e iPad

North Point’s iBand from North Point Web on Vimeo.

Suonare con l’iPhone e l’iPad non è più una novità perchè le iBand ormai spuntano come funghi. Quest’anno vorrei evitare di farvi gli auguri di Happy Christmas con il solito Natale pieno di post colorati di rosso ed ho pensato di segnalarvi questo video dove tutti suonano con iPad e iPhone, magari ci provate anche in famiglia. Appena ho un attimo faccio una lista di applicazioni utili.

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Il Governo del fare (le applicazioni inutili)



Due anni e sentirli tutti: scarica anche tu la magica applicazione per iPhone e Ipad del Governo Berlusconi dove tutti sono felici e nessuno muore di fame. E’ probabilmente l’unica cosa che ci ricorderemo di questo Governo Berlusconi anzi del PdL visto che l’iniziativa parte da lì.
A cosa serve lo spiega Antonio Palmieri, l’uomo Internet di Berlusconi: “E poi non è detto che nel mondo libero di Internet si debba seguire sempre una tendenza come quella della forte interattività

Sarei curioso di sapere quanti useranno e scaricheranno questa applicazione da iTunes e le valutazioni che farà: già me lo immagino Bersani mentre fa check-in e chiede amicizie su Foursquare aprire questa applicazione sull’iPhone per leggere le ultime notizie.

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Non è un indirizzo IP ma il numero di libri al mondo secondo Google. Il calcolo che hanno fatto a Google vale fino a Domenica 1 Agosto ed è stato fatto con i dati ricevuti da Google Books da oltre 150 fornitori.

130 milioni di libri scritti nel mondo sembra un numero piccolissimo se pensiamo a tutte le culture e tradizioni diffuse dall’inizio dell’era Gutenberg.
Non so se il futuro dei libri sarà soprattutto negli ebook ma resta il fatto che in Italia si continua a leggere pochissimo e che Barnes & Noble, la principale catena di librerie negli Usa con 720 negozi e oltre 300 milioni di libri venduti all’anno, è stata messa in vendita nonostante il lancio del lettore di ebook Nook. Se da una parte c’è la lotta tra Kindle, iPad, Cybook per vincere la gara del device perfetto per leggere gli ebook, dall’altra c’è quella tra gli editori per chi realizzerà lo store con il catalogo più ampio ed i prezzi migliori.

La concorrenza si fa sempre più spietata e c’è il rischio che gli ebook diventino, come è accaduto ad esempio per il settore delle tlc mobili, un trend annunciato e mai esploso. Puoi sempre capire perchè scegliere un ebook invece di un libro.

Il 2011 potrebbe essere l’anno dell’ebook anche in Italia ma non c’è alcuna certezza se non qualche passo in avanti: ci sono già gli store Book Republic, 40k Books (la linea di ebook di DigitPub), Simplicissimus, gli editori specializzati in libri digitali come Dbooks, Book-Jay.
Se non caleranno i prezzi degli ereader come Kindle (Amazon ha già dato un primo taglio) e iPad probabilmente gli ebook saranno sfogliati ancora sugli schermi di notebook e netbook azzerando i valori aggiunti di portabilità (per altro ancora ostacolata dai produttori) e duttilità.

Dal Bordello all’Eurolandia con l’iPad

Che amarezza dare ragione a Romani Prodi quando diceva che “ogni nuovo iPod è un deficit commerciale per il futuro”.

Proprio mentre si parlava di sacrifici indispensabili e necessari è uscito l’iPad anche in Italia: file di persone in coda dall’alba per acquistarne uno senza sapere bene cosa se ne faranno. Quelli più prudenti facciano un test per capire se vale la pena comprare un iPad.

C’è chi ha come idolo Piersilvio o i ricconi che costruiscono villette abusive in Sardegna ma deve accontentarsi dell’iPad invece che dello yacht. Insomma c’è sempre chi ce l’ha più lungo del tuo.

Il problema di questo Paese non è che c’è gente invidiosa perchè non può permettersi quei 500-800 euro per l’iPad: magari li avrebbe anche quei soldi o meglio riuscirebbe a conservarli se non dovesse pagare tra i prezzi più alti d’Europa.
Nel mese di Aprile sono aumentati i prezzi dei trasporti: per me è assurdo che in Sicilia una famiglia debba pagare quasi 200 euro in più rispetto ad una dell’Aosta per spostarsi. Oltre alle ormai normali difficoltà delle regioni del Sud c’è una sorta di conclamata emarginazione per i passeggeri che abitano da Roma in giù: se i prezzi dei voli aumentano del 13,4% e dei pedaggi autostradali del 7% chi vive nel mezzogiorno non ha alcuna speranza di futuro, soprattutto se in contemporenea aumentano anche i costi delle assicurazioni, dei servizi postali, dell’acqua, della raccolta dei rifiuti.

Nei prossimi mesi potremmo essere più a rischio della Grecia e questo vale sia a Nord che a Sud. L’Economist nella sua mappa ha delimitato il Sud come un “bordello“: senza essere catastrofisti forse bisognerebbe aggiungere anche un’altra parola, un mix tra “apartheid” e miseria. Perchè secondo me molti cittadini si sentono abbandonati dallo Stato, dagli altri che curano solo il proprio orticello spalando sempre più merda.

Bisogna viverla questa situazione: dall’esterno è facile esortare a lavorare, a non perdere tempo, a essere più produttivi, a non demordere. Quelli che fanno la fila all’Apple Store dovrebbero rischiare a non riuscire a pagare la bolletta dell’acqua, magari si, anche perchè hanno acquistato l’iPad. Sarebbe una scelta.

Il dramma è proprio questo. Qui ormai le persone non hanno più scelta o meglio ne vedono soltanto una: andare via dal bordello.

P.S. Non c’entra molto con il post ma volevo dare la mia solidarietà ai dipendenti del CIRA di Capua: come tanti altri enti il centro di ricerche aereospaziale rischia la chiusura a causa della manovra del Governo. Insomma invece di aprire nuovi centri di ricerca proprio al Sud si chiudono quelli già esistenti.