Il computer giusto per Silvio Berlusconi (e la maggior parte degli italiani)

Ha già dichiarato di non capirci niente di computer Berlusconi ed ora una onlus italiana ha trovato la soluzione: realizzare un computer per ultra sessantenni.

Il modello del computer si chiama SimplicITy ed è realizzato da una società inglese mentre il nome del sistema operativo è Eldy ed è stato progettato da una onlus italiana. Forse ti farà sorridere, magari è anche un fake però chissà che non possa funzionare a far comprendere alcuni meccanismi della Rete ai politici italiani.

Via [Corriere]

I di Informatica, Ignoranza, Italiani

L’agenda setting del Governo la fa davvero Emilio Fede: basti pensare all’indagine della procura di Roma e la denuncia agli iscritti al gruppo “Ammazziamo Berlusconi” su Facebook.

Il problema principale della politica italiana è: l’ignoranza. Siamo quattro gatti su Internet in Italia, lo dicevo con amarezza tempo fa. E nonostante molte persone abbiano un Pc, non tutti hanno una connessione Internet. Perchè?
Lo spiega bene Alessandro Longo su Apogeo:

Tra gli ultimi indizi arrivati in tal senso, il nuovo rapporto Ecta (8 ottobre), secondo cui la diffusione della banda larga in Italia è al 20,3% (rispetto alla media Europea del 23,5%), con un crescita su base annua del 11,7% (rispetto alla media europea del 14,1%). Siamo in ritardo e andiamo più lenti della media.
Il succo è che il 55% degli italiani è “analfabeta digitale”, cioè è senza pc, ed è questo il principale ostacolo alla diffusione della banda larga. Così si risolverebbe anche un rebus che si trova in un rapporto appena pubblicato dall’Harvard University; dove l’autore non riesce a spiegarsi come mai ci sono così pochi utenti banda larga in Italia anche se i prezzi sono più bassi della media.
La quota di utenti con pc ma senza internet è ormai ridotta al 17% (sulla popolazione italiana), quindi adesso lo scopo è convincere le famiglie a comprare il loro primo pc. Più facile a dirsi che a farsi, perché questo problema è solo il sintomo di uno più grosso. Non sono motivi economici a impedire l’acquisto di pc, ma il “credo sia inutile”.

La storia dell’hacking

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Lo so che interessa a pochi ma può essere una lettura leggera ed interessante. Focus ha riassunto in una immagine la storia dell’hacking con una cronologia degli eventi più importanti. Comincia tutto nel 1960: il primo hackers esce fuori proprio dal MIT di Boston.

Se c’è un esperto che legge questo post può commentare o scrivermi per raccontarmi qualche curiosità o se c’è qualcosa di sbagliato nella cronostoria.