Il Web è sempre più social-centrico

La chart rappresenta l’andamento del tempo trascorso dalle persone su Facebook e sul Web ed ha ancora più senso soprattutto dopo il lancio di Google + e la vendita di MySpace. E’ la conferma che Web è un Customer Service Medium e che siamo di fronte all’Internet dei pulsanti: spazi di società private diventano community personali i cui contenuti possono uscire fuori o scomparire in maniera imprevedibile. E’ in parte il lato oscuro del Web 2.0 che include anche episodi come l’indagine su Twitter da parte dell’Antitrust Usa.

In questa ottica di una Rete che diventa sempre più Facebook-centrica (secondo alcune voci la prossima settimana Facebook dovrebbe lanciare qualcosa di grosso) diventa fondamentale valutare con dei numeri l’aspetto sociale ed è per questo che Google Analytics ha aggiunto le statistiche Social dei siti web che gestisci. Persino la mail di Google, Gmail cambia aspetto per avvicinarsi a funzioni da social network.
Ci si può avvicinare con entusiasmo e partecipazione a questa nuova Rete che collega le persone e cerca di farle interagire oppure scostare da una voglia ed esigenza magari soltanto ipocrita e devota al Dio denaro. Oppure considerare che tutto è Social Media ciò che viene condiviso e in futuro disimparare a usare il Web tutti allo stesso modo.

Il web è un Customer Service Medium

Dal WWW, World Wide Web al WWIC, Why wasn’t I consulted?, una domanda fondamentale che tutti abbiamo fatto almeno una volta riguardo Internet. Secondo Paul Ford il Web è un Customer Service Medium e nell’ottica di una rete sempre più Facebookcentrica è interessante porsi alcune domande su quanto sia un problema non controllare il web e definire le sue regole:

The web is not, despite the desires of so many, a publishing medium. The web is a customer service medium. “Intense moderation” in a customer service medium is what “editing” was for publishing.

Ford dice che Wikipedia è un esempio classico del “Why wasn’t i consulted” perchè soddisfa il bisogno dell’uomo di conoscere qualcosa completamente e partecipare. Lo stesso vale per YouTube. Da queste considerazioni nasce una lezione per chi lavora sul Web:

Create a service experience around what you publish and sell. Whatever “customer service” means when it comes to books and authors, figure it out and do it. Do it in partnership with your readers. Turn your readers into members. Not visitors, not subscribers; you want members. And then don’t just consult them, but give them tools to consult amongst themselves.
Create a service experience around what you publish and sell. Whatever “customer service” means when it comes to books and authors, figure it out and do it. Do it in partnership with your readers. Turn your readers into members. Not visitors, not subscribers; you want members. And then don’t just consult them, but give them tools to consult amongst themselves.
If you don’t want to do that then just find niche communities who might conceivably care about your products and buy great ad placements. It’s a better online spend.

Sulla stessa linea è Eric Schmidt di Google secondo il quale più Internet creerà più occasioni perchè “Internet, la forza globalizzante decisiva, ha reso il sapere collettivo del pianeta più accessibile a tutti, più che in qualsiasi altro periodo della storia“.