Se togliamo Internet risparmiamo 9 euro al mese

L’ho sentito dire ieri al cellulare da una signora di 40-50 anni mentre camminavo. Mi è venuto subito da pensare al rapporto ISTAT 2010 tra cittadini e nuove tecnologie (qui il PDF del testo integrale): non mi sembra che in Rete e fuori ci sia stata una discussione sui dati che sono usciti fuori poco prima delle feste.

– In Italia c’è tanta voglia di usare il web: rispetto al 2009 cresce la quota di famiglie che possiede il personal computer (dal 54,3% al 57,6%), l’accesso ad Internet (dal 47,3% al 52,4%) e che dispone di una connessione a banda larga (dal 34,5% al 43,4%). Ecco cos’hanno fatto gli italiani su Internet durante il 2010 (qualsiasi critica sull’utilizzo di un web nobile invece di uno volgare è inutile)

– In Italia non si usa il web quindi perchè c’è in ordine (è così almeno dal 2008): una mancanza di capacità per il 40,8%, il 23,2% delle famiglie invece considera Internet inutile e non interessante (la signora di cui sopra), il 13,2% non ha accesso ad Internet da casa perché accede da un altro luogo, il 10,2% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi (la signora di cui sopra) e l’8,2% perché ritiene alto il costo del collegamento (la signora di cui sopra). Se sommiamo le ultime tre fasce in cui potrebbe essere presente la nostra signora (non che sia un campione rappresentativo eh) che non riesce ad arrivare a fine mese arrivamo al 46% ovvero circa metà degli italiani.

– Essendo un paese con un’alta età media pesano le famiglie che non hanno un minorenne costituite tra l’altro di soli anziani di 65 anni.

– Il 74,4% degli utenti di Internet di 14 anni e più ha dichiarano che per problemi di sicurezza non ha svolto alcune attività su Internet. La fiducia nelle infrastrutture (sappiamo a quanto ammontano gli investimenti in sicurezza informatica per ogni azienda?) bloccano l’uso di Internet il che comporta: niente acquisti sugli ecommerce, nessuna operazione bancaria, nessuna cessione di informazioni personali su comunità o giochi online, nessun download di software, nessuna interazione con la PA, nessun accesso via wireless.

– Tra il Nord e Sud c’è ancora un divario tecnologico e di classe: vincono ancora gli stereotipi sull’accesso ad Internet nel caso di un capofamiglia imprenditore rispetto ad un operaio. Nella ricerca comunque si nota una riduzione delle differenze sociali nel possesso dei beni tecnologici (iPhone per tutti).

– Smettiamola di fare i provincialotti e guardiamo all’UE: l’Italia è al 20esimo posto sia per quanto riguarda il possesso di Internet da casa (tasso di penetrazione tra le famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni del 59% rispetto alla media europea del 70%) sia per l’accesso mediante banda larga (tasso di penetrazione del 49% rispetto alla media europea del 61%).

Nel triennio 2007-2010 per l’alfabetizzazione digitale non è stato fatto niente. Gli incentivi che sono arrivati per la banda larga sono state noccioline che hanno impresso un uso saltuario e precario del web (la diffusione delle internet key) considerando il fatto che l’88,8% delle persone usa Internet da casa.