Corso di WordPress: pubblicare un sito web e scrivere felici senza saper programmare

Corso di WordPress

Non amo molto fare formazione, preferisco imparare. Questa volta però ho accettato l’invito dell’associazione culturale TresArt (che si occupa di corsi sulla grafica e fotografia) e ho deciso di fare un Corso di WordPress.

E’un corso base sia pratico che teorico rivolto ai principianti, a chi non ha mai usato WordPress o si avvicina per la prima volta alla pubblicazione su Web e vuole muovere i primi passi. E’ un primo tentativo di fare cultura digitale in maniera semplice qui a Caserta, non credo ci sia mai stato un corso del genere in Provincia.
Su www.corso.dariosalvelli.com ci sono tutte le informazioni su modalità, luogo e costi mentre c’è anche un evento Facebook da girare agli amici interessati.

Il 20 Febbraio alle ore 20 presso la sede di TresArt ci sarà il primo breve incontro preliminare di presentazione del corso, la partecipazione è aperta a tutti, non obbliga e non vincola alla frequentazione del corso ma consiglio di prenotarsi per avere priorità se si decide di fare il corso.

Sicuramente molti dei lettori di questo blog non avranno bisogno di queste competenze dunque invito a far girare il sito del corso ad altre persone che magari sono a digiuno di piattaforme CMS e di blogging. Sarà un modo per me per imparare dagli altri, confrontarmi e soprattutto smettere di lamentarmi della scarsa alfabetizzazione che c’è in giro e fare finalmente qualcosa.

Il computer nella scuola italiana: questo sconosciuto?

Leggevo questa indagine sull’uso delle tecnologie in ambito scolastico riguardo PC ed ebook:

Le aule informatiche e la connessione a internet sono presenti nella maggioranza delle scuole, ma solo il 16% degli insegnanti ne fa un uso plurisettimanale. La quasi totalità degli insegnanti e degli alunni confida di avere in casa un computer. Solo il 72% degli insegnanti, però, dichiara di farne uso in ambito scolastico per finalità didattiche, mentre il 28% nega ogni utilizzo dello stesso.

Per il 60% dei genitori gli e-book possono contribuire a contenere il caro-scuola, a fronte di un 40% che li ritiene di scarso o nullo contributo.

Il problema della scuola italiana non riguarda solo le infrastrutture inadeguate con aule informatiche obsolete ma anche la scarsa volontà-predisposizone-possibilità (anche economica e temporale) dei professori ad utilizzarle, a spremerle, a colmare quel gap che li mette in cattiva luce nei confronti degli alunni.
L’altro mito da sfatare è quello della lotta tra ebook e libro di carta, quale dei due mezzi sia migliore per fare didattica. Da un lato c’è l’esigenza di fermare il caro libro e contenere i costi, dall’altro migliorare la qualità dell’offerta formativa senza pesare sulle famiglie e sul bilancio degli istituti.

In tal senso il progetto Book in progress sembra un segnale positivo con casi eccellenti come quello dell’ITI di Brindisi che è andato oltre: con il progetto “Net in progress” i computer finiscono direttamente in classe nelle mani degli alunni che dovranno utilizzarli per studiare, apprendere le lezioni coordinati dal professore.

Altra iniziativa interessante è quella di Liceo Melchiorre Gioia di Piacenza che, grazie ad un accordo con Asus, darà in dotazione ad ogni alunno delle prime classi un EEE PC da usare a scuola ed a casa per studiare.
Credo che educare già dalla scuola primaria ad un utilizzo consapevole del computer porterebbe i ragazzi ad apprezzare anche la lettura di un buon libro cercando già da piccoli il giusto compromesso, necessario se vogliamo crescere delle menti pensanti, elastiche.