I Blog e l’essere un “Bambino Digitale”

Da sempre mi chiedo dove e come si sviluppino le conversazioni ed è per questo che al calare dell’influenza di qualche blog già nel 2009 avevo l’impressione che avremmo dovuto parlare presto di microsfera accontentando quindi quanti ciclicamente gufano sui blog (e su qualsiasi cosa per la verità, un po’ come se aspirassero alla pirandelliana patente di secciatori).

Dall’esplosione Big Blog Bang del 2006 alla mappa della blogosfera italiana di Vincos del 2011: come sono cambiati i blog? Non so risponderti ma posso dire come sono cambiato e parlarti del mio 2011.

Questo blog conta circa 3792 post pubblicati dal 2002 quando era su WordPress.com, probabilmente qualcuno è andato perso tra un trasferimento e l’altro. Nel 2011 ho scritto e pubblicato 471 post, più di 1 post al giorno: non so quanti di questi fossero stronzate ma tutti sicuramente spontanei come mi sono imposto nelle regole del blog. Facendo i conti ho pensato che forse dovrei addirittura diminuirne il volume.

Gigi non è colpa tua, stai tranquillo, è da tempo che mi chiedo come si valorizza la blogosfera e sono arrivato alla conclusione che generalizzare e aggregare gusti, preferenze e necessità è profondamente sbagliato.
C’è chi ama leggere i forum o curiosare tra i blog e i profili YouTube, chi ama usare Google News, feed RSS o la search, chi preferisce fare lo smanettone su IRC (si, esiste ancora!), un gruppo di Facebook o chattare su Skype e Facebook, usare Second Life, una web app o Angry Birds, chi ama bullarsi di sfogliare Flipboard, Goodreads, Anobii, Hacker News e altre diavolerie.

L’equazione Blog= You + Autoreferenziale + Influente si scontra da sempre con l’impressione che la blogosfera sia collaborativa solo quando deve declamare de profundis o sostenere cause partigiane. Qualche anno fa lessi la lista dei luoghi peggiori dove essere un blogger e c’erano quasi tutti i Paesi dove poi sono scoppiati moti di rivoluzione. E’ un caso?

Ognuno ha le sue gioie ed i suoi dolori digitali, basterebbe comprendere, ascoltare le differenze e magari dialogare evitando di cantare sempre in coro l’ultima messa. Se ti stufi di avere un Tumblr o un profilo Facebook non puoi urlare a tutto il mondo che un tlog è noioso o un social network da stupidi.
Io mi sentivo fuori dal tunnel della blogosfera e ho ancora la stessa sensazione ma sono contento di essere un “blogger disadattato” perchè solo così riesco ad essere me stesso. Posso permettermi di continuare a sperimentare in libertà con la stessa voglia di scrivere questo blog del primo post (anch’io ho avuto momenti di stop ma credo siano comprensibili come in tutte le attività della vita) e lo stesso stupore quando qualcuno dice di leggermi.

Probabilmente non sono un vero e proprio nativo digitale ma consentitemi di essere un “bambino digitale“: potete cambiate le regole, i giocatori, il tabellone ed il pallone ma non inibire la mia voglia matta di giocare.

Casaleggio e Grillo lanciano TzeTze, aggregatore di notizie in tempo reale

Ha senso creare un nuovo aggregatore di notizie nel 2011 se non è innovativo? C’è bisogno del bottone TzeTze quando ci sono Facebook, Twitter, Google+, Google News, Digg, OkNotizie, Diggita.it e chi più ne ha ne metta?

Al grido di libera informazione in libero Stato Casaleggio Associati insieme a Beppe Grillo hanno lanciato TzeTze.it che fa proprio questo: notizie in tempo reale da blog e siti web scelti dagli utenti (senza nessun controllo? poco ci credo visti i protagonisti), una sorta di Liquida ma di livello più basso dove per essere tra le fonti devi inserire il loro sito nel tuo. Una roba che forse ci fa tornare indietro al 2000: quanti blogger inseriranno la mosca TzeTze seguendo l’ondata del V-Day del 2009? Continue reading “Casaleggio e Grillo lanciano TzeTze, aggregatore di notizie in tempo reale”

Mi voti al Libero Mobile Blog Awards?

Ti avverto subito che per me è solo un gioco: i concorsi per i blog o addirittura i blogger devono essere solo irriverenti e ironici.

Libero ha lanciato il concorso Libero Mobile Awards per pubblicizzare Libero Tutti, il sistema che si occupa del mobile publishing con il quale si realizza gratuitamente una versione mobile del proprio sito.
Secondo me è una ottima iniziativa per Libero ed è interessante che abbiano utilizzato Facebook come piattaforma di rating: non a caso dietro ci sono i Ninja Marketing.

Per votare il mio blog è possibile andare a questo link e cliccare a destra su “mi piace”:

Attualmente sono primo in classifica e ringrazio quanti mi hanno votato finora e lo faranno. Dopo una prima fase che si concluderà a Novembre ci sarà il giudizio di una giuria.

Qui sotto il video che segnala il contest:

Il Bavaglio della Rete è già cominciato

Scrive Guido Scorza:

E’ stato disposto il sequestro di un intero blog nell’ambito di un procedimento penale volto ad accertare se attraverso un pugno di post sia o meno stata posta in essere una diffamazione.
Il Dr. Giancarlo Mancusi, lo stesso Pubblico Ministero in forza presso la Procura della Repubblica di Bergamo, già protagonista del rocambolesco sequestro della Baia dei Pirati, questa volta, ha chiesto, ottenuto ed eseguito il sequestro de www.ilgiustiziere-lafabbricadeimostri.blogspot.com, un blog di Stefano Zanetti, sociologo e blogger.
Anziché ordinare a tutti i provider italiani di rendere inaccessibile il blog, quindi, il PM ha chiesto alla Guardia di Finanza di ordinare a Google di “inibire l’accesso al blog oggetto di sequestro e soltanto ad esso

Il PM con il suo provvedimento – nonostante la “nobile” preoccupazione di risparmiare l’oscuramento all’intera piattaforma blogspot ed ai milioni di blog su di essa ospitati – ha reso inaccessibili centinaia di post già pubblicati sul blog oggetto di sequestro in anni di attività e, soprattutto, precluso a Stefano Zanetti di poter continuare a dire la sua e, quindi, manifestare liberamente il proprio pensiero salvo, ovviamente, rispondere di eventuali abusi.

Non è possibile chiedere l’obbligo di rettifica e poi non potersi difendere in qualche modo dalle pagine del proprio blog. Per lo meno questa volta non hanno preteso la chiusura di Blogger, magra consolazione.
Vittorio Zambardino ha ragione: non vogliamo fare i giacobini della Rete ma evitare la censura sul web.

Come rovinare la reputazione di un politico con un blog

Beppe Grillo lo fa da tempo sul suo blog ed è diventato famoso su Internet anche per questo. I casi di Trash Politique 2.0, cattivi esempi di comunicazione politica online con conseguente abbandono dei luoghi digitali, sono sempre più in aumento e si snodano attraverso dinamiche singolari.

Ad esempio: la probabile nuova P3 per rovinare la reputazione di Caldoro si è inventato ed ha pubblicato durante l’ultima campagna elettorale delle elezioni regionali 2010 un finto dossier sul sito/blog www.campaniaelezioni.altervista.org chiuso e bloccato due giorni dopo a seguito di una querela per diffamazione di Caldoro.

Sorprende come alcuni politici siano ben più avanti dei blogger, capaci di operazioni che definirle virali è quasi un offesa. Per gli elettori che sono nuovi all’uso di Internet e per i politici inesperti, vale la pena di leggere questo decalogo prima di fidarsi dei candidati, i primi, ed i secondi di avventurarsi in operazioni intelligenti tese a rovinare la reputazione di un politico qualsiasi seppure svolte da uno staff “esperto” (che anche se poco professionale non farebbe mai una cosa del genere).

Ti ricordo che per qualsiasi segnalazione del genere puoi scrivermi a: trashpolitique@dariosalvelli.com

I numeri di YouTube ed il suo rapporto con i blog

YouTube è il servizio più giovane ed anche per questo meritevole d’attenzione.
Da Luglio a Dicembre 2009 Sysomos ha analizzato 2.5 milioni di video di YouTube compresi quelli inseriti o linkati dai blog e ne ha tratto un report sul rapporto tra YouTube e la blogosfera.
Alcuni risultati del report sono utili e degni di nota perchè ci spiegano gli interessi e certe dinamiche sia degli utenti di YouTube che di chi legge e scrive i blog.

Riassumo alcuni risultati traducendoli in italiano:

– La Musica è la categorie più popolare con il 31% di tutti i video analizzati seguito dal 15% di Intrattenimento, 11% Persone e Blog. Non c’è una chiara correlazione tra i voti dei video di YouTube ed il numero di visualizzazioni: i filmati con un rating di 4 o 5 di solito hanno views più alte che quelli dalle 2 alle 3 stelle. Spesso infatti i video più visti su YouTube rappresentano gli interessi di un gruppo di invidui che non appartiene alla massa.

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– La lunghezza media dei video di YouTube presenti sui blog è di 4 minuti e 12 secondi e per la categoria News e Politica sale fino a 5 minuti 19 secondi. Quest’ultimi sono anche i filmati più commentati, il 14% in più dello Sport al secondo posto nella scala delle discussioni più attive.

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– La media delle visualizzazioni per video analizzata è stata di 99 mila 160. Non male.

– I blog con un’autorità bassa e media linkano video di Musica ed Intrattenimento mentre i blogger che hanno una certa autorevolezza includono più spesso link a filmati di News e Politica. I blogger del Nord America linkano più video di News e Politica con un forte interesse per l’health care, il global warming e le tematiche politiche degli Usa.

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– I blogger dai 20 ai 35 anni sono i più attivi nell’embeddare e linkare i video nei loro post raggiungendo circa il 57% in questa categoria demografica.

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Analisi della blogosfera italiana al 2009: dal v-day ai palloni gonfiati

Vincenzo Cosenza ha realizzato una interessante analisi della blogosfera italiana del 2009 della quale aspettiamo ancora altri risultati perchè fermarsi al giochetto del pallone gonfiato nel quale riconoscersi è poca cosa. Per me la blogosfera non è un intreccio considerevole di link ma di interessi: il Web si “autorganizza” a modo suo in base alle nostre idee, forzare la mano (SEO) non serve a molto.
Insommma la mia visione del Web è simile a quella del progetto Pearltrees e va oltre il valore del link, chè sia costruito in un post o peggio ancora disseminato inutilmente in un blogroll.

Sono altrettanti interessanti poi altri due report.

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