Facebook dà qualche consiglio ai giornalisti

Con Facebook Media il social network dà alcuni consigli ai media ed ai giornalisti su come utilizzare al meglio Facebook. Ci sono dritte sia per gli sviluppatori che per i giornalisti i quali già gongolano a leggere il terribile termine “social news“.

Vista la continua abitudine nel saccheggiare i profili di Facebook da parte dei giornalisti però manca sia qualche linea guida sulla privacy che sui diritti dei contenuti che girano all’interno del social network.

Più blogger che giornalisti alla Camera ed in Senato

senatori_giornalisti_0.preview

Fatti:

1) Nicola Schiavone, il figlio del più noto boss “Sandokan” è stato arrestato grazie alle intercettazioni.

2) Lo sapevi che con la nuova legge sulle intercettazioni non puoi riprendere in video qualcuno mentre sta commettendo un reato? Finiresti subito in carcere.

Quest’ultima è solo una delle tante porcherie del decreto legge Alfano, la legge bavaglio. Massimo Donadi segnala sul suo blog l’elenco dei giornalisti che hanno votato a favore di questa legge in Senato.
Non voglio fare l’elogio del geek ma ho l’impressione che se alla Camera ed al Senato avessimo più blogger che giornalisti e politici spaesati probabilmente saremmo un’Italia migliore.

Lavorare su Internet non conviene?

Luogo: Italia. Data: 2010. Parola chiave-tag: Precarietà.

Storie di persone (italiani, si, italiani!!) costrette a togliersi il sangue giorno per giorno e poi a morire per rivendicare il diritto allo stipendio ed al lavoro, neomamme “costrette” a rapinare banche in compagnie dei neonati, operai che decidono di vivere in celle buie ed umide o sui tetti, ispettori di sicurezza che si suicidono, nascita di organi come il coordinamento di giornalisti precari.

In questo scenario sembrano quasi surreali discussioni come queste sul lavoro in Internet ed in particolar modo sul giornalismo web (mi pare si possa fare lo stesso con la carta stampata) che paga articoli o post a 3 euro cadauno, roba che quando 3 anni fa parlai di quel diavolo del nanopublishing molti mi considerarono arrogante, presuntuoso, indisponente. Per i freelance invece ora si aspetta che l’ODG pubblichi la sua ricerca smascherando i cattivi che sottopagano i giornalisti: controllati e controllori non sono mai esistiti in questo Paese.

Non ci sono solo giornalisti, content manager, esperti di marketing, web designer e sviluppatori a questo mondo.
Ti sei mai chiesto la Internet italiana a quante persone dà da mangiare e quale rapporto ricavi-perdite produce? Se hai delle cifre precise segnalamele così cominciamo finalmente a ragionare su qualcosa di concreto.

Dicevamo? Ah, la precarietà e gli stage. Quest’ultimi sono regolamentati per legge, no? Ed allora – perdonate la mia ignoranza sulle leggi che regolamentano l’industria editoriale – che senso ha fare una carta dello stagista? L’idea è bella, certo, ma i sindacati a cosa servono?
Forse sto mettendo troppa carne a cuocere e sto perdendo il motivo per il quale ho scritto questo post. In altri Paesi anche uno sguattero può arrivare a prendere 1500 euro al mese. E si: ci sono sistemi di previdenza e sanità diversi da quello italiano.
Ad esempio in Germania dopo la riforma fiscale del 2007 fino a 400€ al mese non si pagano tasse e contributi (uno studente potrebbe essere agevolato), fino a 800€ in maniera ridotta mentre al di sopra non ci sono riduzioni. Ovviamente le tasse variano anche lì in funzione del reddito, non è il paradiso.

In Italia non esiste un mercato del lavoro e quindi devi costruirtelo con un mix di competenza, determinazione (o meglio
“coraggio”), furbizia e fortuna in una indefinita miscela che ha nella meritrocrazia un ingrediente con percentuali random. Troppo facile dire “fai un lavoro che ti piace e non lavorerai per tutta la vita“: se penso alle storie di sopra mi verrebbe da dire con rabbia che è meglio non lavorare e campare di loschi espedienti, soluzione geniale trovata da molti uomini malavitosi.

Per fortuna c’è ancora chi insegue sogni e progetti e – guarda un po’ che stupidi! – proprio nel giornalismo.

Leonardo e Byoblu prossimi premi Pulitzer?

Il premio Pulitzer (quello più ambito dai giornalisti) si apre ai blogger dunque d’ora in poi potrà vincerlo anche chi scrive un blog:

Entries for journalism awards must be based on material coming from a text-based United States newspaper or news site that publishes at least weekly during the calendar year and that adheres to the highest journalistic principles. Magazines and broadcast media, and their respective Web sites, are not eligible.

Ovviamente il titolo del post su Leonardo e Byoblu è una provocazione (neanche tanto infondata).

Via [Venice Sessions]