Meno male che Il Post c’è

Mentre la novità su Facebook di oggi è lo spostamento di alcune sezioni del profilo nella pagina principale e la notifica sulla sicurezza dell’account nel caso qualcun altro usi il tuo profilo collegandosi con un pc diverso dal tuo, Elliot Schrage, vice president for public policy a Facebook risponde a delle domande su Facebook poste dai lettori del New York Times.

Volevo tradurle ma per fortuna l’ha già fatto Il Post. Escono fuori alcune cose interessanti: ad esempio che iscriversi a Facebook è un atto libero (chissà quanto consapevole però) fatto da un gran numero di persone e che dunque nessuno è obbligato con la forza ad usarlo per condividere informazioni personali.

Altri due punti importanti anche se non chiariscono del tutto le voci che girano sono:

1) “I dati che rendono identificabili i singoli utenti non vengono inviati ai produttori delle Nike o di formaggini che fanno pubblicità su Facebook. Le informazioni a chi fa pubblicità sono offerte in forma aggregata, un dato omogeneo senza elenco di nomi, cognomi o altre informazioni sensibili”.

2) “Se non vuoi utilizzare mai più Facebook, puoi invece cancellare il tuo account. L’eliminazione è permanente, e l’account non può essere riattivato. Quando procediamo alla cancellazione, rimuoviamo immediatamente tutte le informazioni personali collegate al tuo account. I messaggi e i post in bacheca rimangono, ma vengono attribuiti a un utente anonimo di Facebook. Il contenuto da te inserito viene invece rimosso nel corso del tempo, ma risulta inaccessibile su Facebook, e non è collegato con alcuna informazione personale sul tuo conto.”

Il giornale rosso

repubblica vodafone

Mentre da oggi è online IlPost, il nuovo giornale diretto da Luca Sofri, Repubblica.it pubblica una nuova homepage.

Il layout è senz’altro più pulito rispetto a quello precedente, sembra quasi un tema di WordPress (ok, non bestemmio). Peccato però per quella terribile pubblicità di Vodafone in background con una risoluzione pazzesca e soprattutto per lo slide rosso che gira di continuo quasi a ricordarci che per certi versi siamo ancora fermi al 1999. Insomma un esempio in cui la pubblicità peggiora il contesto dei contenuti.

slide vodafone