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Le tre C della Camorra

E’ bastato cambiare il prefetto di Caserta e sono arrivate le commissioni d’accesso ad alcuni comuni di Gomorra: Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno, le tre C della camorra avranno tutte uno o più commissari e proabilmente presto verranno coinvolti anche altri paesi come San Cipriano e Villa Literno.

Si è scoperto ciò che tutti sapevano ovvero un forte legame ed una collusione profonda tra politica e camorra come abbiamo discusso quasi un mese fa nell’incontro di Libere Conversazioni a Teatro (il cui video finirà presto online) parlando tra gli altri di Nicola Cosentino.

Ora sarà fondamentale ripulire una parte del tessuto sociale che ha eletto questi rappresentanti ed ha permesso, favorito e avallato che i centri di potere si focalizzassero attorno a personaggi corrotti, politici e camorristi, favorendo e coltivando l’illegalità in quei territori. E sarà importante anche ascoltare con attenzione le richieste di cittadini onesti e di comitati come il coordinamento per il Riscatto affinchè si comprenda veramente chi è dalle parte della giusto perchè vuole il bene di quei comuni perchè escano dall’ingnoranza ed entrino in una consapevole fase di legalità e progresso.

Leggere il vocabolario della camorra di Alessandro Pecoraro può servirci come una delle guide attraverso le quali comprendere le dinamiche che hanno portato la politica e i cittadini a confondere e mischiare la criminalità organizzata con lo Stato che è stato per troppo assente, colpevole di essere autore dell’alfabeto della camorra con queste tre C insieme ad altre lettere declamato per anni davanti agli occhi di tutti.

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Libere Conversazioni a Teatro

Scrivo meno perchè sono preso dal tanto lavoro e dall’organizzazione di Libere Conversazioni a Teatro: sabato 14 Gennaio alle ore 18 al Teatro Civico 14 di Caserta ci sarà la I Conversazione con il tema “Politica e camorra” e neanche a farlo apposta si parlerà di Nicola Cosentino con la presentazione del libro Il Casalese, Ascesa e tramonto di un leader politico di terra di lavoro.

Inoltre ci sarà Marco D’amore che leggerà in scena, il collettivo Latrones con le loro opere di impegno sociale sempre creative, dissacranti e minimali ed i prodotti di Facciamo un pacco alla camorra provenienti dai beni confiscati.
Tutto il programma è sul sito www.conversazioni.dariosalvelli.com. C’è un evento Facebook e l’ingresso ovviamente è libero, se sei in zona sei invitato ci sono anche amici come Francesco Piccinini e Ciro Pellegrino.

Quello di “Libere Conversazioni a Teatro” è un tentativo di creare nella mia città attraverso il teatro, la lettura, il cinema, la musica e soprattutto l’arte della semplicità e dell’ironia, una serie di dibattiti pubblici d’impegno civile e sociale che verranno registrati e pubblicati gratuitamente online. Vorrei stimolare il confronto e il rispetto delle opinioni altrui e delle proprie come raramente capita ad esempio in media quali la televisione: un altro obiettivo è far sì che la conversazione continui senza limiti di tempo e spazio producendo dalla Rete contenuti interessanti e sempre attuali.

Che ne dici, vieni a conversare?

L’ispettore si ingarbuglia sempre di più

Non voglio creare supereroi ma oggi viene indagato il capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani che arrestò tra gli altri gli esecutori dell’omicidio di Silvia Rutolo.
E’ lo stesso Pisani che accusò Roberto Saviano nel 2009 e che spinse Giuseppe D’Avanzo in un editoriale a scrivere (con lungimiranza?): “quell’investigatore non può restare al suo posto“.

Perchè non si può fare imprenditoria al Sud

Se non volete che lo Stato obblighi le persone a nascondere la propria anagrafica o magari anche a fare corsi di dizione liberate il mezzogiorno dai suoi stessi fantasmi, investite i soldi nella scuola, nella cultura, nell’università e nella ricerca.
Fate 2 politecnici per regione, combattete gli sprechi, l’assenteismo, le false invalidità, la corruzione nella gestione delle gare d’appalto e nell’approvigionamento dei fondi pubblici indipendentemente dalla regione di provenienza (camorra, mafia, n’drangheta).

Non importa che siate di destra, della sinistra di 30 anni dopo o del nuovo centro. Fatelo e basta, da cittadini: per gli imprenditori, i lavoratori, le casalinghe, i vostri figli, i precari.
C’è chi dice NO di Report è davvero una bella rubrica, dovrebbe occuparsi quasi esclusivamente del Sud.

L’importante è che tu sia di Caserta e il clan ti segue ovunque. In troppi pagano, qualcuno si accorda. Gli imprenditori di Terra di Lavoro non sfuggono alle mire del clan, possono al massimo affiliarsi.
Dovunque lavorano sono inseguiti e contattati dal clan dei Casalesi. Sia che le loro attività si svolgano nel Casertano come nel Nord Italia per il clan non fa alcuna differenza: basta che gli imprenditori siano casertani e questo è sufficiente per rientrare nelle mire della camorra. E’ la strategia, sempre più confermata da indagini e arresti, che da anni il potente clan dei Casalesi sta portando avanti.



Via [Casertac'è]

Photo: http://www.flickr.com/photos/valpopando/

Sotto agli occhi

Com’è possibile avere davanti 700 milioni di euro e non sequestrarli prima? Quanti altri ce ne sono e devono ancora essere confiscati?

E’ una buona notizia, certo, ma la sensazione è sempre quella: nonostante le mafie italiane siano tra le più potenti al mondo ed abbiano un fatturato imponente manca la volontà, la determinazione ed il coraggio per sgominarle fino in profondità, smuovendo politica e corruzione varia.
L’errore che facciamo più spesso è abbassare o distogliere lo sguardo lasciando indagare solo gli inquirenti. Perchè i soldi e gli interessi sono quasi sempre sotto ai nostri occhi.

Don Peppe Diana e la lotta alle mafie: da Casal di Principe a Milano

La sera prima di essere ucciso Peppino Diana aveva chiesto di comprare le zeppole, un dolce tipico, per la festa di San Giuseppe. E’ una tradizione che appartiene a diverse regioni del Sud Italia.

L’anno scorso era il XV anniversario dell’assassinio di Don Peppe Diana ucciso il 19 Marzo del 1994 a Casal di Principe, città di cui era parroco, dalla camorra.
Allora migliaia di persone scesero in piazza per manifestare civilmente e dare un segno di contrasto nei confronti delle mafie in un territorio continuamente devastato soprattutto dall’ignoranza e dall’inciviltà.
Domani la giornata nazionale contro le mafie farà tappa a Milano con una diretta video (anche attraverso Twitter) sul sito www.milanocontrolemafie.it. Ci sarà un lungo corteo che partirà da Bastioni Porta Venezia ed arriverà alle 11.30 in Piazza Duomo dove verranno letti i nomi delle vittime di mafia e ci saranno diversi interventi.

Per tutta la giornata in 14 sale del centro della città ci saranno seminari e gruppi di lavoro ai quali sarebbe bello che partecipassi scrivendo un post e segnalandomelo, raccontandomi di cosa si è parlato usando anche Twitter e Facebook, inventandoti un hashtag. Se non sei a Milano puoi fare come me seguendo ed integrando la diretta sul tuo blog:

Watch live streaming video from performingmedialab at livestream.com

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Storie d’ordinaria disinformazione

Non sarà di certo il primo omicidio di camorra manipolato ma il programma “Terra” del 26/11/2009 sbugiarda ciò che hanno scritto quasi tutti i media riguardo l’indifferenza dell’omicidio di Mariano Bacioterracino fuori ad un bar del rione Sanità di Napoli.

Il filmato è stato ripreso e trasmesso da tutti i media, si può dire che abbia fatto il giro del mondo raccontando una realtà alterata da un montaggio meschino. Tutto ciò deve farci riflettere ancora una volta su quanto sia importante cercare la verità.
Vi prego diffondete questo filmato, magari fa lo stesso giro di quello precedente: