Best alternatives to FeedBurner: le alternative a FeedBurner per gestire i feed RSS

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Photo Credit: jrhode

Sei un blogger e stai avendo problemi a gestire i feed RSS del tuo blog con Feedburner (magari hai installato uno dei tanti plugin per WordPress)?
Hai fatto il trasferimento dal tuo account di Feedburner a quello di Google ed hai notato che qualcosa non va nel nuovo dominio del feed?

Non sei l’unico, in questi giorni tanti bloggers si trovano nella tua stessa situazione e lo puoi verificare tu stesso usando Feed Compare. Le probabili cause di questi problemi sono:

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Scrivi un blog? Sei un imprenditore!

Ricordi il decreto legge sui blog proposto da Levi un anno fa? Proponeva una sorta di tassa per i blog che diventavano un vero e proprio prodotto editoriale da far iscrivere al ROC, il registo degli operatori di comunicazione.

Oggi Levi ci riprova con la proposta di legge dal titolo “Nuova disciplina del settore dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative in materia di editoria” della quale puoi seguire qui gli sviluppi. Per gli approfondimenti ti lascio all’articolo di Luca Spinelli ed a questo post di Daniele Minotti.
In sostanza, seppure il ddl non sia ancora estramamente chiaro mette di nuovo in discussione la definizione di blog e dei soggetti che ci sono dietro. Infatti, citando Spinelli:


Chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa.
L’apposizione di banner è un’attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un’attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina (ricordiamo un caso recente).

Dunque: metti che sei un piccolo blogger che inserisce sul suo blog gli annunci Adsense o altre forme pubblicitarie, vende banner (son curioso di vedere come verranno definiti nel decreto) o link in maniera costante e continuativa. Secondo l’Agenzia delle Entrate e questo decreto saresti un soggetto che fa attività imprenditoriale e dunque soggetto alle regole di questa categoria anche nel caso di piccole entrate?
Tu ce li vedi questi blog tutti tassati, sai quanti soldi entrerebbero nelle casse dello Stato?
Forse mi sfugge qualcosa dal punto di vista giuridico e fiscale, probabilmente è come la vecchia storia del dichiarare le entrate dei blog come i guadagni di Adsense. Quanti di voi lo fanno davvero? Come fai a definire una pagina HTML continuamente aggiornata magari su di uno spazio gratuito (dove però ci puoi mettere della pubblicità) come un blog e dunque prodotto editoriale?

[UPDATE]

– Ne parla anche Antonio Di Pietro sul suo blog parlando di ammazza blog. Probabilmente i termini sono un po’ esagerati ma chissà che non vigilino con occhio attento.

– Ieri ne scrive anche Beppe Grillo che s’inventa una campagna Free Blogger. Ci vorrebbe un po’ più di calma e moderazione.

Non sono un blogger. Chiamatemi Dario :)

Nel 2007 dicevo di essere fuori dal tunnel della blogosfera, mi sentivo un corpo estraneo in un mare che molti oggi definiscono più morto che vivo.

In giro infatti ci sono nuove menate sul fatto che il blogging si stia avvicinando ai modi di fare del mainstream allontanandosi dalla originale funzione di “blog personale” (da leggere questo studio sulle pagine dei blog).
Chiacchierando in chat con un amico (che dice di leggermi poco qui sul blog) mi fa notare con sorpresa alcune impressioni sul mio carattere che pare abbia fornito attraverso il mio blog ed i servizi che uso (ad esempio Twitter, Friendfeed): dal profilo esco fuori come un personaggio invidioso, permaloso (su Friendfeed dicono di no,bontà loro) che pretende tutto e subito, che va in giro a chiedere favori, sponsorizzazioni a destra ed a manca.

Del giudizio delle persone non mi è mai importato più di tanto ma ho un’alta sensibilità che mi rende aperto all’ascolto ed al confronto: fare teatro mi ha insegnato a conoscere bene i miei limiti ed il modo con il quale mi rapporto con gli altri su canoni, come il linguaggio del corpo, che nel virtuale cadono completamente. Ho sempre creduto anche per questo di essere incapace nel gestire rapporti d’amicizia attaverso Internet: ad esempio mi chiedevo ieri su Twitter quante persone davvero conosco e posso considerare amici, lo stesso discorso è applicabile a Facebook. Ho due amici veri che conosco da tanto (con uno dei due ci conosciamo da piccoli) e reputo quelli ai quali chiamaresti di notte in preda al panico della solitudine o per i quali faresti i favori più pesanti e noiosi. Sono persone che frequento tutti i giorni nella vita reale, quella che è fatta di mani e non di bit.

Prendila come una piccola premessa, ora veniamo al sodo. Manfrys (che a me sta simpaticissimo) quando ci vediamo mi prende sempre in giro sfottendomi “Luca Conti“; non ho mai capito bene il motivo che non deve essere per tratti somatici simili in quanto non ci assomigliamo (per fortuna di entrambi,direi).
Il motivo pare sia un altro: sembra che attraverso queste pagine abbia voluto pretendere o chiedere qualcosa a chi mi legge, come se scrivessi per averne un tornaconto e non per il grande piacere di farlo, di confrontarmi continuamente. Qualcuno ha frainteso e non ha visto di buon occhio i due post (Web 2.0 Expo NY, Web 2.0 Expo Berlin) che finora ho scritto per cercare mecenati che mi permetessero di andare alle conferenze che mi interessava seguire.
Cerco di chiarire brevemente qual è la mia filosofia e la policy di questo blog già espressa nel colophon ed in questo post: ciò che leggi su questo blog è tutto quello che riguarda le cose che faccio, non c’è nessun omissis, se non ti fidi puoi andare su altri blog.
Non ho mai fatto telefonate o inviato email ad aziende, amici, conoscenti per chiedere sponsorizzazioni non perchè ci sia qualcosa di male ma perchè non amo per niente farlo: l’unico strumento di comunicazione che uso in questo ambito sono i post di questo blog. Insomma se non mi cerchi tu non vengo da te perchè non sono indiscreto.
Sono convinto che ci voglia anche fortuna oltre che bravura. Ad esempio recentemente mi è capitato di avere un contatto con Dada per poter andare a Le Web Paris ma soltanto a causa di una segnalazione dei miei post che Napolux ha fatto sul suo blog e via chat con questo contatto.

Lasciatemelo dire: che ci sia il badge viola o meno la storia dei blogger che ottengono rimborsi dalle aziende per andare agli incontri (aperitivi, presentazione di prodotti) girando mezza Italia è verissima, d’altronde non potrebbe essere altrimenti se sacrifichi il tuo lavoro.
Se mai avessero offerto a me qualcosa del genere probabilmente avrei rifiutato o posto una condizione perchè preferisco essere trasparente, sincero e diretto, è una regola che mi sono imposto per la mia sanità mentale. Perchè alla fine, egoisticamente, non scrivo per la blogosfera nè per una fantomatica azienda, forse neanche per te che mi leggi.
Scrivo soprattutto per me, mi sento meglio dopo che lo faccio (stai tranquillo non ho nessun orgasmo), diventa quasi una terapia che invece di pompare il mio ego apre avanti a me nuovi obiettivi e mondi, alimenta la mia curiosità.

AllBlogs: un'altra classifica dei blog italiani si presenta con un aggregatore di RSS

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Ci sono davvero mille classifiche di blog tanto che ne ho scoperto un’altra che è abbastanza interessante. Certo l’utilità di questi strumenti rimane sempre dubbia.

AllBlogs si presenta come aggregatore di feed RSS di blog ed infatti mette in mostra la funzione di ricerca ed il filtro nella scelta dei blog per tematiche: arte, cultura, interessi, musica, sport e tecnologia le categorie principali.
Qui sono riassunte tutte le classifiche dei blog più letti mentre è possibile anche consigliare sia un blog che un argomento non attualmente presente.
Ho provato ad esempio a cercare gli attuali primi 10 di Blogbabel ed ho notato che quasi il solo Beppe Grillo è indicizzato da AllBlogs. Il progetto è stato realizzato da Studio Digitale Mado.

Probabilmente insieme a Liquida, AllBlog può rappresentare una ventata di novità ma le funzioni tutt’ora presenti sono fondamentalmente scarse, l’esperienza di utilizzo dopo pochi minuti annoia definitivamente l’utente anche quello più curioso. Che ne pensi?

AllBlogs: un’altra classifica dei blog italiani si presenta con un aggregatore di RSS

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Ci sono davvero mille classifiche di blog tanto che ne ho scoperto un’altra che è abbastanza interessante. Certo l’utilità di questi strumenti rimane sempre dubbia.

AllBlogs si presenta come aggregatore di feed RSS di blog ed infatti mette in mostra la funzione di ricerca ed il filtro nella scelta dei blog per tematiche: arte, cultura, interessi, musica, sport e tecnologia le categorie principali.
Qui sono riassunte tutte le classifiche dei blog più letti mentre è possibile anche consigliare sia un blog che un argomento non attualmente presente.
Ho provato ad esempio a cercare gli attuali primi 10 di Blogbabel ed ho notato che quasi il solo Beppe Grillo è indicizzato da AllBlogs. Il progetto è stato realizzato da Studio Digitale Mado.

Probabilmente insieme a Liquida, AllBlog può rappresentare una ventata di novità ma le funzioni tutt’ora presenti sono fondamentalmente scarse, l’esperienza di utilizzo dopo pochi minuti annoia definitivamente l’utente anche quello più curioso. Che ne pensi?

Mille e non più mille classifiche di blog

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I primi 10 nella classifica di Bloguzz

Fermi, già vi vedo lì nervosamente a controllare la vostra posizione in classifica tra gli altri blog!

Qualcuno l’ha già definita l’altra Blogbabel/Wikio/Blogitalia e chi più ne ha ne metta. In realtà Bloguzz è un servizio spagnolo ancora in versione Beta con diverse caratteristiche.
Tra le tante funzioni che offre ai bloggers c’è una sorta di classifica che ordina i blog per lingua, categoria ed appunto ranking. Sopra ci sono i primi 10, quelli che secondo questa top ten “conterebbero” qualcosa nella presunta blogosfera.

Guardando i dettagli al mio blog scopro che in fondo il sevizio non è male e fornisce molti dati interessanti. Il resto è tutta fuffa.

A proposito: leggendo Digital Natives ho scoperto MyBlogJournal, un servizio tutto italiano che mi pare la pena analizzare, magari si differenzia dagli altri.

Via [Niente]