Quel giorno che scrissi sul Corriere della Sera


Lo so che sto trascurando il blog (dalle vacanze natalizie lo riprenderò) ma sto facendo molte cose in questo periodo (devo ancora parlare di Buy Tourism Online).

Tra le tante c’è stato l’aver seguito il ballottaggio tra Bersani e Renzi con uno Storify sul Corriere della Sera nel nuovo blog #6gradi. Ovviamente il contenuto è stato rilanciato in homepage, nello speciale e su Twitter.

Come ho scritto su Usernet questo è ormai un metodo consolidato per tenere traccia delle conversazioni sui Social Media e magari anche per fare fact-checking. Ho provato a sperimentarlo su di un pubblico più ampio come quello del Corriere e il risultato è stato comunque soddisfacente anche se credo si possa fare di più e meglio per quanto riguarda i contenuti e l’approccio con i lettori.

Ragionando invece in termini statistici queste sono le visite ricevute dallo Storify:

seigradi.corriere.it: 2031
usernet.blogautore.espresso.repubblica.it: 282
storify.com: 71
other: 16

Per il primo turno ne realizzai uno simile segnalandolo su Fanpage (che lo ha condiviso anche su Facebook e Twitter):

fanpage.it: 909
storify.com: 415
usernet.blogautore.espresso.repubblica.it: 244
other: 11

Consigli per i giornalisti digitali che si occupano della content curation nel loro ruolo di social media editor e vogliono usare Storify.

– Non inserite eccessive immagini;
– Scegliete dei tweet significativi;
– Dividete in sezioni scegliendo un ordine preciso delle notizie (la più recente sopra?);
– Formattate il testo e inserite titoli brevi;
– Compilate lo Storify con al massimo 2 pagine (quasi ogni 22 elementi se ne aggiunge una);
– Siate cronisti ma siate ironici o almeno personali: i Social Media non sono la verità assoluta.

Paola Caruso: una precaria come voi

Ne ho già accennato alla fine dell’ultimo post e senza scoprire l’acqua calda l’avevo detto che molti posti di lavoro nell’editoria in Italia sono a rischio. La Finanziaria ha aumentato i soldi destinati all’editoria ma non basta, non serve.

Paola Caruso è una giornalista de Il Corriere della Sera: stanca di 7 anni di precariato e di aver visto passare avanti insieme ad altri un giornalista non professionista ha deciso di cominciare da 24 ore lo sciopero della fame e della sete (che ha interrotto ieri sera grazie all’appello di alcuni utenti su Friendfeed). In questo post spiega i suoi motivi.

Molti blog hanno già espresso solidarietà a Paola che ha pubblicato una foto del suo peso: Macchianera ad esempio ha sostituito la sua prima pagina con il post di Paola Caruso mentre Alessandro Gilioli ne ha scritto sul blog e Nicola Mattina ha scritto una lettera aperta a De Bortoli e tanti altri che solo a citarli per fortuna l’elenco è lungo quindi continua a far girare il caso di Paola e usa gli hashtag #paolacars, #paolaprecaria e #stopcorsesa4paola.

Secondo me ci vorrebbe lo stesso casino per ogni precario indipendentemente da lobby, aziende, quasi un sindacato di blogger che uniti insieme siano in grado di creare un nuovo media che parli del singolo caso e lo esponga. A quel punto sono sicuro che non se ne potrebbe non parlare, che si smuoverebbe anche la televisione e forse saremmo un Paese migliore.

Non ci resta che leggere il suo Twitter e il suo blog per attendere le novità che ci saranno. Tanti auguri Paola.