Dal Bordello all’Eurolandia con l’iPad

Che amarezza dare ragione a Romani Prodi quando diceva che “ogni nuovo iPod è un deficit commerciale per il futuro”.

Proprio mentre si parlava di sacrifici indispensabili e necessari è uscito l’iPad anche in Italia: file di persone in coda dall’alba per acquistarne uno senza sapere bene cosa se ne faranno. Quelli più prudenti facciano un test per capire se vale la pena comprare un iPad.

C’è chi ha come idolo Piersilvio o i ricconi che costruiscono villette abusive in Sardegna ma deve accontentarsi dell’iPad invece che dello yacht. Insomma c’è sempre chi ce l’ha più lungo del tuo.

Il problema di questo Paese non è che c’è gente invidiosa perchè non può permettersi quei 500-800 euro per l’iPad: magari li avrebbe anche quei soldi o meglio riuscirebbe a conservarli se non dovesse pagare tra i prezzi più alti d’Europa.
Nel mese di Aprile sono aumentati i prezzi dei trasporti: per me è assurdo che in Sicilia una famiglia debba pagare quasi 200 euro in più rispetto ad una dell’Aosta per spostarsi. Oltre alle ormai normali difficoltà delle regioni del Sud c’è una sorta di conclamata emarginazione per i passeggeri che abitano da Roma in giù: se i prezzi dei voli aumentano del 13,4% e dei pedaggi autostradali del 7% chi vive nel mezzogiorno non ha alcuna speranza di futuro, soprattutto se in contemporenea aumentano anche i costi delle assicurazioni, dei servizi postali, dell’acqua, della raccolta dei rifiuti.

Nei prossimi mesi potremmo essere più a rischio della Grecia e questo vale sia a Nord che a Sud. L’Economist nella sua mappa ha delimitato il Sud come un “bordello“: senza essere catastrofisti forse bisognerebbe aggiungere anche un’altra parola, un mix tra “apartheid” e miseria. Perchè secondo me molti cittadini si sentono abbandonati dallo Stato, dagli altri che curano solo il proprio orticello spalando sempre più merda.

Bisogna viverla questa situazione: dall’esterno è facile esortare a lavorare, a non perdere tempo, a essere più produttivi, a non demordere. Quelli che fanno la fila all’Apple Store dovrebbero rischiare a non riuscire a pagare la bolletta dell’acqua, magari si, anche perchè hanno acquistato l’iPad. Sarebbe una scelta.

Il dramma è proprio questo. Qui ormai le persone non hanno più scelta o meglio ne vedono soltanto una: andare via dal bordello.

P.S. Non c’entra molto con il post ma volevo dare la mia solidarietà ai dipendenti del CIRA di Capua: come tanti altri enti il centro di ricerche aereospaziale rischia la chiusura a causa della manovra del Governo. Insomma invece di aprire nuovi centri di ricerca proprio al Sud si chiudono quelli già esistenti.