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Non vuoi abbandonare il tuo blog? Chiama il Blogsitter!

L’estate si avvicina e con lei il numero delle ore al PC diminuisce (almeno dovrebbe). I primi a subire la bella stagione sono i blog che vengono progressivamente trascurati in favore di attività decisamente più ludiche. Oppure capita di vivere un momento negativo dove non hai proprio voglia e tempo di bloggare e vorresti chiudere il blog per sempre. Qualcuno lo fa veramente, altri resistono.

Scrivere è come una droga, è difficile stare senza. Eppure si può vivere benissimo senza blog anzi consiglio di prendersi ogni tanto, nella propria vita di blogger compulsivo, delle lunghe pause ed assenze. Tornerete più vigorosi di prima.
Consigli stile Rosanna Lambertucci a parte, se hai intenzione di chiudere il tuo blog valuta la possibilità di affidarlo ad un blogsitter che lo curerà al posto tuo. Se ne parlava già nel 2006 con la nascita di una agenzia come Blogsitter.net e Blogsitter.it ma da allora il buio.
Ovviamente il blogsitter non lo farà per passione ed amore ma per soldi, ed alla fine è meglio far scrivere un amico che un estraneo.

Hai mai assunto un blogsitter? Questo è solo uno degli aspetti più esagerati e ridicoli del blogging. Scriveva Repubblica nel 2006: “Tra i blogsitter più richiesti, gli esperti di cinema, videogiochi, computer, nuove tecnologie.” Ogni giorno nel nanopublishing ci sono tante scimmiette che fanno i blogsitter scrivendo su di un blog che non sarà mai il loro.

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C’erano una volta i Bookmarks

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Via [DesignNotes]

Secondo i dati di qualche tempo fa solo l’11% degli utenti usano gli RSS, aggiungerei io, con cognizione di causa. Si, perchè in fondo anche chi utilizza intensivamente Facebook pur non essendone consapevole fa un uso sfrenato degli RSS. E, proprio il noto social network, potrebbe essere un occasione per divulgare l’uso degli RSS, mostrare le loro potenzialità e comodità.

Steve Gillmor ha già lanciato il tormentone “RSS is dead” proprio mentre Google aggiunge sempre più novità su Google Reader rispetto al passato e Friendfeed, tralasciando la nuova interfaccia, riceve sempre più consensi. C’erano una volta i Bookmarks sul Web: i preferiti sono stati pian piano sostituiti dal link “aggiungi ai preferiti” che campeggiava in ogni sito web al “subscribe to RSS“, “sottoscrivi/iscriviti ai miei RSS”.
I preferiti nei browser moderni ci sono ancora e sono importanti, specie perchè possono essere importati ed esportati con un backup quindi più facile e veloce. DesignNotes, autore dell’immagine sopra, usa i Bookmarks come i feed RSS e propone di usarli nella lettura dei siti web: anche Farhad Manjoo di Slate pensa di eliminare l’RSS reader con un metodo diverso per leggere i blog.

In pratica, come viene mostrato sopra in questo metodo, organizzi i siti che visiti e leggi più spesso creando delle cartelle di bookmarks nel browser. Poi non ti resta che ordinare le folder con quelle che già sai usare più spesso, dunque M1 ha priorità più alta rispetto ad M3 e così via. Quando dovrai leggere i preferiti aprirai tutti i link contenuti nella cartella che desideri visitare in una tab. Farhad Manjoo nel suo post invece ordina più che per priorità per orario di lettura: si va dalle prime letture della giornata alle ultime.

Non sono dei metodi universali ma delle alternative agli RSS. La domanda è: perchè dovremmo avere bisogno di alternative? Gli RSS non bastano a gestire l’overload di informazioni?

Apple monitora i blog per difendere i suoi walled garden

Forse neanche la stessa Microsoft è arrivata a fare tanto online contattando un blogger ed intimandogli di rimuovere post o cancellare contenuti per altro disponibili in migliaia di siti web, pena la rimozione del programma di affiliazione. E’ quanto ha fatto Apple (con Tradedoubler da tramite) nella storia raccontata dal blog Melamorsicata.
E’ come se Google minacciasse di disattivarti l’account di AdSense perchè quel post su di un “trucco” di Google non gli va giù. Devo dire che una cosa del genere, con Google come attore, successe tempo fa in un post che conteneva come titolo la parola “pompino”: gli AdSense non consentono l’utilizzo di contenuti per adulti così mi scrissero di eliminare quel termine. Lo feci, in parte, ma segnalai tanti altri post di altri blog che contenevano la stessa coppia ma che non trattavano, come il mio, argomenti scabrosi. Questa è un’altra storia, riguarda una policy ben precisa, delle condizioni di utilizzo sottoscritte da entrambe le parti, il blogger e l’azienda.

Quella capitata a Melamorsicata invece a me sembra una pratica scorretta, un ricatto inaccettabile. Eppure di guide su come sbloccare i prodotti di Apple ce ne sono a migliaia e girano di continuo. E non ho mai letto qualcosa del genere su di un blog americano.
Non so se sia responsabilità diretta di Apple ma dev’essere una idea tutta Europea (o magari solo di un responsabile illuminato e solertissimo) quella di voler bloccare l’informazione online. Continuerò a seguire la vicenda e ti aggiornerò nei prossimi giorni.

I 10 luoghi peggiori per essere un Blogger

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Photo Credit: Labart

CPJ (Committee to Protect Journalist) stila una lista dei peggiori 10 luoghi al mondo per un blogger: al primo posto c’è la Birmania seguita da l’Iran ed all’ultimo posto l’Egitto. Sono nazioni dove è davvero difficile pensare ad una Internet neutrale. Insomma nell’elenco non c’è nessuna sorpresa anzi forse si: manca l’Italia!

I giornalisti non sono messi bene a libertà secondo Freedom House. Non è però facile fare neanche il blogger e scrivere pubblicamente online ciò che si pensa in un Paese corrotto ed anziano come questo, dove i comunicati stampa sono ancora in .Doc (quando ti va bene) e solo per i giornalisti accreditati da regolare tesserino (che conferisce magici “privilegi”), i PC delle scuole tecnologicamente inferiori anche al modello di netbook più economico.
In fondo anche la blogosfera intera ed unita avrebbe difficoltà a contrastare il monopolio mediatico del signor B.: se non ci è riuscito (ancora?) Beppe Grillo ed i suoi meetup forse anche questo non è proprio il posto ideale per bloggare.
L’altra possibile conclusione è che i bloggers non abbiano una forza di riscatto sociale (anzi, non si capisce perchè affibiargliela come si è fatto con chi fa satira) ma alimentino soltanto l’egocentrismo di pochi allucinati alla perenne ricerca di notorietà, in ansiosa campagna blogrollale.

E’ nato il fratello di WordPress: BuddyPress, la piattaforma di social network

E’ stata rilasciata oggi la versione 1.0 di BuddyPress, il fratellino di WordPress, una piattaforma dedicata agli sviluppatori per costruirsi il proprio social network. Citando Matt dal blog ufficiale di WordPress.org:

BuddyPress is essentially a set of plugins on top of WordPress that add private messaging, profiles, friends, groups, activity streams, and everything else you’ve come to expect from your favorite social network, like a Facebook-in-a-box.

Per poter installare BuddyPress devi aver scaricato ed installato sul tuo server WordPress MU: solo dopo potrai installare BuddyPress. Il tempo di sistemare entrambi sul server e ti dico cosa ne penso.

Via [WordPress]

I blog non moriranno mai

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Blogging is dead” è un tormentone ormai noto a tutti. Secondo le previsioni di eMarketer il numero dei blog in Usa nei prossimi anni aumenterà dal 13% della popolazione Internet al 17% ovvero saranno circa 37 milioni gli americani che scriveranno un blog. Alcune stime dicono che questo trend aumenterà in maniera più elevata.
Ed i lettori dei blog? Sempre in America saliranno dal 45% al 58%, un bel dato no?

Insomma se forse non ci sarà più chi scrive cose interessanti o per lo meno sarà più difficile distinguerli tra tutti gli altri, avremo certamente un pubblico di lettori più vasto ma non necessariamente educato, ci saranno magari dimaniche nuove con persone che si collegheranno per la prima volta ad Internet.
Finchè ci sarà una certa neutralità della Rete e non verranno scritte regole aspre come quelle riassunte in Blackout Europe, prevalerà sempre lo spirito della libertà d’espressione.

Lavori in corso sul blog: grosse novità in cantiere

Chi mi legge via feed non si è accorto di nulla ma come avete notato ho temporaneamente cambiato il tema. Senza aver toccato nulla, da sabato il blog ha dei misteriosi problemi di visualizzazione con Internet Explorer 7.0 e Google Chrome. Molto probabilmente è qualcosa legato ai server di Aruba.
Il mio dominio scade a Marzo dunque sto già pensando al restyle ed a trasferire l’hosting da un’altra parte: se avete dei consigli scriveteli nei commenti.
Nel frattempo fino quando non riesco a risolvere ho ripristinato un vecchissimo tema, quello di default di WordPress (davvero preistorico!). Meglio di niente, no?

Con la nuova versione del blog ci saranno molte novità: una traduzione del blog in Inglese fatta per bene, un forum dove far sviluppare insieme a Friendfeed le discussioni e tanto altro. Cercate di avere pazienza e segnalatemi malfunzionamenti. Grazie a tutti!