Pizza, mandolino e Jersey Shore: così ci vedono gli americani

Un video segnalato da Emil Abirascid realizzato dall’Istituto Italiano di New York che intervista alcuni americani: la domanda è “cosa vi viene in mente quando pensate alla cultura italiana?”

Secondo te cosa hanno risposto? Leonardo, Michelangelo, Rubbia? No: pizza, mandolino e Jersey Shore, una serie televisiva prodotta da MTV i cui personaggi sono degli italoamericani “truzzi, coatti, narcisi, abbronzati, bellocci e decisamente pop”.

Urge una campagnia di PR ma soprattutto un rovistare tra la cultura italiana diventata low cost per capire cosa funziona e cosa no. Come disse Fabrizio Gifuni: “L’arte e la cultura sono sprofondati da tempo nel tempo libero così come la scuola, lo studio, la formazione e la ricerca scientifica. L’arte e la cultura non sono tempo libero“.

Guadagnare con i videogiochi

Zynga è l’azienda che sviluppa Farmville e vale 4 miliardi di dollari, un business prepotente che smentisce chi ha sempre sostenuto che con i videogame non si fanno soldi. Eppure quest’ultimo è un mercato che compete benissimo con il mondo del cinema.

Ad un livello più alto c’è da chiedersi: ma i videogiochi sono arte e quindi vendibili in dinamiche simili oppure lo diventano solo quando sviluppano un business del genere?

Bye bye Keith, thanks for Tuttomondo

keith haring tuttomondo pisa

Photo Credit: magnusw

Il 16 Febbraio 1990 moriva Keith Haring, sono passati vent’anni. Come tutti i grandi artisti ci manca molto.

A Pisa hanno deciso di fare un evento (qui su Facebook) e ritrovarsi tutti sotto il noto murales “Tuttomondo“ che l’artista americano disegnò nel 1989 insieme ad alcuni ragazzi dell’istituto d’arte. Proprio alcuni di loro ieri erano lì in piazza a festeggiare, ballare, ricordare, magari disegnare.

Qualche amico di Pisa potrebbe dirci com’è andata e condividere foto, video, ricordi nei commenti oppure via email (blog chiocciola dariosalvelli.com), Frienfeed, Facebook, dove vuole.

Via [Diari di viaggio]

Brunetta: il nuovo capocomico del bagaglino

“Ti dico Sandro, di chiudere quel rubinetto del FUS ( Fondo Unico dello Spettacolo, già sottoposto a feroci tagli da parte del governo, n.d.r ) , facciamolo al più presto”.

A seguito di queste dichiarazioni tristissime e populise fatte da Brunetta (e dirette evidentemente a Michele Placido) mi risulta difficile – con tutta l’attuale inadeguata e strampalata classe politica di destra e sinistra – pensare di difendere la Paolo Grassi o più semplicemente la cultura e l’arte nel nostro Paese. L’attacco più grave di Brunetta (che prendo seriamente solo perchè fa parte di questo Governo) è rivolto al Fondo Unico per lo spettacolo, il sostegno finanziario dello Stato a favore di ogni singolo settore dello spettacolo che viene stabilito ogni anno con la legge finanziaria.
Leggendo dal sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali l’ultima relazione datata 2007 (file. PDF) si evince che dalla sua istituzione nel 1985 già nel 2007 si registrava una riduzione del Fus pari al 43,7%: attualmente si è passati dai 441.299.000 euro del 2007 ai 397.081.049 euro per il 2009 decisi nel decreto di Febbraio (file .PDF).

Dal 1985 ad oggi il Fondo per lo Spettacolo ha avuto un solo periodo di maggiore stabilità: gli anni 1995-2001. Chi governava in Italia in quel periodo?