Siamo tutti “inforgs”

Sight from Sight Systems on Vimeo.

Sight è un cortometraggio futuristico che mostra alcune delle tecnologie che già abbiamo ma che vanno ancora perfezionate. E tratta un concetto relativo a come la scienza e l’ict digitale hanno portato ad una trasformazione su come vediamo e comprendiamo la realtà riguardo noi stessi e gli altri superando una vecchia visione della fantascienza che ci vede asserviti o completamente inglobati dall’innovazione.

E’ la teoria di ciò che secondo il professore Luciano Floridi diventeremo tra qualche anno: non dei cyborg con la mera unione di artificiale e umano ma degli evoluti inforgs, “organismi informazionali interconnessi che condividono agenti biologici e artefatti ingegnerizzati in un ambiente globale costituito dalle informazioni, l’infosfera“.

Detto così è probabilmente un concetto complicato ma in sostanza rappresenta una delle conseguenze della rivoluzione dell’informazione.

I giornali non muoiono per colpa di Internet

Dopo tanto dibattere sembra questa una delle conclusioni dello studio Public support for Media: Six-Country Overview of Direct and Indirect Subsidies (file .PDF) condotto da due ricercatori del Reuters Institute for the Study of Journalism della Università di Oxford che analizza i finanziamenti pubblici all’editoria diretti e indiretti in alcuni Paesi tra cui Uk, Usa, Italia, Francia, Germania, Finlandia. Continue reading “I giornali non muoiono per colpa di Internet”

Cinque miti sull’Information Age

Il Chronicle pubblica una lista di 5 miti sull’Information Age che riporto e che condivido in pieno:

1) “The book is dead“. More books are produced in print each year than in the previous year. One million new titles will appear worldwide in 2011.
2) “We have entered the information age.” But every age is an age of information, each in its own way and according to the media available at the time.
3) “All information is now available online.” The absurdity of this claim is obvious to anyone who has ever done research in archives.
4) “Libraries are obsolete.” At Harvard, our reading rooms are full. The 85 branch libraries of the New York Public Library system are crammed with people. The libraries supply books, videos, and other materi­al as always, but they also are fulfilling new functions: access to information for small businesses, help with homework and afterschool activities for children, and employment information for job seekers
5) “The future is digital.” In 10, 20, or 50 years, the information environment will be overwhelmingly digital, but the prevalence of electronic communication does not mean that printed material will cease to be important.

Foto: SMBC

S’io fossi Carmelo

Se la cultura è colonizzazione cosa sarà mai l’informazione che non informa mai dei fatti, informa i fatti.

Sono contento che stia girando la mia lettera ai teatranti affinchè organizzino il 27 Marzo una giornata dedicata al teatro. Il 16 Marzo 2002 moriva Carmelo Bene che sopra parla di informazione e qui sotto invece spiega che cos’è il teatro.

Il New York Times online passa a pagamento

La versione digitale del New York Times (non ho neanche voglia di linkarli, li trovate su www.nytimes.com) d’ora in poi sarà a pagamento, costerà 19 dollari circa (15 euro) al mese.

Alcuni articoli saranno gratuiti altri nisba. Già ora nella pagina principale non si può leggere nulla, per consumare qualche articolo si può andare via feed RSS.
Ok, non è la stessa cosa, però è come se tu andassi nella homepage di Corriere.it o Repubblica.it e per leggere gli articoli saresti costretto sempre a registrarti ed a pagare. E’ questo il futuro dei giornali online?

I blog fanno concorrenza sleale ai giornali: chiamate l’Antitrust!

Ovviamente scherzo. Però non scherza la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) che durante il congresso di Bergamo (che è stato aperto dai pensionati, dura fino al 14 e che si può seguire in streaming) ha snocciolato una relazione scottante con capi di accusa verso i blog che farebbero concorrenza sleale ai giornali.

Insomma è colpa vostra che scrivete sui blog se non li legge (più?) nessuno (Repubblica e Corriere della Sera su carta sono sotto il milione di copie). Se qualcuno ha copia di questa relazione sarebbe divertente leggere cos’hanno scritto.

A penalizzare la diffusione del tradizione ‘giornale’ sono, sempre a giudizio della giunta dell’Fnsi, anche le tv, a cominciare dall”’invasione del satellitare” e dal ”passaggio dall’analogico al digitale terrestre”.

Sbavagliamoci

Niente a quanto pare le proteste sulla legge Bavaglio a qualcosa sono servite se il Governo ha fatto un primo passo indietro riguardo la pubblicazione delle intercettazioni. Se il testo verrà approvato ci sarà un po’ più di libertà di stampa ma non si capisce se la legge finirà su di un binario morto o verrà completamente capovolta.

Insomma questa legge Bavaglio è nata malissimo ed è cresciuta anche peggio, non poteva andare diversamente: si è perso fin troppo tempo per un pessimo testo che non guardava al futuro, che non innovava un bel niente. E intanto si allarga il digital divide.

L’ENI, il caso dell’omicidio Mattei, Pasolini che non pubblica un capitolo in Petrolio dove probabilmente aveva scritto i nomi degli autori delle stragi degli anni ’70, la nuova loggia P3. Se solo usassimo il 50% di queste oscure energie per fare del bene a questa Italia probabilmente le cose andrebbero diversamente anche nella politica.