Non hai Facebook? Sei psicopatico!

The Week riassume un articolo del magazine tedesco Der Tagesspiegel che è circolato molto in Rete in queste ore riguardo una correlazione tra chi non usa Facebook e la possibilità di essere pericoloso per la società. Sono stati citati i casi del massacro compiuto da James Holmes e dal norvegese Anders Behring Breivik i quali non usavano Facebook.

Si cita uno studio di Richard E. Bélanger che mette in correlazione il rifiuto dei social media con la depressione ma dove troviamo anche scritto che chi usa i social media in eccesso ha gli stessi rischo rispetto a chi non li usa. La provocazione lanciata dal quotidiano sembra rimanere tale senza alcun fondamento scientifico.

I motivi della mancanza di un profilo Facebook o Twitter potrebbero essere tanti e comunque non tutti negativi anzi qualcuno potrebbe stare comunque bene, essere felice e frequentare le persone che ha a cuore anche senza dover usare necessariamente il digitale (anche per esprimerlo). Insomma la Rete ha fatto viaggiare tra blog e magazine una non-notizia proprio mentre Facebook lancia le Facebook Stories per di-mostrare le più straordinarie storie di vita presenti sul social network in blu.

Le nostre Timeline sono più immagine o memoria, visione o ricordo? O in realtà non rappresentano in fin dei conti nulla di tutto ciò se non un piccolo giardino e ritaglio della nostra esistenza?
E chi non ha un diario digitale cosa (se) usa per conservare la propria esperienza di vita?

Prima ancora di esseri connessi tra di loro – di inforgs come si diceva giorni fa – siamo umani ed emozionali e forse per molti una lunga lista di 0 ed 1 è facilmente sostituibile dalla mente, dal cuore e dall’anima. Dovrebbe essere facilissimo da comprendere.

Quei depressi che sono in Internet

Internet addiction’ linked to depression, says study:

1.2% of people surveyed were “internet addicts”, and many of these were depressed. The respondents were aged 16 to 51, with an average age of 21. They classed 18 respondents – 1.2% of the total – as “internet addicts”. “Our research indicates that excessive internet use is associated with depression, but what we don’t know is which comes first – are depressed people drawn to the internet or does the internet cause depression?”

Paolo Benvegnù ne “Il mare verticale” diceva “io lascio che le cose passino e mi sfiorino perchè non sono ancora in grado di comprenderle“. Possiamo usare Internet per aiutare a capire noi stessi, i nostri mali ma è solo uno dei tanti mezzi, potremmo uscire ed andare al cinema, leggere un buon libro o un ebook, fare una passeggiata sul mare.
La depressione è una malattia seria e lancinante, forse Internet non ne è la causa principale, forse per alcuni è uno sfogo o un alimentatore a corrente continua. Resta il fatto che bisognerebbe cominciare a vedere Internet, oltre per le sue magnifiche potenzialità che molti già conoscono, per un insieme di connessioni tra persone sempre più reale che virtuale. Perchè chi è depresso è anche assediato dalla solitudine.

Quanti di voi aprendo il PC trovano un sollievo alla propria depressione? Quanti, magari sperando di sentirsi meglio, si rendono conto di passare troppe ore online e peggiorare il proprio stato d’animo? La mia cura alla malinconia è stata ed è quella di fare teatro, con me ha funzionato.