Ci siamo sbagliati ragazzi, niente global warming

Lascio a Beppe Caravita un eventuale commento sull’ulteriore ricerca segnalata dal Times che minimizza l’indicatore di innalzamento della temperatura del clima quale dato da considerare per il global warming.
In sostanza, a dare l’allarme non basterebbero le stazioni meteo che misurano l’andamento della temperatura ma bisognerebbe considerare anche altri fattori quali il livello dei mari.
Sui cambiamenti climatici ci sono diverse correnti di pensiero tra gli scienziati ma quest’ultima considerazione non mi pare poi una grossa novità che possa essere messa in discussione. O sbaglio?

“The popular data sets show a lot of warming but the apparent temperature rise was actually caused by local factors affecting the weather stations, such as land development.” We concluded, with overwhelming statistical significance, that the IPCC’s climate data are contaminated with surface effects from industrialisation and data quality problems. These add up to a large warming bias”.

Cambiamenti poco climatici

COP15 copenhagen

Sembra che al vertice sul clima di Copenhagen 2009 ci sia una sorta di “rivolta delle limousine” tanto che nella capitale ne girano 200 e la richiesta d’automobili è stata così alta da andarle a prelevare direttamente in Germania e Svezia. Di tutte le auto usate per le delegazioni solo 5 sono ibride ed elettriche mentre sono 140 i jet privati utilizzati da leader e funzionari.

Il vertice produrrà circa 41 mila tonnellate di CO2, un ammontare prodotto nello stesso periodo da una città delle dimensioni di Middlesbrough. Tutto ciò fa riflettere su cosa dovrebbe veramente cambiare. Il clima l’ha già fatto: e noi?