La rivincita della carta sul digitale: con Little Printer nasce l’Incidental Media

Hello Little Printer, available 2012 from BERG on Vimeo.

Poichè questo è periodo di listoni (secondo me per capire cos’è successo nel 2011 basta guardare le copertine di Internazionale) sui trend, credo che nel 2012 sentiremo parlare molto di Berg Little Printer.

Non si tratta del solito gadget curioso per geek e nerd ma una idea semplice e geniale: unire il nuovo mondo del digitale con le applicazioni e l’Internet degli oggetti a quello della carta mediante una piccola stampante che si interfaccia con lo smartphone o il pc attraverso una applicazione.

La fusione tra app, schermi, interfaccia e carta crea un “incidental media” come l’ha definito Berg che crede che la carta sia:

“An ideal interface for social media. We love physical stuff. What’s great about paper is that it’s made for sharing. You can scribble on a puzzle and give it to a friend, or stick birthday reminders up on the fridge for your family to see. Paper is basically a technology tailor-made for a home full of people”

Little Printer prende alcuni oggetti come i tweet di Twitter, i check-in su Foursquare, il feed di un blog o le ultime news, un sudoku o un cruciverba, il Google calendar, le note, una ricetta e la stampa al volo su di un piccolo pezzo di carta trasformandolo così in un vero e proprio giornale. E’ la morte definitiva dei giornali a causa di Internet oppure una rivincita della eterna carta?

WWF lancia un formato di file “green”: il .WWF

Sto seguendo sempre più da vicino il settore della green economy e scoprendo innovazioni incredibili e curiose. Ultimamente ha destato la mia attenzione il caricabatteria ad energia eolica per iPhone, l’iFan, ed un nuovo formato di file.

E’ molto simile al PDF il nuovo formato elettronico lanciato dal Wwf, il .WWF: la differenza sostanziale è che nei documenti WWF l’opzione di stampa è completamente bloccata e quindi il formato .WWF dovrebbe essere più verde rispetto agli altri. Per ora c’è solo la versione per Mac ma sembra che presto uscirà fuori quella per Windows.

Se da una parte mi sembra una buona idea dall’altra mi sembra alquanto markettara: non sarebbe meglio continuare ad usare i PDF ma stampare il meno possibile?

L’eterna carta dei giornali

Non mi chiedo più se la carta sopravviverà o se il giornalismo morirà o meno ucciso da quello partecipativo e dall’incapacità di rinnovarsi. Queste domande non hanno più senso in rapporto al Web ma semmai alle applicazioni. Se consideriamo poi alcuni “fenomeni”, certamente da verificare, come quello de Il Fatto Quotidiano che farebbe 8 milioni di euro di utile allora cadono alcuni miti che si sono costruiti in questi anni.

Voglio raccontare un piccolo episodio che mi è successo qualche giorno fa. Su Nòva 24 de Il Sole 24 ore del 15 Luglio avevo scritto un articolo sul confronto tra le tariffe dell’energia elettrica dove a fine pezzo c’era come di consueto la mia email oltre che l’indirizzo del blog.

Dopo più di due mesi mi ha scritto via posta elettronica un lettore di Nòva per pormi alcune domande e sono rimasto colpito, quasi affascinato dall’effetto flash-back della carta. Se cloud computing è e sarà allora come per l’analogico anche per il digitale bisognerà porsi più spesso di quanto facciamo attualmente il problema della preservazione dei dati.

Longevità, duplicazione, refreshing, metadati affidabili e durevoli tra le caratteristiche da migliorare. Vogliamo affidare la nostra memoria storica soltanto ai bit oppure conservare un piccolo posto per la carta?