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State of the Blogosphere 2008: il report di Technorati sullo stato della blogosfera

Era da circa un anno che Technorati, il motore di ricerca dei blog, non rilasciava lo stato della blogosfera. Certo dopo l’uscita di Sifry ed il proliferarsi di nuovi servizi probabilmente Technorati non è più forte come prima sul mercato ma continua ad indicizzare tantissimi blog.

Per questo motivo è interessante notare lo State of the Blogosphere 2008 dove Technorati fa il punto della situazione riguardo i blog compilando un report statistico che questa volta contiene anche un sondaggio dettagliato.
Usando una metodologia precisa, ai blogger provenienti da 60 Paesi sono state poste più di 1000 domande sulle loro abitudini, cosa rappresenta il blog nella loro vita.
Il report è risultato così ampio che verrà sviscerato giorno per giorno. E’ stato infatti diviso in cinque parti:

Day 1: Who Are the Bloggers? (chi sono i bloggers?)
Day 2: The What And Why of Blogging (cosa e perchè bloggano)
Day 3: The How of Blogging (come bloggano)
Day 4: Blogging For Profit (i blog commerciali)
Day 5: Brands Enter The Blogosphere (le aziende entrano nella blogosfera)

Nel Day 1 si discute su cos’è un blog, quante persone, con che costanza scrivono e qual è il loro profilo. Ecco quanto è grande la blogosfera secondo Technorati:

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Sono 133 milioni di blog indicizzati da Technorati dal 2002 dei quali 900 mila postano ogni giorno. Di questi 76 mila hanno una certa autorevolezza (Technorati Authority).
Ci sono 81 diverse lingue e di media i blogger scrivono da tre anni. Inoltre non è possibile definire un profilo omogeno per chi scrive, ovvero si va dallo studente, al professionista, alla casalinga.
Interessante il paragrafo riguardo i profitti dei blogger che hanno risposto al sondaggio: con la pubblicità sui loro blog guadagnano una media di 6 mila dollari ed un investimento nel loro blog di quasi 2 mila dollari.

Su cinque blogger, almeno 4 su 5 scrivono recensioni di prodotti o parlano di marchi con una frequenza del 37%: il 90% di questi blog parla di brands, musica, cinema e dei libri che amano ed odiano. Il confronto demografico tra i diversi continenti mostra come il 73% degli Europei che bloggano sono maschi (il 31% è single):

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Cosa ti sembra interessante in questo primo stato dell’arte della blogosfera? Nei prossimi giorni aggiornerò il post inserendo i link ai vari report, magari c’è qualche risultato più curioso ed indicativo.

Via [Sifry]

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A voi scomunicare con il blog

Segnalazione veloce per dire che quanto dicevo sul progetto A voi comunicare era parzialmente corretto a quanto leggo dal comunicato stampa di Telecom Italia.
Non si tratta di un social network ma del lancio di un un blog scritto da alcuni studenti ed organizzato con l’università della LUISS ed il professor Michel Martone. Sono progetti molto diversi tra loro ma mi viene in mente Bloglab.

Comunque, si parte da Gandhi e la convivenza tra i popoli per discutere su altri grandi temi attraverso la forma comunicativa del blog: un post cambierà il mondo?

Corsi e ricorsi dei blog

Sono quasi sempre gli stessi e si ripetono ciclicamente, come fosse un fenomeno nuovo. Su Friendfeed si discuteva ad esempio di responsabilità del blogger mentre da altre parti sulla definizione di blog. La confusione è tanta e, nonostante il non chiaro carattere di alcune iniziative, poche sono le realtà che cercano di portare (o sarebbe meglio dire “avvicinare”) fuori la Rete a tutti e ci riescono veramente. Me ne sai indicare qualcuna? Non sarebbe meglio ragionare al contrario ed avvicinare le persone al Net?

Avvocati, medici, salumieri, meccanici, commercianti, noi stessi. Che ne sanno questi del Web 2.0? Probabilmente quasi nulla.
Come possiamo spiegarlo noi che a volte sappiamo poco degli strumenti o li usiamo in malo modo? Forse ci è difficile perchè dobbiamo ancora comprenderne le dinamiche e crearne di nuove. Simulare ciò che sarà il futuro non è facile e per certi aspetti neanche così interessante.

Non si può pretendere che tutti abitino Internet nella stessa casa o con il medesimo stile di vita, che leggano o scrivano su di un proprio blog (con o senza commenti), partecipino agli eventi online, s’iscrivano ad uno o più social network e servizi, chattino con i programmi di messaggistica istantanea, mettano a disposizione la propria vita a tutti in tempo reale con il lifestreaming.

Ed allora continueremo a chiederci le stesse domande come è accaduto finora: cos’è un blog, perchè quell’autore non vuole ricevere i commenti e non dica nulla sulla sua vera identità, cosa e come guadagna da questa sua attività.
Dubbi bloggistici sempre più diffusi che dimostrano comunque un interesse (lo stesso che c’è dietro ai mainstream?) sempre più elevato: peccato che ultimamente questo provenga da una stretta fetta di persone che rappresentano magistratura, grandi aziende, interessi privati.
C’è davvero il rischio che inquinino e confondino (quanto inconsapevolmente?) le, finora lontane, masse.

La compagnia aerea Southwest Airlines fa viaggiare un blogger

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Southwest Airlines si è inventata questo contest che termina il 31 agosto. Il regolamento spiega meglio di che si tratta: per candidarti ad essere un “Blog-o-Spondent” devi usare YouTube ed inviare un video sul sito ufficiale che è stato realizzato in partecipazione con Spigit.
In seguito, mediante i voti raccolti sul sito web viene stilata una Top 10 dei video dai quali vengono scelti i 3 finalisti: il vincitore finale verrà scelto al Blog World Expo di Las Vegas dove verrà proiettato il video che sarà votato dal pubblico e dalla giuria di Southwest Airlines.

Alla fine si vince un contratto annuale con la compagnia aerea che offre un lavoro come “Blog-o-spondent“. In quell’arco di tempo infatti bisognerà realizzare 4 video originali su altrettanto città toccate dai servizi di Southwest Airlines che offrirà quindi la possibilità di viaggiare gratuitamente ed un rimborso delle spese di viaggio.

Di mezzo non c’è proprio l’attività di blogging ma è un esempio di come le aziende siano aperte ad investire su iniziative che provengono dalla Rete per pubblicizzare i propri servizi. In questo caso si punta tutto sulla forza espressiva del video. Vedremo come andrà.

Urban Blog: la dimensione geografica ed il blog di quartiere

No. Secondo me il blogging non è morto. E non sono l’unico a pensarla così.
E’ che quando ci sembra che uno strumento venga usato (abusato) in modo differente dalle nostre abitudini ci sembra sempre che gli altri stiano sbagliando o non abbiano capito nulla. Di esempi positivi ce ne sono tanti.

Ad esempio a me sembra interessante Blogolandia: l’idea è quella di realizzare una rete di Urban Blog italiani diventando sindaco della tua città/paese. Sei di Poggibonsi? Bene, li contatti ed apri il blog “pogginbonsi.blogolandia.it” che parlerà della tua città, di quello che accade. Visto dagli occhi del cittadino, di chi vive quella realtà.

Un altro esempio che mi viene in mente è il blog del Quartiere Spadolini di Milano: l’intento del blog è quello di informare i cittadini e fornire uno spazio di denuncia ed apertura per migliorare gli spazi pubblici, proporre iniziative, pensare al futuro del quartiere. Due cittadini lo curano ed aggiornano il blog abbastanza spesso.

Dunque il blog diventa urbano e restringe il suo grado d’interesse, dalla realtà personale a quella geografica la forza espressiva rimane la stessa. L’identificazione con lo spazio reale permette di stringere lo sguardo. Così dal commentare ciò che accade nel mondo si finisce per parlare dell’Italia, poi della propria regione, città, quartiere, ed infine condominio. E’ il caso di Spadolini, il blog dell’omonimo condominio dove i cittadini possono riunirsi virtualmente ed aggiornarsi, magari in funzione della scala nella quale abitano.
Si passa dunque da “cosa accade nella mia regione/città?” a “cosa accade nella mia scala?“.

Non è solo una diversa percezione geografica e d’interesse. Immagina, in un prossimo futuro, di leggere l’avviso della lettura del gas direttamente sul Web, magari attraverso i feed RSS.
Con un reminder o attraverso il tuo reader potresti finalmente non dimenticarlo più come accadeva in passato.

[UPDATE]

- Ispirazioni simili. Leggo via Luca dell’articolo di Repubblica: Villaggio blog, vista sul mondo le nuove forme di dialogo.

Cassette from my EX

Cassette from my EX è un blog bellissimo: in pratica il team che scrive sul blog racconta le canzoni delle proprie (ed altrui) storie d’amore, compilation che come le vecchie cassette raccontano tante emozioni.
Puoi anche segnalare il tuo Mixtape con la lista delle canzoni e la storia d’amore che vuoi raccontare. In tutte le love story c’è sempre almeno una “nostra canzone”.

Se poi usi Muxtape allora tutto è più facile. Ultimamente si è parlato di canzoni tristi, siamo d’estate e la bella stagione ricorda vecchi amori, magari andati a male. Se ti va fammi leggere la tua di cassetta. Chissà che un giorno non mi deciderò a condividere anche la mia.

Mi si nota di più se linko e sto su Blogbabel?

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Backlink Watch: un esempio dei miei backlink

Come non detto, la realtà è un’altra. La realtà è che certa parte della blogosfera italiana è fatta più di link che di contenuti.
Che sia indicizzata da Blogbabel o meno è soltanto un dettaglio, resta questo un vizio che non ho trovato in altri strumenti come i Tumblr dove la funzione reblog ha forse salvato molti diavoli da quello che per alcuni è “l’inferno dei link”.

Tanto che se dai un’occhiata alle discussioni (guarda l’immagine sotto) presenti oggi su Blogbabel con le ultime 5 citazioni, ti accorgi che provengono quasi tutte del mainstream cioè da fonti come il Corsera e La Repubblica. La blogosfera d’estate dorme o non è più in grado di fornire degni spunti di riflessione?

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In fondo molti blogger, vuoi per vocazione od ego, sono più dei piccoli SEO che dei filosofi in erba. E la voglia smodata di sapere chi li legge o linka può essere più forte di una lettura appassionante.

Dunque, se rientri in questa tipologia, per placare la tua sete ti consiglio un tool, uno strumento per controllare i tuoi backlink ed identificare tutti i link che le persone mandano al tuo sito con qualche parametro di valutazione (il Page Rank, l’anchor text associato), magari vuoi anche vendere qualche link.

Vai su Backlink Watch. Basta inserire l’indirizzo del sito nella homepage ed aspettare. Se sei fortunato infatti in alcuni casi la pagina potrebbe essere molto lunga.

Ed ora, per favore (ma anche no!), linka e dai il “via” a chi ti pare e scrivi ciò che vuoi ma fammi leggere le tue idee, magari sono interessanti. Certo, ammesso tu abbia veramente qualcosa da dire.