La crisi dei salari

Non è vero che non arrivare a fine mese è retorica e farlo entrare nell’agenda un’ovvietà. E’ realtà: se tutti avessimo più soldi in tasca non li spenderemmo meglio e avremmo una migliore qualità della vita? E invece:

Nel periodo 2000-2010, sottolinea il rapporto Ires-Cgil, la perdita accumulata calcolata sulle retribuzioni equivale a circa 44 miliardi di maggiori entrate complessivamente sottratte al potere d’acquisto dei salari. Questo spiega perché nel decennio le entrate da lavoro dipendente abbiano registrato una crescita reale (al netto dell’inflazione) del 13,1%, a fronte di una flessione reale di tutte le altre entrate del 7,1 per cento.

In 10 anni ogni lavoratore ha perso 5.453 euro di potere d’acquisto del suo stipendio. Se si considera quindi il biennio della crisi, «contiamo un aumento della pressione fiscale dello 0,4%» e l’aumento medio reale delle retribuzioni nel biennio 2009-2010 risulta di appena 16,4 euro netti mensili.

La casetta in Canada’

Ma un Paese può mai crollare e fermarsi davanti a una casetta in Canada? Poi non mi dite che c’è libertà di informazione.

Ci fosse stata si sarebbe parlato sempre ed ogni giorno della scorsa estate di: disoccupazione, pensioni, precari della scuola, sicurezza, politiche per l’immigrazione e le nascite, dei ricercatori che devono pretendere soldi ma anche l’elogio del merito. Niente, niente di tutto questo.
Possono bastare i collegamenti di Annozero con un Sandro Ruotolo perennemente confinato nella trincea di un’Italia che esiste ed è reale ma da quella scatola luccicante che è la televisione sembra sempre troppo stonata, lontana anni luce dalle inutili discussioni degli ordierni salottifici dei politici.

Mamma li disoccupati!

grafico disoccupazione italia

Ed era “solo” il 2007. Basterà l’OCSE a tranquilizzarci con i dati del PIL e del tasso di disoccupazione che da qui al 2011 dovrebbe aumentare meno che gli altri paesi dell’area euro?

A quanto pare no. Scribe il blog Bile:

Con questi dati, c’è davvero da essere ottimisti e sperare che la crisi sia alle spalle, come dice il Cavaliere: immaginate se non fosse così, se nel 2010 ci troviamo senza lavoro, con la bolletta dell’acqua alle stelle, il 20% in più di Irpef e un debito pubblico che costringerà il governo (prima o poi lo farà: lo deve fare) a mettere le mani nelle tasche degli italiani…