Gli archivi dell’Istituto Luce arrivano su YouTube

Alcuni come Antonio e Alberto ricorderanno la questione delle Teche Rai e i contenuti audiovisivi protetti da copyright e di proprietà degli italiani mai definitivamente liberati online.

Nel lontano 2007 già parlavo ad esempio del caso dell’Istituto Luce Cinecittà e dello snobbismo nei confronti delle licenze Creative Commons. Sono quindi contento che questa mattina Istituto Luce Cinecittà e Google abbiano firmato un accordo che permette a tutti di consultare 40 anni di video che raccontano l’Italia sul canale YouTube di Istituto Luce Cinecittà.

Per risolvere il problema dei diritti d’autore e contrastare la pirateria gli oltre 30 mila video useranno il sistema di tutela del copyright di YouTube, ContentID.

Potremo visionare su YouTube dagli storici Cinegiornali Luce (1927-1945) e Settimana Incom (1946-1964) ad altri materiali provenienti dagli archivi digitalizzati e perfettamente conservati dell’Istituto Luce. D’altronde la Commissione Italiana Unesco ha recentemente nominato il Fondo dei cinegiornali Luce come candidato per l’inserimento nel registro UnescoMemoria del Mondo”.

Ora più che mai YouTube è destinato a raccontare la storia.

P.S. E’ davvero un brutto momento per i lavoratori di Cinecittà pronta a diventare un mega parco d’intrattenimento, una piccola e inutile Las Vegas romana.

[UPDATE]

– Ne parla anche il Guardian con un titolo che la dice tutta: Google to put Mussolini online.

Che mondo sarebbe senza Wikipedia?

Ieri c’è stato il blackout di Wikipedia e altri siti contro la legge SOPA e PIPA: in sostanza se passa la SOPA, ad esempio, scaricando una canzone di Michael Jackson in Usa potresti beccarti 5 anni di carcere; uno in più del medico che lo avrebbe ucciso.
Lo stesso Zuckerberg ha preso posizione ed ha espresso come la pensa Facebook.

Ai titolari dei diritti dei contenuti verrebbe dato un potere enorme che va probabilmente oltre i limiti del buon senso: questa legge coinvolgerebbe tra tutti anche l’enciclopedia collettiva Wikipedia che usa materiali rilasciati in CC-BY-SA ma che non potrebbe citare fonti e altri siti. Non voglio addentrarmi in un discorso molto lungo ma Peter Kim per farci capire la portata mi segnala una infografica del mondo senza Wikipedia.

Online World Blacked Out
Created by: Online University

Steve Jobs come la Madonna

Chi l’ha detto? Fedele Confalonieri durante un convegno, organizzato da Mediaset, sul diritto d’autore e la pirateria poche ore prima che Jobs morisse. E non so con quale coraggio parli di onestà. Ah, mi sa che il moderatore era Maurizio Costanzo…
Che questa sia l’Italia dei vecchi l’ho già detto, spero che gli studenti italiani invece di sfasciare vetrine studino e si facciano il culo per prendere il posto di questi elefanti.

[UPDATE]

– Da leggere il post di Antonio Menna: Se Steve fosse nato a Napoli.

La SIAE sbarca su Facebook (e gli fa causa)

Chi legge questo blog da tempo sa che non ho mai parlato bene della SIAE per vari motivi. Ora che hanno aperto una pagina Facebook per comunicare in maniera giovane mi viene da chiedere se conoscono i termini di servizio e d’uso dei contenuti che vengono pubblicati perchè diventano automaticamente anche di esclusiva proprietà del social network.

Ti immagini la SIAE che carica un video, una foto o una canzone e in seguito al suo utilizzo da parte degli utenti comincia a chiederne i diritti a Facebook?

Il controllo dei contenuti online: Educare invece che “Giustiziare”

Qualche anno fa sentendo parlare di censura mi chiedevo: chi controlla i contenuti online? Il problema è serio e non riguarda solo gli imprecisati danni economici della pirateria ma tutti gli utenti che producono un contenuto e che rischiano di vederlo naufragare senza un motivo preciso mentre navigano il Web.

E quando non scompare si diffonde a macchia d’olio. Ad esempio Linkiesta ha pedinato un file Internet scoprendo ciò che tutti sappiamo e abbiamo notato da tempo: quando un file finisce online difficilmente ne esce (lo sanno bene gli amanti della porno culture amatoriale) ed è quasi impossibile monitorare la sua fruizione. E allora cosa si può fare? Ci sono già strumenti che tutelano il diritto d’autore anche online: è necessario andare oltre?

Invece che inserire paletti credo sia più intelligente e ormai necessario educare le persone che vivono online e insegnare loro alcuni diritti e doveri sul copyright. D’altronde il legittimo dubbio che mi ero posto riguardava il numero di notifiche di avviso sulla tutela del copyright rivolte a Google in Italia: se autori ed editori non sguinzagliano i propri studi legali sollecitando di continuo Google perchè dovrebbe farlo Agcom al loro posto?
Questo voler fare da giustiziere della notte non può che spingere molti a partecipare domani alla Notte della Rete (evento Facebook) ed a gridare alla censura del Web.

[UPDATE]

– Ecco la diretta streaming dalle 17e30 di “La notte della Rete”, qui il codice da copiare e incollare:


Online video chat by Ustream

SIAE indebitata e nei guai: arriva il commissario

La tassa sull’elettronica (l’equo compenso) si alza anno per anno e dal 1 Luglio aumenterà di 1 euro il biglietto del cinema si spera per sgravi fiscali del settore cinematografico e non per foraggiare società in debito. Ad esempio quali?

Dal 30 Novembre scorso la SIAE è senza Presidente: Giorgio Assumma si è dimesso e per mancanza di quorum sono saltate 3 votazioni. Il MiBac (Ministero dei Beni Culturali) quindi in una lettera ha deciso di commissariare la SIAE. Quando in Italia non si sa cosa fare si commissaria un ente o un ramo invece che affrontare subito e di petto i problemi.

La SIAE ha un debito nei confronti dei suoi stessi associati, gli autori ed editori, di 800 milioni di euro, la cifra più alta tra questo tipo di società in Europa tanto che si parla già di una nuova Alitalia. Ciò significa che quando avete speso qualche euro o centesimo di tassa per il bollino quei soldi non sono finiti direttamente all’autore ma a pagare i debiti della SIAE.

Dove troverà quei soldi il commissario? Cominceranno a setacciare studi dentistici, salumerie e supermercati d’ogni tipo, cori di bambini, per tirare fuori qualche soldo? Vuoi vedere che questi soldi usciranno magicamente fuori pari-pari da quelli che erano destinati alla banda larga (ricordo la probabile tassa sulle ADSL)?

Se fossi un autore quali interessi avrei nell’iscrivermi ad una società che è in debito? E poi: ha ancora senso la SIAE per come è istituita ora? Le risposte le lascio agli esperti di diritto d’autore.

Domani è il giorno del Remember 5: hacker uniti contro la lobby del copyright

The Internet is in danger. Governments of all the world are already firing their anti-P2P measures. We won’t give them our P2P, we won’t give them our freedom. The Internet is ours, not theirs.

Remember 5 è un progetto di dissidenza, anche abbastanza aggressivo a quanto si legge dal manifesto, nei confronti della lobby del diritto d’autore: domani 5 Novembre in diverse città del mondo si terranno dimostrazioni pubbliche con l’obiettivo di cambiare la legge sul copyright riducendo alcuni termini di tempo.

Non mi sento di appoggiare una protesta “violenta” che prevede anche attacchi DOS ma mi sembrava giusto segnalarlo e portarla all’attenzione di quanti mi leggono e degli esperti di diritto. Chissà Lawrence Lessig cosa ne pensa.

P. S. Grazie a Fittizio per avermelo segnalato.